Israele è tornato a bombardare Beirut: ci sarebbero almeno 6 morti e 24 feriti. Una coppia israeliana di 70enni è rimasta uccisa durante un attacco missilistico iraniano. Secondo quanto riferito dalla polizia, bombe a grappolo hanno colpito l’edificio residenziale in cui vivevano a Ramat Gan, appena fuori Tel Aviv.\n
L’Iran ha confermato che sono stati uccisi sia il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani che il comandante dell’unità Basij Gholamreza Soleimani. Ancora attacchi alla base Usa di Baghdad. Washington colpisce siti iraniani vicino Hormuz. Trump annuncia una coalizione con 4 paesi arabi più Israele e afferma: la Nato \”non ci serve\”. Il capo del centro per l’antiterrorismo Usa Joe Kent si dimette in polemica con Trump. \”Non posso sostenere in buona coscienza la guerra in Iran. Teheran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana\”, afferma Kent.
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Il comandante della forza aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione, il generale Seyyed Majid Mousavi, ha minacciato massicci attacchi contro obbiettivi nemici dopo il tramonto. \”Stanotte varrà la pena di osservare il cielo del nemico\”, ha detto a quanto riferisce il Tehran Times.
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Secondo le stime dell’Idf, ieri Hezbollah ha tentato di lanciare un bombardamento di circa 100 razzi contro Israele e ne ha effettivamente lanciati 40 tra missili a corto raggio, droni e mortai, in buona parte intercettati dai sistemi di difesa che hanno così sventato l’ampio attacco. L’aviazione ha attaccato decine di stazioni di servizio di Hezbollah nelle zone meridionali di Litani e Tiro la scorsa notte danneggiando l’organizzazione finanziariamente e limitandone la mobilità. Hezbollah possiede ancora migliaia di razzi a corto raggio e tenta di lanciare in media circa 150 al giorno. Tuttavia, circa il 60% dei suoi lanci non oltrepassa il confine e i razzi cadono in territorio libanese. Secondo l’Idf, Hezbollah dispone ormai principalmente di razzi a corto raggio: i lanciatori mobili sono stati dislocati all’interno delle case nei villaggi. Questo metodo rende più difficile per l’esercito attaccare i lanciatori.
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L’inviato speciale dell’Ue per il Golfo Luigi Di Maio ha incontrato a Riad il viceministro degli Esteri saudita Waleed Elkhereiji, \”per esprimere la piena solidarietà dell’Ue al Regno e al suo popolo\”. \”L’escalation militare regionale e gli attacchi iraniani contro il Regno e i Paesi del Golfo devono cessare\”, ha riferito Di Maio su X dopo l’incontro, evidenziando anche la necessità di \”ripristinare la libertà di navigazione\”.
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Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato in un comunicato che le forze armate statunitensi hanno colpito siti missilistici iraniani vicino allo Stretto di Hormuz con bombe anti-bunker da 2.270 chilogrammi, aggiungendo che gli attacchi hanno avuto successo. \”I missili da crociera antinave iraniani posizionati in queste aree rappresentavano un rischio per la navigazione internazionale nello stretto\”, ha dichiarato il Centcom in un comunicato.
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\”Noi siamo sempre stati leali con gli Usa, ma questa guerra non coinvolge un’area di competenza della Nato. Noi continuiamo a presidiare la libertà di navigazione nel Mar Rosso. La Marina italiana garantirà il passaggio delle navi con Aspides, e con Atlanta per proteggerle dai pirati. Siamo a difesa di Cipro perché è un Paese europeo, e la Turchia deve essere protetta dalla Nato. Ma non siamo in guerra\”. Lo ha detto ad Agorà su Rai3 il ministro degli Esteri Antonio Tajani. \”Per lo Stretto di Hormuz serve una soluzione con le Nazioni Unite – ha aggiunto – Non vedo altra possibilità. Non possiamo infilarci in una guerra, e andare a Hormuz significherebbe proprio questo\”. Tajani ha spiegato che non la riterrebbe \”una mossa giusta neanche dal punto di vista militare\”, perché significherebbe \”andare a fare una battaglia marina con strumenti diversi\” da quelli dell’Iran, perché \”le fregate hanno armi limitate per reagire\”. Rispetto all’uccisione dei leader iraniani da parte di Usa e Israele, Tajani ha detto che i due alleati stanno infliggendo \”colpi durissimi\” a Teheran: \”C’è nell’Iran una rete antiregime che dà informazioni sensibili a Usa e Israele. Il Paese vive delle difficoltà ma ha ancora armi e droni\” e per concludere la guerra \”ci vorranno settimane, e non pochi giorni\”. Adesso, per il ministro, \”l’Iran dovrebbe decidere di non proseguire col percorso nucleare a far capire che Hormuz non può essere strozzato. Non può fare il ‘gendarme negativo’ del petrolio\” anche perché \”col corridoio Imec si troverà un percorso via terra\”.
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L’Iran \”vive certamente un momento di difficoltà ma ha ancora armi, missili e droni per continuare a combattere per qualche settimana, quindi secondo me non è una guerra che si conclude nel giro di pochi giorni\”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani ad Agorà, guardando agli sviluppi dopo l’uccisione ieri di Ali Larijani e Gholamreza Soleimani, comandante delle forze paramilitari Basij.
“,”postId”:”ce107e92-1e89-41f4-be85-76302e6e0f88″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T08:51:57.997Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T09:51:57+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Araghchi: \”Serve nuovo protocollo per lo Stretto di Hormuz\””,”content”:”
\”Dopo la guerra, dobbiamo sviluppare un nuovo protocollo per lo Stretto di Hormuz che garantisca il passaggio sicuro in determinate condizioni\”. Lo ha detto ad al Jazeera il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, spiegando che \”non stiamo cercando un cessate il fuoco perché non vogliamo che questo scenario si ripeta. Vogliamo una fine completa e definitiva della guerra su tutti i fronti: in Libano, Yemen, Iraq, Iran e altri paesi della regione\”. Riguardo alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei, ha affermato: \”È in perfetta salute e la situazione è sotto controllo. Ha riportato solo ferite superficiali\”.
“,”postId”:”55c7f345-6b1b-4d7b-a7ad-c855e24e7d0b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T08:51:34.542Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T09:51:34+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media Libano: \”Attacco mirato dell’Idf su un’auto in pieno centro a Sidone\””,”content”:”
Le forze israeliane hanno lanciato stamani un attacco mirato contro un’auto in pieno centro di Sidone, la principale città del sud del Libano. Lo riporta l’agenzia ufficiale libanese Ani. Il raid è avvenuto vicino a un centro della Difesa civile e al lungomare, dove si trovano sfollati che dormono nelle loro macchine, ha aggiunto l’Afp sul posto.
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\”Noi non possiamo infilarci in una guerra perché andare ad Hormuz significa infilarsi in una guerra. E oltretutto, andare a fare una battaglia marina con strumenti diversi, perché gli iraniani hanno tantissimi droni, missili e poi le navi… Le fregate che andrebbero lì hanno armi limitate per reagire, quindi dopo sarebbero vittime di un attacco. Quindi anche da un punto di vista militare non mi pare la mossa\” giusta. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani ad Agorà su RaiTre, in merito alla missione navale ad Hormuz promossa dagli Stati Uniti.
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Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha assicurato che le giocatrici della nazionale di calcio sono le benvenute in patria. \”Le calciatrici della nazionale e lo staff tecnico sono le figlie predilette di questa terra e di queste acque, e il popolo iraniano le accoglie a braccia aperte\”, ha scritto su X. \”Nonostante tutte le nefandezze dei nemici di questo Paese, le nostre figlie li hanno smascherati e non hanno ceduto alle seduzioni e alle intimidazioni degli anti-iraniani, e torneranno con orgoglio nella loro eterna patria, l’Iran\”, ha sottolineato. Alcune atlete avevano chiesto asilo all’Australia, ma avevano poi fatto marcia indietro.
“,”postId”:”a25db455-80ef-4830-b13b-41fa6525087f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T08:40:22.657Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T09:40:22+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Idf, ucciso a Gaza comandante dell’unità missili di Hamas”,”content”:”
L’Idf riferisce di aver ucciso ieri a Gaza il comandante di Hamas, Yahya Abu Labda, che lavorava al \”progetto missilistico di precisione\” del gruppo terroristico. Secondo l’esercito, Abu Labda era responsabile \”dell’approvvigionamento e del trasporto di equipaggiamento e armi militari\” per l’ala militare di Hamas. \”Abu Labda ha guidato e agevolato il trasferimento di decine di tonnellate di materie prime per la produzione di razzi e componenti elettronici avanzati a sostegno dell’attività di Hamas\”, afferma l’Idf.
“,”postId”:”fddaa4f9-6942-4494-b270-f607f2c5c9da”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T08:40:11.778Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T09:40:11+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran: \”Larijani un filosofo. Sua morte rafforza coesione\””,”content”:”
Ali Larijani è stato un leader della rivoluzione e la sua uccisione non farà che rafforzare la coesione nazionale. Ad assicurarlo è stato il ministero degli Affari esteri iraniano, in una lunga nota di condoglianze per la morte del segretario del consiglio di Sicurezza nazionale, del figlio, Morteza Larijani, del suo numero due Alireza Bayat e di alcune loro guardie del corpo. \”La Guida Suprema della Rivoluzione Islamica si congratula e porge le sue condoglianze al nobile popolo iraniano e alla stimata famiglia Larijani\”, si legge, \”il martire Larijani è stato un filosofo, un profondo pensatore politico, amico del patriota Yar Amin, leader martire della Rivoluzione Islamica e servitore della nazione iraniana, e ha dedicato la sua vita benedetta alla salvaguardia della sovranità nazionale, dell’indipendenza e del progresso dell’Iran islamico\”. Ora \”questi atti terroristici non solo mineranno la ferrea volontà della nazione iraniana di difendere la sicurezza e gli interessi nazionali, ma rafforzeranno anche la coesione nazionale e quella dei funzionari della Repubblica islamica dell’Iran nella difesa dell’intero Paese\”, si assicura.
“,”postId”:”a46572ac-17bb-4de7-aa13-51f9d9e685fa”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T08:39:07.210Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T09:39:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Tajani: \”Leali con Usa ma guerra Iran non è competenza Nato\””,”content”:”
\”Siamo sempre stati leali con gli Stati Uniti, ma questa guerra (con l’Iran) non coinvolge un’area di interesse della Nato o di competenza della Nato\”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani partecipando ad Agora’ su RaiTre, all’indomani delle parole del presidente Usa, Donald Trump, su una missione a Hormuz. \”Noi rimaniamo invece a presidiare la libertà di navigazione nel Mar Rosso e nella lotta antipirateria nell’area più orientale\” e \”siamo a difesa di Cipro perché è un Paese europeo che è stato attaccato e quindi guardiamo anche con attenzione alla Turchia che deve essere protetta dalla Nato\”, ha aggiunto il titolare della Farnesina. \”Però non siamo in guerra, nessuno ci ha chiesto di entrare in guerra, gli americani con gli israeliani hanno attaccato senza dire nulla e noi abbiamo condannato la reazione dell’Iran\”.
“,”postId”:”a568f6e5-2823-49fd-b3fc-6b1e6323ddfe”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T08:30:47.565Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T09:30:47+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: \”Preso di mira nella notte ministro intelligence dell’Iran a Beirut\””,”content”:”
L’Idf ha preso di mira questa notte a Beirut Ismail Khatib, ministro dell’intelligence della Repubblica Islamica e il comandante della milizia ‘Imam Hussein’. Lo riferiscono i media israeliani. Khatib ha ricoperto l’incarico sia nel governo di Ebrahim Raisi sia in quello di Pezeshkian. Fonti israeliane hanno riferito: \”Attendiamo i risultati dell’attacco, sembra promettente\”.
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Circa 90 navi, tra cui petroliere, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dall’inizio della guerra con l’Iran, e il canale continua a esportare milioni di barili di petrolio nonostante la chiusura di fatto della via navigabile, secondo quanto riportato da piattaforme di dati marittimi e commerciali. E’ quanto scrive la Ap, sul suo sito. Molte delle navi che hanno attraversato lo stretto erano cosiddette ‘nascoste’, utilizzate per eludere le sanzioni e la supervisione dei governi occidentali, e probabilmente legate all’Iran, secondo quanto affermato dalla società di dati marittimi Lloyd’s List Intelligence. Più recentemente, anche navi con legami con l’India e il Pakistan sono riuscite ad attraversare lo stretto, in seguito all’intensificarsi dei negoziati tra i rispettivi governi. Circa 20 navi sono state attaccate nella zona. Tuttavia, secondo le stime della piattaforma di analisi e dati commerciali Kpler, l’Iran è comunque riuscito a esportare ben oltre 16 milioni di barili di petrolio dall’inizio di marzo. A causa delle sanzioni occidentali e dei rischi associati, la Cina è stata il principale acquirente di petrolio iraniano. Almeno 89 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz tra l’1 e il 15 marzo, tra cui 16 petroliere, secondo Lloyd’s List Intelligence, rispetto ai circa 100-135 transiti giornalieri precedenti la guerra. Si ritiene che oltre un quinto delle 89 navi fosse affiliato all’Iran, mentre tra le restanti figuravano navi cinesi e greche. Anche altre navi sono riuscite a transitare. È possibile che le navi transitino \”con almeno un certo livello di intervento diplomatico\”, ha affermato Richard Meade, caporedattore di Lloyd’s List. Pertanto, l’Iran potrebbe aver \”di fatto creato un corridoio sicuro\” con alcune navi che passano vicino alla costa iraniana.
“,”postId”:”8a3189b8-f053-4728-9f91-0da848a47843″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T08:23:55.485Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T09:23:55+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Pasdaran: \”Controlliamo valichi nella provincia Kurdistan\””,”content”:”
I Guardiani della Rivoluzione islamica hanno affermato di avere il controllo dei valichi di frontiera nella provincia del Kurdistan. \”Non permetteremo che la provincia diventi un rifugio sicuro per elementi ostili\”, hanno dichiarato, secondo quanto riferito da Al Jazeera.
“,”postId”:”b769297a-7889-41f8-bd03-f938670f9ea5″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T08:23:35.366Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T09:23:35+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: \”Eliminato ministro dell’Intelligence in raid Israele\””,”content”:”
Israele ha condotto un raid aereo in Iran con l’obiettivo di eliminare il ministro dell’Intelligence iraniano Esmaeil Khatib durante la notte. Lo scrive il sito di Ynet. Secondo Iran International, testata dell’opposizione iraniana con sede a Londra, il raid è andato a buon fine e il ministro è stato ucciso.
“,”postId”:”8890d05e-40de-467c-8ecb-901cb221b0a1″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T08:22:39.065Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T09:22:39+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Idf ordina evacuazione a sud del fiume Zahrani nel Libano meridionale”,”content”:”
L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione dell’intera area a sud del fiume Zahrani nel sud del Libano. \”Le attività terroristiche di Hezbollah stanno costringendo l’Idf ad agire con forza in quella zona, e non ha intenzione di farti del male\”, avverte il portavoce militare su X, insistendo che \”chiunque si trovi vicino a membri, strutture o armi di Hezbollah mette a rischio la propria vita\”.
“,”postId”:”9037637a-bf01-4f0b-9681-e0552469e790″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T08:22:27.162Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T09:22:27+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media Israele: \”Raid contro Khatib, sembra esito positivo\””,”content”:”
Una fonte israeliana ripresa da Channel 12 ha confermato che Israele ha tentato di eliminare stanotte il ministro dell’Intelligence iraniano Esmail Khatib. \”Aspettiamo i risultati dell’attacco, ma sembra buono\”.
“,”postId”:”908131f8-520e-4839-a589-d1a616fc3c43″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T08:17:25.801Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T09:17:25+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Araghchi: \”Pronti ad ascoltare proposte di pace con risarcimenti per danni a Paese\””,”content”:”
\”Molti Paesi amici hanno avanzato idee ed espresso la loro disponibilità a svolgere un ruolo per arrivare alla pace. Se c’è una proposta per porre fine alla guerra che incontra le nostre condizioni, e se ci sarà un risarcimento dei danni all’Iran, la ascolteremo certamente\”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una intervista ad al Jazeera, precisando che Teheran continua a non essere disposta ad accettare un cessate il fuoco.
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Il ministro dell’Intelligence iraniano Esmail Khatib era l’obiettivo degli attacchi israeliani di stanotte su Teheran. Lo ha rivelato Iran International, precisando che non sono disponibili al momento informazioni sulla sua sorte.
“,”postId”:”d8412aa7-c44a-4610-be4e-9ee32f8bdc95″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T07:59:37.618Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T08:59:37+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Crosetto: \”Non si può cedere a ricatto su Hormuz, Italia lavorerà per coinvolgere Onu\””,”content”:”
\”Non si può cedere al ricatto iraniano su Hormuz. Ma i volenterosi non bastano: l’Italia lavorerà per coinvolgere l’Onu\”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto al direttore del Foglio, Claudio Cerasa: “Il nostro paese non ha alcuna intenzione di disimpegnarsi dalla difesa del diritto di passaggio a Hormuz, perché da quel tratto di mare passa una parte decisiva della nostra sicurezza, della nostra economia. Non solo gli interessi italiani o europei ma di tutto l’Indo-Pacifico e, per l’effetto domino sui prezzi dell’energia, di tutto il mondo. Non si può lasciare che la stabilità della regione dipenda dal ricatto del regime iraniano. La risposta non può però essere solitaria e episodica o parziale – continua – deve essere larga, credibile, condivisa, coinvolgendo il maggior numero possibile di paesi del mondo. Questa cosa non può essere fatta all’interno di un’ennesima coalizione di volenterosi magari solo occidentali. Va fatta dentro una cornice di legittimazione internazionale che ridia centralità al ruolo delle Nazioni Unite e passi attraverso una decisione unanime del Consiglio di sicurezza. Più ampia è la coalizione, minore è il potere di intimidazione di chiunque e più velocemente si risolverà la crisi in atto\”.
“,”postId”:”d06c318c-ae82-4dcb-8b2c-08bbb7db1caa”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T07:56:16.639Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T08:56:16+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Usa a Tokyo: \”Energia sicura all’Asia se salta lo Stretto di Hormuz\””,”content”:”
Gli Stati Uniti si propongono come garante della sicurezza energetica nell’area dell’Indo-Pacifico, offrendo forniture \”affidabili\” nel contesto di una crisi mediorientale che ha di fatto bloccato il transito nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato a Tokyo il segretario all’Interno Usa Doug Burgum, intervenendo nei giorni scorsi a un forum che ha riunito leader politici e aziende energetiche di 17 Paesi della regione, organizzato prima dell’esplosione del conflitto, lo scorso 28 febbraio. La politica di \”dominio energetico\” dell’amministrazione Trump, ha spiegato Burgum, mira ad assicurare prosperità interna e capacità di vendita ai Paesi alleati, garantendo flussi \”sicuri e non soggetti a interruzioni da regimi terroristici\”. Oltre agli idrocarburi, al centro del vertice si è discusso della diversificazione nelle materie prime critiche, tra cui litio e cobalto, fondamentali per il settore della difesa, nel tentativo di ridurre la dipendenza dalla Cina. Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, i Paesi partecipanti, tra cui Giappone, Corea del Sud e Thailandia, potrebbero annunciare accordi commerciali con Washington per almeno 30 miliardi di dollari. Nello specifico il Giappone, quarta economia mondiale e dipendente al 95% dal greggio in Medio Oriente, ha siglato un memorandum con gli Stati Uniti per il co-finanziamento di infrastrutture strategiche nei mercati emergenti, e ha confermato investimenti per 550 miliardi di dollari negli Usa entro il 2029, in cambio di dazi agevolati nella campagna protezionistica di Trump.
“,”postId”:”be55e429-b457-4d66-8fe1-ede8dbabed4f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T07:55:36.422Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T08:55:36+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Libano, nuovo avviso evacuazione sud: raid Idf su Sidone e Bekaa “,”content”:”
L’esercito israeliano ha nuovamente emesso un avviso di evacuazione per l’intera area a sud del fiume Zahrani, nel Libano meridionale. \”I raid continuano e l’esercito sta conducendo operazioni su larga scala nella regione. Per la vostra sicurezza, vi esortiamo ancora una volta ad evacuare le vostre case e a dirigervi immediatamente a nord del fiume\”, ha scritto su X Avichay Adraee, portavoce in lingua araba. Come riferisce l’Orient le Jour, sempre nel sud del Paese dei Cedri, un drone israeliano ha colpito un’auto a Sidone, ferendo gravemente l’uomo alla guida e un membro della Protezione Civile che si trovava vicino al luogo dell’attacco. L’Idf ha anche condotto raid aerei su Sohmor e alla periferia di Yohmor, nella valle della Bekaa, nell’est del Libano.
“,”postId”:”3b86a7aa-e4f8-4f03-ac11-318f5f6a1795″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T07:55:04.906Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T08:55:04+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media iraniani: \”Arrestati 75 terroristi monarchici e dissidenti\””,”content”:”
L’agenzia iraniana Fars, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, ha riportato l’arresto di 75 persone \”associate a gruppi terroristici, all’Mko\”, ovvero il gruppo dissidente Mojahedin del Popolo Iraniano, \”ai monarchici e alle reti ostili\”. In un messaggio su X, Fars ha dichiarato che tra gli arrestati ci sono \”individui che hanno insultato e dato fuoco alle immagini del leader martirizzato\” Ali Khamenei, \”alcuni provocatori attivi nel cyberspazio e membri di gruppi di hacker connessi a Starlink\”, la compagnia per l’accesso a internet satellitare di Elon Musk.
“,”postId”:”80f6cc98-f7a6-457d-8308-60ab5b39b9c8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T07:49:07.637Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T08:49:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Oggi i funerali di Larijani e Soleimani a Teheran”,”content”:”
Si terranno oggi a Teheran i funerali del segretario del Consiglio Supremo per la sicurezza nazionale, Ali Larijani, di suo figlio Morteza e del capo della milizia paramilitare Basij, Gholamreza Soleimani, uccisi ieri in raid aerei israeliani. Lo riporta l’emittente Al Mayadeen.
“,”postId”:”14b72955-08eb-4188-a98d-dfa409d8a019″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T07:38:39.601Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T08:38:39+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Araghchi: \”Dottrina nucleare non cambierà molto\””,”content”:”
La dottrina nucleare dell’Iran non cambierà in modo significativo dopo la guerra sferrata da Iran e Israele, anche se bisogna ancora conoscere la posizione della nuova Guida suprema in merito. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ad Al Jazeera. L’ex Guida suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei ucciso in un raid il 28 febbraio scorso, si oppose allo sviluppo di armi di distruzione di massa con una fatwa, o editto religioso.
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La nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei \”è in perfetta salute e la situazione è sotto controllo. Ha riportato solo ferite superficiali\”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi in un’intervista ad Al Jazeera. Da quando è stato eletto, Mojtaba Khamenei non si è ancora mai presentato in video né ha fatto sentire la sua voce, alimentando speculazioni sulla sua salute dopo essere rimasto ferito nel raid che ha ucciso il padre Ali il primo giorno della guerra di Usa e Israele contro l’Iran.
“,”postId”:”8853d1b2-234f-4f62-bc28-b788f2428e0c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T07:22:49.426Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T08:22:49+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Araghchi: \”Regime solido, morte Larijani non destabilizza\””,”content”:”
L’uccisione di Ali Larijani, il potente segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, da parte di Israele non infliggerà un colpo fatale alla Repubblica islamica. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un’intervista ad Al Jazeera. \”Non capisco perché americani e israeliani non abbiano ancora compreso questo punto: la Repubblica Islamica dell’Iran ha una solida struttura politica con istituzioni politiche, economiche e sociali consolidate\”, ha dichiarato Araghchi. \”La presenza o l’assenza di un singolo individuo non intacca questa struttura. Certo, gli individui sono influenti e ognuno svolge il proprio ruolo ma ciò che conta è che il sistema politico in Iran e’ una struttura molto solida\”, ha sottolineato il capo della diplomazia iraniana.
“,”postId”:”337402b3-a4d3-4537-8e43-3f66ff869db3″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T07:22:16.225Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T08:22:16+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, udite quattro esplosioni a Erbil”,”content”:”
Quattro esplosioni sono state udite a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo hanno riferito giornalisti sul posto.
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L’Iraq ha annunciato di aver ripreso le esportazioni limitate di petrolio, pari a 250 mila barili al giorno, attraverso il porto turco di Ceyhan, dopo il crollo della produzione nazionale dovuto alle interruzioni nello Stretto di Hormuz. La compagnia petrolifera statale North Oil Company ha dichiarato di aver \”avviato l’attività della stazione di pompaggio di Sarlo per riprendere l’estrazione e l’esportazione del petrolio di Kirkuk verso il porto di Ceyhan con una capacità iniziale di 250.000 barili al giorno\”. L’Iraq ha ripreso le esportazioni di petrolio dai suoi giacimenti nella provincia settentrionale di Kirkuk \”dopo un periodo di interruzione che ha rappresentato una sfida significativa per il settore petrolifero\”, in accordo con la Regione autonoma del Kurdistan, attraverso la quale passa l’oleodotto che porta al porto turco di Ceyhan. L’Iraq si è adoperato per trovare una soluzione per esportare il suo petrolio e erano in corso da tempo negoziati con il Kurdistan iracheno per consentirne il trasporto attraverso la regione autonoma. Le autorità curde avevano richiesto diverse misure in cambio, prima di acconsentire al passaggio del petrolio attraverso l’oleodotto della regione. Il Ministero delle Risorse Naturali del Kurdistan ha dichiarato che la stazione petrolifera di Sarlo ha iniziato a operare alle 6:30 (04:30 ora italiana) per consentire le esportazioni attraverso l’oleodotto della regione del Kurdistan verso il porto di Ceyhan. Il ministro del petrolio iracheno Hayan Abdel Ghani ha dichiarato che il suo Paese è in contatto con l’Iran per cercare di organizzare il passaggio di alcune petroliere irachene attraverso lo Stretto di Hormuz.
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Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan si recherà oggi a Riad per partecipare a \”un incontro sui recenti sviluppi nella regione\” ospitato dall’Arabia Saudita. Lo riferisce il ministero degli Esteri di Ankara, mentre ieri Fidan aveva annunciato che avrebbe iniziato oggi un tour nei Paesi della regione per discutere di possibili misure per porre fine al conflitto in Medio Oriente. \”Il nostro obiettivo è lo stesso: una geografia in cui ognuno viva entro i propri confini in sicurezza e sovranità, in cui i palestinesi abbiano il proprio Stato e in cui l’Iran, gli arabi e tutti possano vivere in pace, stabilità e sicurezza\”, ha detto il ministro degli Esteri turco, come riferisce Anadolu.
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Il ministero della Difesa saudita ha riferito che è stato abbattuto un altro drone mentre \”tentava di avvicinarsi al quartiere delle ambasciate\”. Nelle ultime ore, le forze di Riad hanno distrutto diversi droni, oltre a un missile balistico, i cui detriti sono caduti vicino alla base aerea del Principe Sultan ad Al Kharj, senza tuttavia causare danni.
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Il Ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha dichiarato, in un comunicato diffuso su X, di aver abbattuto un drone diretto verso il quartiere delle ambasciate. La notizia è riportata da diversi media internazionali. Inoltre, scrive in particolare la Bbc, questa mattina giungono notizie di esplosioni a Dubai e Baghdad mentre l’Iran riprende i suoi attacchi contro gli stati del Golfo.
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Colpiti dagli attacchi iraniani e dalla perturbazione dello Stretto di Hormuz, gli Emirati Arabi Uniti e alcuni altri Stati del Golfo Persico considerano adesso la teocrazia iraniana un nemico esistenziale e vogliono che il regime che un tempo corteggiavano venga neutralizzato, se non smantellato, al termine del conflitto, affinché tale calvario non si ripeta mai più. Lo scrive il Wall Street Journal, sottolineando che gli Emirati Arabi Uniti hanno subito il peso maggiore degli attacchi iraniani : più di 2.000 droni e missili sono stati lanciati contro il Paese da quando Stati Uniti e Israele hanno dato inizio alla guerra il 28 febbraio.
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Secondo il governo di Abu Dhabi, oltre l’80% degli attacchi era diretto contro infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi, raffinerie, aeroporti, porti, hotel e centri dati, causando la morte di sei civili e il ferimento di altri 157. Tutti e sei gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo si sono finora astenuti dal reagire apertamente, limitandosi all’autodifesa. “Non si tratta di uno scambio militare. Si tratta di un attacco a una nazione pacifica, una nazione che ha lavorato con impegno e dedizione per la diplomazia”, ha dichiarato in un’intervista Sultan al-Jaber, Ministro dell’Industria e delle Tecnologie Avanzate degli Emirati Arabi Uniti. \”Qualsiasi soluzione politica a lungo termine deve affrontare l’intero spettro delle minacce, compreso il programma nucleare iraniano, le capacità missilistiche balistiche e la rete di gruppi armati regionali\”, ha aggiunto Jaber, che è anche amministratore delegato del colosso petrolifero iraniano ADNOC.
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Un nuovo attacco israeliano ha colpito il quartiere di Zuqaq al-Blat, nel centro di Beirut, secondo quanto riportato dai media statali. Si tratta del secondo attacco in quest’area densamente popolata dalle prime ore del mattino, senza alcun preavviso. Un’esplosione è stata udita in tutta la capitale e la diretta televisiva dell’Afptv ha mostrato colonne di fumo levarsi dalla zona. Un edificio a Bashoura, sempre nel centro di Beirut, era stato colpito in precedenza, dopo un avvertimento israeliano.
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L’uccisione di alti funzionari non rappresenterà una battuta d’arresto per il governo iraniano. Lo ha detto in un’intervista ad Al Jazeera, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, dopo che Teheran ha confermato che il capo della sicurezza Ali Larijani è stato ucciso in un attacco aereo israeliano. \”Non capisco perché gli americani e gli israeliani non abbiano ancora compreso questo punto: la Repubblica islamica dell’Iran ha una solida struttura politica con istituzioni politiche, economiche e sociali consolidate\”, ha affermato Araghchi. \”La presenza o l’assenza di un singolo individuo non influisce su questa struttura\”, ha aggiunto. “Certo, gli individui hanno influenza e ognuno svolge il proprio ruolo – alcuni meglio, altri peggio, altri ancora meno – ma ciò che conta è che il sistema politico in Iran sia una struttura molto solida\”.
“,”postId”:”1131a64e-9c79-4022-b709-62ec4a32cee8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-18T06:36:05.642Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-18T07:36:05+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Attacco missilistico contro Israele, morta coppia 70enni “,”content”:”
Una coppia israeliana di 70enni è rimasta uccisa nella notte durante un attacco missilistico iraniano. Secondo quanto riferito dalla polizia, bombe a grappolo hanno colpito l’edificio residenziale in cui vivevano a Ramat Gan, una città appena fuori Tel Aviv. Le bombe \”hanno fatto crollare il tetto su una coppia di anziani che si trovava nella loro stanza. Sfortunatamente, questa coppia non si era rifugiata nella stanza sicura quando è suonato l’allarme\”, ha riferito il portavoce delle forze dell’ordine, Dean Elsdunne. Il bilancio in Israele della guerra contro la Repubblica islamica cresce così a 14 morti.
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Almeno quattro persone sono rimaste uccise in un attacco israeliano che ha preso di mira quattro case nella città di Sahmar, nella valle della Bekaa, in Libano. Secondo il Ministero della Salute, gli attacchi israeliani in Libano hanno causato la morte di 912 persone e il ferimento di altre 2.221 a partire dal 2 marzo. La Protezione Civile libanese afferma che 11 dei suoi membri sono rimasti feriti in un attacco israeliano alla città di Nabatieh. Secondo le autorità libanesi, gli attacchi israeliani sul Libano hanno causato oltre un milione di sfollati, di cui più di 130.000 ospitate in centri di accoglienza ufficiali.
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Un uomo condannato in Iran per spionaggio a favore di Israele è stato giustiziato oggi, secondo quanto annunciato dalle autorità giudiziarie del Paese. \”La condanna a morte di una spia al servizio del regime sionista, che ha fornito immagini e informazioni su siti sensibili nel Paese agli agenti del Mossad, è stata eseguita questa mattina\”, ha riportato Mizan Online, sito web affiliato alla magistratura iraniana. Secondo Mizan, Kourosh Keyvani era stato arrestato durante la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele a giugno, nella quale gli Stati Uniti hanno colpito gli impianti nucleari iraniani. Il sito web ha descritto dettagliatamente gli incontri del sospettato con agenti del Mossad, il servizio segreto israeliano, e ha affermato che aveva ricevuto addestramento in \”sei paesi europei e a Tel Aviv\”. Si tratta della prima esecuzione annunciata dall’Iran dall’inizio della guerra contro Israele e Stati Uniti il ;;28 febbraio.
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L’aviazione israeliana ha colpito ieri diversi quartier generali militari iraniani a Teheran durante una serie di attacchi, secondo quanto riferito dai militari. Secondo le Forze di Difesa Israeliane, tra gli obiettivi figuravano il quartier generale di un’unità di sicurezza del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, \”responsabile della gestione delle proteste\”; un centro di manutenzione delle forze di sicurezza interne; e un quartier generale delle forze missilistiche balistiche iraniane.
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L’esercito afferma di aver colpito anche diversi sistemi di difesa aerea iraniani durante l’ondata di attacchi, \”per ampliare la superiorità aerea dell’aeronautica militare sui cieli iraniani\”. Intanto i sistemi di difesa aerea israeliani hanno intercettato un attacco missilistico proveniente dall’Iran. Al momento non si segnalano vittime.
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L’Arabia Saudita ospiterà stasera una \”riunione consultiva dei ministri degli Esteri di diversi Paesi arabi e islamici, con l’obiettivo di approfondire la consultazione e il coordinamento sulle modalità di sostegno alla sicurezza e alla stabilità della regione\”. Lo ha annunciato Riad.
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A seguito di una conversazione telefonica avvenuta l’8 marzo tra i presidenti azerbaigiano e iraniano, Ilham Aliyev e Masoud Pezeshkian, e in vista della festività persiana di Nowruz, cinque camion oggi saranno inviati dall’Azerbaigian in Iran per consegnare alla popolazione 82 tonnellate di aiuti umanitari. E’ quanto riportato dall’agenzia di stampa azerbaigiana Report.
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Un uomo condannato in Iran per spionaggio a favore di Israele è stato giustiziato oggi, secondo quanto annunciato dalle autorità giudiziarie del Paese. \”La condanna a morte di una spia al servizio del regime sionista, che ha fornito immagini e informazioni su siti sensibili nel Paese agli agenti del Mossad, è stata eseguita questa mattina\”, ha riportato Mizan Online, sito web affiliato alla magistratura iraniana. Secondo Mizan, Kourosh Keyvani era stato arrestato durante la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele a giugno, nella quale gli Stati Uniti hanno colpito gli impianti nucleari iraniani. Il sito web ha descritto dettagliatamente gli incontri del sospettato con agenti del Mossad, il servizio segreto israeliano, e ha affermato che aveva ricevuto addestramento in \”sei paesi europei e a Tel Aviv\”. Si tratta della prima esecuzione annunciata dall’Iran dall’inizio della guerra contro Israele e Stati Uniti il 28 febbraio.
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Due persone sono rimaste gravemente ferite alla periferia di Tel Aviv e la stazione ferroviaria di Savidor devastata dall’ultimo lancio di missili dall’Iran. Frammenti di missile sono caduti nel cortile di una scuola a Gerusalemme. Lo riferiscono i soccorritori.
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Teheran e Mosca affermano che un attacco ha colpito ieri una zona vicino alla centrale nucleare iraniana di Bushehr, sul Golfo Persico, senza causare rilascio di materiale atomico né feriti. L’amministratore delegato dell’azienda di energia nucleare russa Rosatom, Alexey Likhachev, ha dichiarato – citato dall’agenzia di stampa Tass – che \”un attacco ha colpito l’area adiacente all’edificio del servizio di metrologia situato presso il sito della centrale nucleare di Bushehr, in prossimità dell’unità di potenza in funzione. Non ci sono state vittime tra il personale Rosatom. La situazione radioattiva del sito è normale\”. L’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran (Oeai) ha da parte sua rilasciato una dichiarazione in cui afferma che \”non si sono verificati danni economici, tecnici o umani e nessuna parte dell’impianto è stata danneggiata\”.
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Razzi e droni hanno preso di mira stanotte i territori dell’Arabia Saudita e del Kuwait, hanno annunciato le autorità dei due stati del Golfo nel diciannovesimo giorno del conflitto in Medio Oriente. In Arabia un portavoce del Ministero della Difesa ha scritto che l’esercito ha distrutto sei droni nella parte orientale del Paese. \”Le difese aeree del Kuwait stanno intercettando attacchi missilistici e con droni ostili\”, ha dichiarato da parte sua l’esercito dell’emirato.
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Un attacco con drone ha preso di mira stanotte l’ambasciata statunitense a Baghdad, secondo quanto riferito da una fonte della sicurezza e da testimoni. \”Un drone ha colpito direttamente l’ambasciata\”, ha dichiarato la fonte di sicurezza senza specificare se ci siano stati danni. Un secondo funzionario ha aggiunto che il drone è caduto \”vicino alla recinzione di sicurezza dell’ambasciata\”. L’attacco avviene poche ore dopo un altro attacco con droni e razzi contro l’ambasciata Usa nella capitale irachena.
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Il Dipartimento di Stato americano ha ordinato a tutte le sedi diplomatiche Usa nel mondo di avviare \”immediatamente\” valutazioni di sicurezza di emergenza, citando \”la situazione in corso e in evoluzione in Medio Oriente e il rischio di ripercussioni\”, secondo un cablogramma inviato martedì e visionato dal Washington Post. Sebbene ordini simili siano stati inviati alle sedi diplomatiche in Medio Oriente nelle scorse settimane, l’ordine di martedì, firmato dal segretario di Stato americano Marco Rubio, rappresenta la prima volta che alle ambasciate viene chiesto di rivedere le proprie misure di sicurezza a causa della guerra con l’Iran.
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Il Ministero della Salute libanese ha dichiarato che due raid israeliani sul centro di Beirut avvenuti nelle prime ore di oggi hanno ucciso almeno sei persone e ne hanno ferite altre 24, precisando che il bilancio è preliminare. \”Sul luogo sono stati recuperati anche resti umani e le loro identità saranno determinate tramite test del dna\”, si legge nella dichiarazione del dicastero.
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Il capo dell’esercito iraniano, il generale Amir Hatami, ha dichiarato oggi che la morte del capo della sicurezza della Repubblica islamica Ali Larijani sarà \”vendicata\”, secondo quanto riportato dai media di Teheran. \”Il sangue puro\” di Larijani \”e degli altri amati martiri sarà vendicato\”, ha affermato Hatami in una dichiarazione pubblicata dall’agenzia di stampa Tasnim. Da parte sua il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche ha annunciato in un comunicato che gli attacchi che hanno colpito stanotte Tel Aviv causando almeno due morti sono stati lanciati \”per vendicare\” Larijani e gli altri funzionari uccisi ieri negli attacchi contro l’Iran.
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Il Ministero della Difesa del Qatar ha annunciato stamattina di aver intercettato un attacco missilistico, dopo che testimoni hanno udito delle esplosioni nella capitale Doha. \”Le forze armate hanno intercettato un attacco missilistico diretto contro lo Stato del Qatar\”, ha dichiarato il dicastero in un comunicato diffuso poco dopo le detonazioni.
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Una ampia maggioranza dell’opinione pubblica giapponese si dichiara contraria all’intervento militare statunitense in Iran, aumentando la pressione sul governo della premier Sanae Takaichi, chiamato a definire una posizione ufficiale sul conflitto in Medio Oriente. Secondo un sondaggio nazionale condotto nel fine settimana dal quotidiano liberale Asahi Shimbun su oltre 1.100 elettori, l’82% degli intervistati si è detto contrario all’attacco congiunto Usa-Israele contro Teheran, mentre soltanto il 9% lo approva. Il dato rappresenta un aumento significativo dell’opposizione rispetto al marzo 2003, quando il 59% degli intervistati si era opposto all’invasione dell’Iraq. Nonostante le critiche internazionali, la premier Takaichi ha finora evitato giudizi legali sull’operazione, dichiarando di voler \”astenersi da valutazioni giuridiche\”.
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Un missile iraniano è caduto vicino al quartier generale militare dell’Australia in Medio Oriente situato negli Emirati Arabi Uniti, ha annunciato il primo ministro australiano Anthony Albanese aggiungendo che non si sono registrati feriti. \”Nelle prime ore di mercoledì un proiettile iraniano è atterrato\” vicino alla base di Al Minhad \”che l’Australia mantiene negli Emirati\”, ha detto Albanese ai giornalisti. \”Posso confermare che nessun australiano è rimasto ferito e che tutti sono perfettamente al sicuro\”, ha aggiunto il premier.
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Israele è tornato a bombardare Beirut: ci sarebbero almeno 6 morti e 24 feriti. Una coppia israeliana di 70enni è rimasta uccisa durante un attacco missilistico iraniano. Secondo quanto riferito dalla polizia, bombe a grappolo hanno colpito l’edificio residenziale in cui vivevano a Ramat Gan, appena fuori Tel Aviv.
L’Iran ha confermato che sono stati uccisi sia il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani che il comandante dell’unità Basij Gholamreza Soleimani. Ancora attacchi alla base Usa di Baghdad. Washington colpisce siti iraniani vicino Hormuz. Trump annuncia una coalizione con 4 paesi arabi più Israele e afferma: la Nato “non ci serve”. Il capo del centro per l’antiterrorismo Usa Joe Kent si dimette in polemica con Trump. “Non posso sostenere in buona coscienza la guerra in Iran. Teheran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana”, afferma Kent.
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meno di un minuto fa
Pasdaran: “Stanotte varrà la pena guardare i cieli nemici”
Il comandante della forza aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione, il generale Seyyed Majid Mousavi, ha minacciato massicci attacchi contro obbiettivi nemici dopo il tramonto. “Stanotte varrà la pena di osservare il cielo del nemico”, ha detto a quanto riferisce il Tehran Times.
3 minuti fa
Idf: “Hezbollah ha cercato ieri di lanciare un ampio attacco”
Secondo le stime dell’Idf, ieri Hezbollah ha tentato di lanciare un bombardamento di circa 100 razzi contro Israele e ne ha effettivamente lanciati 40 tra missili a corto raggio, droni e mortai, in buona parte intercettati dai sistemi di difesa che hanno così sventato l’ampio attacco. L’aviazione ha attaccato decine di stazioni di servizio di Hezbollah nelle zone meridionali di Litani e Tiro la scorsa notte danneggiando l’organizzazione finanziariamente e limitandone la mobilità. Hezbollah possiede ancora migliaia di razzi a corto raggio e tenta di lanciare in media circa 150 al giorno. Tuttavia, circa il 60% dei suoi lanci non oltrepassa il confine e i razzi cadono in territorio libanese. Secondo l’Idf, Hezbollah dispone ormai principalmente di razzi a corto raggio: i lanciatori mobili sono stati dislocati all’interno delle case nei villaggi. Questo metodo rende più difficile per l’esercito attaccare i lanciatori.
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3 minuti fa
Di Maio a Riad: “Piena solidarietà Ue, l’Iran fermi gli attacchi”
L’inviato speciale dell’Ue per il Golfo Luigi Di Maio ha incontrato a Riad il viceministro degli Esteri saudita Waleed Elkhereiji, “per esprimere la piena solidarietà dell’Ue al Regno e al suo popolo”. “L’escalation militare regionale e gli attacchi iraniani contro il Regno e i Paesi del Golfo devono cessare”, ha riferito Di Maio su X dopo l’incontro, evidenziando anche la necessità di “ripristinare la libertà di navigazione”.
3 minuti fa
Centcom: “Colpiti siti missilistici vicino Stretto di Hormuz con bombe perforanti”
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato in un comunicato che le forze armate statunitensi hanno colpito siti missilistici iraniani vicino allo Stretto di Hormuz con bombe anti-bunker da 2.270 chilogrammi, aggiungendo che gli attacchi hanno avuto successo. “I missili da crociera antinave iraniani posizionati in queste aree rappresentavano un rischio per la navigazione internazionale nello stretto”, ha dichiarato il Centcom in un comunicato.
4 minuti fa
Tajani: “Noi sempre leali con Usa ma questa guerra non è affare Nato”
“Noi siamo sempre stati leali con gli Usa, ma questa guerra non coinvolge un’area di competenza della Nato. Noi continuiamo a presidiare la libertà di navigazione nel Mar Rosso. La Marina italiana garantirà il passaggio delle navi con Aspides, e con Atlanta per proteggerle dai pirati. Siamo a difesa di Cipro perché è un Paese europeo, e la Turchia deve essere protetta dalla Nato. Ma non siamo in guerra”. Lo ha detto ad Agorà su Rai3 il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Per lo Stretto di Hormuz serve una soluzione con le Nazioni Unite – ha aggiunto – Non vedo altra possibilità. Non possiamo infilarci in una guerra, e andare a Hormuz significherebbe proprio questo”. Tajani ha spiegato che non la riterrebbe “una mossa giusta neanche dal punto di vista militare”, perché significherebbe “andare a fare una battaglia marina con strumenti diversi” da quelli dell’Iran, perché “le fregate hanno armi limitate per reagire”. Rispetto all’uccisione dei leader iraniani da parte di Usa e Israele, Tajani ha detto che i due alleati stanno infliggendo “colpi durissimi” a Teheran: “C’è nell’Iran una rete antiregime che dà informazioni sensibili a Usa e Israele. Il Paese vive delle difficoltà ma ha ancora armi e droni” e per concludere la guerra “ci vorranno settimane, e non pochi giorni”. Adesso, per il ministro, “l’Iran dovrebbe decidere di non proseguire col percorso nucleare a far capire che Hormuz non può essere strozzato. Non può fare il ‘gendarme negativo’ del petrolio” anche perché “col corridoio Imec si troverà un percorso via terra”.
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4 minuti fa
Tajani: “La guerra non si concluderà in pochi giorni”
L’Iran “vive certamente un momento di difficoltà ma ha ancora armi, missili e droni per continuare a combattere per qualche settimana, quindi secondo me non è una guerra che si conclude nel giro di pochi giorni”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani ad Agorà, guardando agli sviluppi dopo l’uccisione ieri di Ali Larijani e Gholamreza Soleimani, comandante delle forze paramilitari Basij.
5 minuti fa
Araghchi: “Serve nuovo protocollo per lo Stretto di Hormuz”
“Dopo la guerra, dobbiamo sviluppare un nuovo protocollo per lo Stretto di Hormuz che garantisca il passaggio sicuro in determinate condizioni”. Lo ha detto ad al Jazeera il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, spiegando che “non stiamo cercando un cessate il fuoco perché non vogliamo che questo scenario si ripeta. Vogliamo una fine completa e definitiva della guerra su tutti i fronti: in Libano, Yemen, Iraq, Iran e altri paesi della regione”. Riguardo alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei, ha affermato: “È in perfetta salute e la situazione è sotto controllo. Ha riportato solo ferite superficiali”.
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5 minuti fa
Media Libano: “Attacco mirato dell’Idf su un’auto in pieno centro a Sidone”
Le forze israeliane hanno lanciato stamani un attacco mirato contro un’auto in pieno centro di Sidone, la principale città del sud del Libano. Lo riporta l’agenzia ufficiale libanese Ani. Il raid è avvenuto vicino a un centro della Difesa civile e al lungomare, dove si trovano sfollati che dormono nelle loro macchine, ha aggiunto l’Afp sul posto.
6 minuti fa
Tajani: “No a missione Hormuz, le fregate hanno armi limitate”
“Noi non possiamo infilarci in una guerra perché andare ad Hormuz significa infilarsi in una guerra. E oltretutto, andare a fare una battaglia marina con strumenti diversi, perché gli iraniani hanno tantissimi droni, missili e poi le navi… Le fregate che andrebbero lì hanno armi limitate per reagire, quindi dopo sarebbero vittime di un attacco. Quindi anche da un punto di vista militare non mi pare la mossa” giusta. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani ad Agorà su RaiTre, in merito alla missione navale ad Hormuz promossa dagli Stati Uniti.
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6 minuti fa
Ghalibaf: “Accogliamo calciatrici a braccia aperte”
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha assicurato che le giocatrici della nazionale di calcio sono le benvenute in patria. “Le calciatrici della nazionale e lo staff tecnico sono le figlie predilette di questa terra e di queste acque, e il popolo iraniano le accoglie a braccia aperte”, ha scritto su X. “Nonostante tutte le nefandezze dei nemici di questo Paese, le nostre figlie li hanno smascherati e non hanno ceduto alle seduzioni e alle intimidazioni degli anti-iraniani, e torneranno con orgoglio nella loro eterna patria, l’Iran”, ha sottolineato. Alcune atlete avevano chiesto asilo all’Australia, ma avevano poi fatto marcia indietro.
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17 minuti fa
Idf, ucciso a Gaza comandante dell’unità missili di Hamas
L’Idf riferisce di aver ucciso ieri a Gaza il comandante di Hamas, Yahya Abu Labda, che lavorava al “progetto missilistico di precisione” del gruppo terroristico. Secondo l’esercito, Abu Labda era responsabile “dell’approvvigionamento e del trasporto di equipaggiamento e armi militari” per l’ala militare di Hamas. “Abu Labda ha guidato e agevolato il trasferimento di decine di tonnellate di materie prime per la produzione di razzi e componenti elettronici avanzati a sostegno dell’attività di Hamas”, afferma l’Idf.
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17 minuti fa
Teheran: “Larijani un filosofo. Sua morte rafforza coesione”
Ali Larijani è stato un leader della rivoluzione e la sua uccisione non farà che rafforzare la coesione nazionale. Ad assicurarlo è stato il ministero degli Affari esteri iraniano, in una lunga nota di condoglianze per la morte del segretario del consiglio di Sicurezza nazionale, del figlio, Morteza Larijani, del suo numero due Alireza Bayat e di alcune loro guardie del corpo. “La Guida Suprema della Rivoluzione Islamica si congratula e porge le sue condoglianze al nobile popolo iraniano e alla stimata famiglia Larijani”, si legge, “il martire Larijani è stato un filosofo, un profondo pensatore politico, amico del patriota Yar Amin, leader martire della Rivoluzione Islamica e servitore della nazione iraniana, e ha dedicato la sua vita benedetta alla salvaguardia della sovranità nazionale, dell’indipendenza e del progresso dell’Iran islamico”. Ora “questi atti terroristici non solo mineranno la ferrea volontà della nazione iraniana di difendere la sicurezza e gli interessi nazionali, ma rafforzeranno anche la coesione nazionale e quella dei funzionari della Repubblica islamica dell’Iran nella difesa dell’intero Paese”, si assicura.
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18 minuti fa
Tajani: “Leali con Usa ma guerra Iran non è competenza Nato”
“Siamo sempre stati leali con gli Stati Uniti, ma questa guerra (con l’Iran) non coinvolge un’area di interesse della Nato o di competenza della Nato”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani partecipando ad Agora’ su RaiTre, all’indomani delle parole del presidente Usa, Donald Trump, su una missione a Hormuz. “Noi rimaniamo invece a presidiare la libertà di navigazione nel Mar Rosso e nella lotta antipirateria nell’area più orientale” e “siamo a difesa di Cipro perché è un Paese europeo che è stato attaccato e quindi guardiamo anche con attenzione alla Turchia che deve essere protetta dalla Nato”, ha aggiunto il titolare della Farnesina. “Però non siamo in guerra, nessuno ci ha chiesto di entrare in guerra, gli americani con gli israeliani hanno attaccato senza dire nulla e noi abbiamo condannato la reazione dell’Iran”.
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26 minuti fa
Media: “Preso di mira nella notte ministro intelligence dell’Iran a Beirut”
L’Idf ha preso di mira questa notte a Beirut Ismail Khatib, ministro dell’intelligence della Repubblica Islamica e il comandante della milizia ‘Imam Hussein’. Lo riferiscono i media israeliani. Khatib ha ricoperto l’incarico sia nel governo di Ebrahim Raisi sia in quello di Pezeshkian. Fonti israeliane hanno riferito: “Attendiamo i risultati dell’attacco, sembra promettente”.
27 minuti fa
Ap: “Circa 90 navi hanno passato Hormuz dall’inizio della guerra”
Circa 90 navi, tra cui petroliere, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dall’inizio della guerra con l’Iran, e il canale continua a esportare milioni di barili di petrolio nonostante la chiusura di fatto della via navigabile, secondo quanto riportato da piattaforme di dati marittimi e commerciali. E’ quanto scrive la Ap, sul suo sito. Molte delle navi che hanno attraversato lo stretto erano cosiddette ‘nascoste’, utilizzate per eludere le sanzioni e la supervisione dei governi occidentali, e probabilmente legate all’Iran, secondo quanto affermato dalla società di dati marittimi Lloyd’s List Intelligence. Più recentemente, anche navi con legami con l’India e il Pakistan sono riuscite ad attraversare lo stretto, in seguito all’intensificarsi dei negoziati tra i rispettivi governi. Circa 20 navi sono state attaccate nella zona. Tuttavia, secondo le stime della piattaforma di analisi e dati commerciali Kpler, l’Iran è comunque riuscito a esportare ben oltre 16 milioni di barili di petrolio dall’inizio di marzo. A causa delle sanzioni occidentali e dei rischi associati, la Cina è stata il principale acquirente di petrolio iraniano. Almeno 89 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz tra l’1 e il 15 marzo, tra cui 16 petroliere, secondo Lloyd’s List Intelligence, rispetto ai circa 100-135 transiti giornalieri precedenti la guerra. Si ritiene che oltre un quinto delle 89 navi fosse affiliato all’Iran, mentre tra le restanti figuravano navi cinesi e greche. Anche altre navi sono riuscite a transitare. È possibile che le navi transitino “con almeno un certo livello di intervento diplomatico”, ha affermato Richard Meade, caporedattore di Lloyd’s List. Pertanto, l’Iran potrebbe aver “di fatto creato un corridoio sicuro” con alcune navi che passano vicino alla costa iraniana.
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33 minuti fa
Pasdaran: “Controlliamo valichi nella provincia Kurdistan”
I Guardiani della Rivoluzione islamica hanno affermato di avere il controllo dei valichi di frontiera nella provincia del Kurdistan. “Non permetteremo che la provincia diventi un rifugio sicuro per elementi ostili”, hanno dichiarato, secondo quanto riferito da Al Jazeera.
33 minuti fa
Media: “Eliminato ministro dell’Intelligence in raid Israele”
Israele ha condotto un raid aereo in Iran con l’obiettivo di eliminare il ministro dell’Intelligence iraniano Esmaeil Khatib durante la notte. Lo scrive il sito di Ynet. Secondo Iran International, testata dell’opposizione iraniana con sede a Londra, il raid è andato a buon fine e il ministro è stato ucciso.
34 minuti fa
Idf ordina evacuazione a sud del fiume Zahrani nel Libano meridionale
L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione dell’intera area a sud del fiume Zahrani nel sud del Libano. “Le attività terroristiche di Hezbollah stanno costringendo l’Idf ad agire con forza in quella zona, e non ha intenzione di farti del male”, avverte il portavoce militare su X, insistendo che “chiunque si trovi vicino a membri, strutture o armi di Hezbollah mette a rischio la propria vita”.
35 minuti fa
Media Israele: “Raid contro Khatib, sembra esito positivo”
Una fonte israeliana ripresa da Channel 12 ha confermato che Israele ha tentato di eliminare stanotte il ministro dell’Intelligence iraniano Esmail Khatib. “Aspettiamo i risultati dell’attacco, ma sembra buono”.
40 minuti fa
Araghchi: “Pronti ad ascoltare proposte di pace con risarcimenti per danni a Paese”
“Molti Paesi amici hanno avanzato idee ed espresso la loro disponibilità a svolgere un ruolo per arrivare alla pace. Se c’è una proposta per porre fine alla guerra che incontra le nostre condizioni, e se ci sarà un risarcimento dei danni all’Iran, la ascolteremo certamente”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una intervista ad al Jazeera, precisando che Teheran continua a non essere disposta ad accettare un cessate il fuoco.
45 minuti fa
Media: “Ministro intelligence Khatib è obiettivo dei raid dell’Idf”
Il ministro dell’Intelligence iraniano Esmail Khatib era l’obiettivo degli attacchi israeliani di stanotte su Teheran. Lo ha rivelato Iran International, precisando che non sono disponibili al momento informazioni sulla sua sorte.
57 minuti fa
Crosetto: “Non si può cedere a ricatto su Hormuz, Italia lavorerà per coinvolgere Onu”
“Non si può cedere al ricatto iraniano su Hormuz. Ma i volenterosi non bastano: l’Italia lavorerà per coinvolgere l’Onu”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto al direttore del Foglio, Claudio Cerasa: “Il nostro paese non ha alcuna intenzione di disimpegnarsi dalla difesa del diritto di passaggio a Hormuz, perché da quel tratto di mare passa una parte decisiva della nostra sicurezza, della nostra economia. Non solo gli interessi italiani o europei ma di tutto l’Indo-Pacifico e, per l’effetto domino sui prezzi dell’energia, di tutto il mondo. Non si può lasciare che la stabilità della regione dipenda dal ricatto del regime iraniano. La risposta non può però essere solitaria e episodica o parziale – continua – deve essere larga, credibile, condivisa, coinvolgendo il maggior numero possibile di paesi del mondo. Questa cosa non può essere fatta all’interno di un’ennesima coalizione di volenterosi magari solo occidentali. Va fatta dentro una cornice di legittimazione internazionale che ridia centralità al ruolo delle Nazioni Unite e passi attraverso una decisione unanime del Consiglio di sicurezza. Più ampia è la coalizione, minore è il potere di intimidazione di chiunque e più velocemente si risolverà la crisi in atto”.
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08:56
Usa a Tokyo: “Energia sicura all’Asia se salta lo Stretto di Hormuz”
Gli Stati Uniti si propongono come garante della sicurezza energetica nell’area dell’Indo-Pacifico, offrendo forniture “affidabili” nel contesto di una crisi mediorientale che ha di fatto bloccato il transito nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato a Tokyo il segretario all’Interno Usa Doug Burgum, intervenendo nei giorni scorsi a un forum che ha riunito leader politici e aziende energetiche di 17 Paesi della regione, organizzato prima dell’esplosione del conflitto, lo scorso 28 febbraio. La politica di “dominio energetico” dell’amministrazione Trump, ha spiegato Burgum, mira ad assicurare prosperità interna e capacità di vendita ai Paesi alleati, garantendo flussi “sicuri e non soggetti a interruzioni da regimi terroristici”. Oltre agli idrocarburi, al centro del vertice si è discusso della diversificazione nelle materie prime critiche, tra cui litio e cobalto, fondamentali per il settore della difesa, nel tentativo di ridurre la dipendenza dalla Cina. Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, i Paesi partecipanti, tra cui Giappone, Corea del Sud e Thailandia, potrebbero annunciare accordi commerciali con Washington per almeno 30 miliardi di dollari. Nello specifico il Giappone, quarta economia mondiale e dipendente al 95% dal greggio in Medio Oriente, ha siglato un memorandum con gli Stati Uniti per il co-finanziamento di infrastrutture strategiche nei mercati emergenti, e ha confermato investimenti per 550 miliardi di dollari negli Usa entro il 2029, in cambio di dazi agevolati nella campagna protezionistica di Trump.
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08:55
Libano, nuovo avviso evacuazione sud: raid Idf su Sidone e Bekaa
L’esercito israeliano ha nuovamente emesso un avviso di evacuazione per l’intera area a sud del fiume Zahrani, nel Libano meridionale. “I raid continuano e l’esercito sta conducendo operazioni su larga scala nella regione. Per la vostra sicurezza, vi esortiamo ancora una volta ad evacuare le vostre case e a dirigervi immediatamente a nord del fiume”, ha scritto su X Avichay Adraee, portavoce in lingua araba. Come riferisce l’Orient le Jour, sempre nel sud del Paese dei Cedri, un drone israeliano ha colpito un’auto a Sidone, ferendo gravemente l’uomo alla guida e un membro della Protezione Civile che si trovava vicino al luogo dell’attacco. L’Idf ha anche condotto raid aerei su Sohmor e alla periferia di Yohmor, nella valle della Bekaa, nell’est del Libano.
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08:55
Media iraniani: “Arrestati 75 terroristi monarchici e dissidenti”
L’agenzia iraniana Fars, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, ha riportato l’arresto di 75 persone “associate a gruppi terroristici, all’Mko”, ovvero il gruppo dissidente Mojahedin del Popolo Iraniano, “ai monarchici e alle reti ostili”. In un messaggio su X, Fars ha dichiarato che tra gli arrestati ci sono “individui che hanno insultato e dato fuoco alle immagini del leader martirizzato” Ali Khamenei, “alcuni provocatori attivi nel cyberspazio e membri di gruppi di hacker connessi a Starlink”, la compagnia per l’accesso a internet satellitare di Elon Musk.
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08:49
Oggi i funerali di Larijani e Soleimani a Teheran
Si terranno oggi a Teheran i funerali del segretario del Consiglio Supremo per la sicurezza nazionale, Ali Larijani, di suo figlio Morteza e del capo della milizia paramilitare Basij, Gholamreza Soleimani, uccisi ieri in raid aerei israeliani. Lo riporta l’emittente Al Mayadeen.
08:38
Araghchi: “Dottrina nucleare non cambierà molto”
La dottrina nucleare dell’Iran non cambierà in modo significativo dopo la guerra sferrata da Iran e Israele, anche se bisogna ancora conoscere la posizione della nuova Guida suprema in merito. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ad Al Jazeera. L’ex Guida suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei ucciso in un raid il 28 febbraio scorso, si oppose allo sviluppo di armi di distruzione di massa con una fatwa, o editto religioso.
08:26
Araghchi: “Mojtaba Khamenei ferite lievi, ha controllo”
La nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei “è in perfetta salute e la situazione è sotto controllo. Ha riportato solo ferite superficiali”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi in un’intervista ad Al Jazeera. Da quando è stato eletto, Mojtaba Khamenei non si è ancora mai presentato in video né ha fatto sentire la sua voce, alimentando speculazioni sulla sua salute dopo essere rimasto ferito nel raid che ha ucciso il padre Ali il primo giorno della guerra di Usa e Israele contro l’Iran.
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08:22
Araghchi: “Regime solido, morte Larijani non destabilizza”
L’uccisione di Ali Larijani, il potente segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, da parte di Israele non infliggerà un colpo fatale alla Repubblica islamica. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un’intervista ad Al Jazeera. “Non capisco perché americani e israeliani non abbiano ancora compreso questo punto: la Repubblica Islamica dell’Iran ha una solida struttura politica con istituzioni politiche, economiche e sociali consolidate”, ha dichiarato Araghchi. “La presenza o l’assenza di un singolo individuo non intacca questa struttura. Certo, gli individui sono influenti e ognuno svolge il proprio ruolo ma ciò che conta è che il sistema politico in Iran e’ una struttura molto solida”, ha sottolineato il capo della diplomazia iraniana.
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08:22
Iran, udite quattro esplosioni a Erbil
Quattro esplosioni sono state udite a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo hanno riferito giornalisti sul posto.
08:11
Patto Iraq-Kurdistan, riparte export petrolio via Turchia
L’Iraq ha annunciato di aver ripreso le esportazioni limitate di petrolio, pari a 250 mila barili al giorno, attraverso il porto turco di Ceyhan, dopo il crollo della produzione nazionale dovuto alle interruzioni nello Stretto di Hormuz. La compagnia petrolifera statale North Oil Company ha dichiarato di aver “avviato l’attività della stazione di pompaggio di Sarlo per riprendere l’estrazione e l’esportazione del petrolio di Kirkuk verso il porto di Ceyhan con una capacità iniziale di 250.000 barili al giorno”. L’Iraq ha ripreso le esportazioni di petrolio dai suoi giacimenti nella provincia settentrionale di Kirkuk “dopo un periodo di interruzione che ha rappresentato una sfida significativa per il settore petrolifero”, in accordo con la Regione autonoma del Kurdistan, attraverso la quale passa l’oleodotto che porta al porto turco di Ceyhan. L’Iraq si è adoperato per trovare una soluzione per esportare il suo petrolio e erano in corso da tempo negoziati con il Kurdistan iracheno per consentirne il trasporto attraverso la regione autonoma. Le autorità curde avevano richiesto diverse misure in cambio, prima di acconsentire al passaggio del petrolio attraverso l’oleodotto della regione. Il Ministero delle Risorse Naturali del Kurdistan ha dichiarato che la stazione petrolifera di Sarlo ha iniziato a operare alle 6:30 (04:30 ora italiana) per consentire le esportazioni attraverso l’oleodotto della regione del Kurdistan verso il porto di Ceyhan. Il ministro del petrolio iracheno Hayan Abdel Ghani ha dichiarato che il suo Paese è in contatto con l’Iran per cercare di organizzare il passaggio di alcune petroliere irachene attraverso lo Stretto di Hormuz.
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08:00
Fidan visita la regione per discutere su come porre fine alla guerra
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan si recherà oggi a Riad per partecipare a “un incontro sui recenti sviluppi nella regione” ospitato dall’Arabia Saudita. Lo riferisce il ministero degli Esteri di Ankara, mentre ieri Fidan aveva annunciato che avrebbe iniziato oggi un tour nei Paesi della regione per discutere di possibili misure per porre fine al conflitto in Medio Oriente. “Il nostro obiettivo è lo stesso: una geografia in cui ognuno viva entro i propri confini in sicurezza e sovranità, in cui i palestinesi abbiano il proprio Stato e in cui l’Iran, gli arabi e tutti possano vivere in pace, stabilità e sicurezza”, ha detto il ministro degli Esteri turco, come riferisce Anadolu.
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07:59
Riad, abbattuto drone diretto verso quartiere diplomatico
Il ministero della Difesa saudita ha riferito che è stato abbattuto un altro drone mentre “tentava di avvicinarsi al quartiere delle ambasciate”. Nelle ultime ore, le forze di Riad hanno distrutto diversi droni, oltre a un missile balistico, i cui detriti sono caduti vicino alla base aerea del Principe Sultan ad Al Kharj, senza tuttavia causare danni.
07:51
Media: “Sauditi abbattono drone diretto sul quartiere delle ambasciate”
Il Ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha dichiarato, in un comunicato diffuso su X, di aver abbattuto un drone diretto verso il quartiere delle ambasciate. La notizia è riportata da diversi media internazionali. Inoltre, scrive in particolare la Bbc, questa mattina giungono notizie di esplosioni a Dubai e Baghdad mentre l’Iran riprende i suoi attacchi contro gli stati del Golfo.
07:46
Wall Street Journal: “Stati Golfo vogliono che Usa indeboliscano regime prima di porre fine a guerra”
Colpiti dagli attacchi iraniani e dalla perturbazione dello Stretto di Hormuz, gli Emirati Arabi Uniti e alcuni altri Stati del Golfo Persico considerano adesso la teocrazia iraniana un nemico esistenziale e vogliono che il regime che un tempo corteggiavano venga neutralizzato, se non smantellato, al termine del conflitto, affinché tale calvario non si ripeta mai più. Lo scrive il Wall Street Journal, sottolineando che gli Emirati Arabi Uniti hanno subito il peso maggiore degli attacchi iraniani : più di 2.000 droni e missili sono stati lanciati contro il Paese da quando Stati Uniti e Israele hanno dato inizio alla guerra il 28 febbraio.
Secondo il governo di Abu Dhabi, oltre l’80% degli attacchi era diretto contro infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi, raffinerie, aeroporti, porti, hotel e centri dati, causando la morte di sei civili e il ferimento di altri 157. Tutti e sei gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo si sono finora astenuti dal reagire apertamente, limitandosi all’autodifesa. “Non si tratta di uno scambio militare. Si tratta di un attacco a una nazione pacifica, una nazione che ha lavorato con impegno e dedizione per la diplomazia”, ha dichiarato in un’intervista Sultan al-Jaber, Ministro dell’Industria e delle Tecnologie Avanzate degli Emirati Arabi Uniti. “Qualsiasi soluzione politica a lungo termine deve affrontare l’intero spettro delle minacce, compreso il programma nucleare iraniano, le capacità missilistiche balistiche e la rete di gruppi armati regionali”, ha aggiunto Jaber, che è anche amministratore delegato del colosso petrolifero iraniano ADNOC.
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07:39
Nuovo attacco israeliano nel centro di Beirut
Un nuovo attacco israeliano ha colpito il quartiere di Zuqaq al-Blat, nel centro di Beirut, secondo quanto riportato dai media statali. Si tratta del secondo attacco in quest’area densamente popolata dalle prime ore del mattino, senza alcun preavviso. Un’esplosione è stata udita in tutta la capitale e la diretta televisiva dell’Afptv ha mostrato colonne di fumo levarsi dalla zona. Un edificio a Bashoura, sempre nel centro di Beirut, era stato colpito in precedenza, dopo un avvertimento israeliano.
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07:38
Araghchi: “Il sistema politico iraniano è solido, nonostante uccisione alti funzionari”
L’uccisione di alti funzionari non rappresenterà una battuta d’arresto per il governo iraniano. Lo ha detto in un’intervista ad Al Jazeera, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, dopo che Teheran ha confermato che il capo della sicurezza Ali Larijani è stato ucciso in un attacco aereo israeliano. “Non capisco perché gli americani e gli israeliani non abbiano ancora compreso questo punto: la Repubblica islamica dell’Iran ha una solida struttura politica con istituzioni politiche, economiche e sociali consolidate”, ha affermato Araghchi. “La presenza o l’assenza di un singolo individuo non influisce su questa struttura”, ha aggiunto. “Certo, gli individui hanno influenza e ognuno svolge il proprio ruolo – alcuni meglio, altri peggio, altri ancora meno – ma ciò che conta è che il sistema politico in Iran sia una struttura molto solida”.
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07:36
Attacco missilistico contro Israele, morta coppia 70enni
Una coppia israeliana di 70enni è rimasta uccisa nella notte durante un attacco missilistico iraniano. Secondo quanto riferito dalla polizia, bombe a grappolo hanno colpito l’edificio residenziale in cui vivevano a Ramat Gan, una città appena fuori Tel Aviv. Le bombe “hanno fatto crollare il tetto su una coppia di anziani che si trovava nella loro stanza. Sfortunatamente, questa coppia non si era rifugiata nella stanza sicura quando è suonato l’allarme”, ha riferito il portavoce delle forze dell’ordine, Dean Elsdunne. Il bilancio in Israele della guerra contro la Repubblica islamica cresce così a 14 morti.
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07:29
Beirut: “4 persone uccise in attacchi Idf in Libano”
Almeno quattro persone sono rimaste uccise in un attacco israeliano che ha preso di mira quattro case nella città di Sahmar, nella valle della Bekaa, in Libano. Secondo il Ministero della Salute, gli attacchi israeliani in Libano hanno causato la morte di 912 persone e il ferimento di altre 2.221 a partire dal 2 marzo. La Protezione Civile libanese afferma che 11 dei suoi membri sono rimasti feriti in un attacco israeliano alla città di Nabatieh. Secondo le autorità libanesi, gli attacchi israeliani sul Libano hanno causato oltre un milione di sfollati, di cui più di 130.000 ospitate in centri di accoglienza ufficiali.
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07:25
Iran, giustiziato un uomo accusato di spionaggio per Israele
Un uomo condannato in Iran per spionaggio a favore di Israele è stato giustiziato oggi, secondo quanto annunciato dalle autorità giudiziarie del Paese. “La condanna a morte di una spia al servizio del regime sionista, che ha fornito immagini e informazioni su siti sensibili nel Paese agli agenti del Mossad, è stata eseguita questa mattina”, ha riportato Mizan Online, sito web affiliato alla magistratura iraniana. Secondo Mizan, Kourosh Keyvani era stato arrestato durante la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele a giugno, nella quale gli Stati Uniti hanno colpito gli impianti nucleari iraniani. Il sito web ha descritto dettagliatamente gli incontri del sospettato con agenti del Mossad, il servizio segreto israeliano, e ha affermato che aveva ricevuto addestramento in “sei paesi europei e a Tel Aviv”. Si tratta della prima esecuzione annunciata dall’Iran dall’inizio della guerra contro Israele e Stati Uniti il ;;28 febbraio.
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07:24
Idf: “Colpito quartier generale Pasdaran a Teheran”
L’aviazione israeliana ha colpito ieri diversi quartier generali militari iraniani a Teheran durante una serie di attacchi, secondo quanto riferito dai militari. Secondo le Forze di Difesa Israeliane, tra gli obiettivi figuravano il quartier generale di un’unità di sicurezza del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, “responsabile della gestione delle proteste”; un centro di manutenzione delle forze di sicurezza interne; e un quartier generale delle forze missilistiche balistiche iraniane.
L’esercito afferma di aver colpito anche diversi sistemi di difesa aerea iraniani durante l’ondata di attacchi, “per ampliare la superiorità aerea dell’aeronautica militare sui cieli iraniani”. Intanto i sistemi di difesa aerea israeliani hanno intercettato un attacco missilistico proveniente dall’Iran. Al momento non si segnalano vittime.
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07:23
Riunione a Riad ministri Esteri Paesi arabi e islamici
L’Arabia Saudita ospiterà stasera una “riunione consultiva dei ministri degli Esteri di diversi Paesi arabi e islamici, con l’obiettivo di approfondire la consultazione e il coordinamento sulle modalità di sostegno alla sicurezza e alla stabilità della regione”. Lo ha annunciato Riad.
07:23
L’Azerbaigian invia 82 tonnellate di aiuti umanitari in Iran
A seguito di una conversazione telefonica avvenuta l’8 marzo tra i presidenti azerbaigiano e iraniano, Ilham Aliyev e Masoud Pezeshkian, e in vista della festività persiana di Nowruz, cinque camion oggi saranno inviati dall’Azerbaigian in Iran per consegnare alla popolazione 82 tonnellate di aiuti umanitari. E’ quanto riportato dall’agenzia di stampa azerbaigiana Report.
06:59
Iran, giustiziato un uomo accusato di spionaggio per Israele
Un uomo condannato in Iran per spionaggio a favore di Israele è stato giustiziato oggi, secondo quanto annunciato dalle autorità giudiziarie del Paese. “La condanna a morte di una spia al servizio del regime sionista, che ha fornito immagini e informazioni su siti sensibili nel Paese agli agenti del Mossad, è stata eseguita questa mattina”, ha riportato Mizan Online, sito web affiliato alla magistratura iraniana. Secondo Mizan, Kourosh Keyvani era stato arrestato durante la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele a giugno, nella quale gli Stati Uniti hanno colpito gli impianti nucleari iraniani. Il sito web ha descritto dettagliatamente gli incontri del sospettato con agenti del Mossad, il servizio segreto israeliano, e ha affermato che aveva ricevuto addestramento in “sei paesi europei e a Tel Aviv”. Si tratta della prima esecuzione annunciata dall’Iran dall’inizio della guerra contro Israele e Stati Uniti il 28 febbraio.
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06:32
Due feriti gravi, stazione devastata a Tel Aviv in attacco dall’Iran
Due persone sono rimaste gravemente ferite alla periferia di Tel Aviv e la stazione ferroviaria di Savidor devastata dall’ultimo lancio di missili dall’Iran. Frammenti di missile sono caduti nel cortile di una scuola a Gerusalemme. Lo riferiscono i soccorritori.
06:32
Teheran e Mosca denunciano un attacco vicino alla centrale nucleare iraniana di Bushehr
Teheran e Mosca affermano che un attacco ha colpito ieri una zona vicino alla centrale nucleare iraniana di Bushehr, sul Golfo Persico, senza causare rilascio di materiale atomico né feriti. L’amministratore delegato dell’azienda di energia nucleare russa Rosatom, Alexey Likhachev, ha dichiarato – citato dall’agenzia di stampa Tass – che “un attacco ha colpito l’area adiacente all’edificio del servizio di metrologia situato presso il sito della centrale nucleare di Bushehr, in prossimità dell’unità di potenza in funzione. Non ci sono state vittime tra il personale Rosatom. La situazione radioattiva del sito è normale”. L’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran (Oeai) ha da parte sua rilasciato una dichiarazione in cui afferma che “non si sono verificati danni economici, tecnici o umani e nessuna parte dell’impianto è stata danneggiata”.
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06:31
Arabia Saudita e Kuwait attaccati da droni e razzi
Razzi e droni hanno preso di mira stanotte i territori dell’Arabia Saudita e del Kuwait, hanno annunciato le autorità dei due stati del Golfo nel diciannovesimo giorno del conflitto in Medio Oriente. In Arabia un portavoce del Ministero della Difesa ha scritto che l’esercito ha distrutto sei droni nella parte orientale del Paese. “Le difese aeree del Kuwait stanno intercettando attacchi missilistici e con droni ostili”, ha dichiarato da parte sua l’esercito dell’emirato.
06:31
Nuovo attacco contro l’ambasciata Usa a Baghdad
Un attacco con drone ha preso di mira stanotte l’ambasciata statunitense a Baghdad, secondo quanto riferito da una fonte della sicurezza e da testimoni. “Un drone ha colpito direttamente l’ambasciata”, ha dichiarato la fonte di sicurezza senza specificare se ci siano stati danni. Un secondo funzionario ha aggiunto che il drone è caduto “vicino alla recinzione di sicurezza dell’ambasciata”. L’attacco avviene poche ore dopo un altro attacco con droni e razzi contro l’ambasciata Usa nella capitale irachena.
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06:31
Usa chiedono alle ambasciate nel mondo di rivedere le procedure di sicurezza
Il Dipartimento di Stato americano ha ordinato a tutte le sedi diplomatiche Usa nel mondo di avviare “immediatamente” valutazioni di sicurezza di emergenza, citando “la situazione in corso e in evoluzione in Medio Oriente e il rischio di ripercussioni”, secondo un cablogramma inviato martedì e visionato dal Washington Post. Sebbene ordini simili siano stati inviati alle sedi diplomatiche in Medio Oriente nelle scorse settimane, l’ordine di martedì, firmato dal segretario di Stato americano Marco Rubio, rappresenta la prima volta che alle ambasciate viene chiesto di rivedere le proprie misure di sicurezza a causa della guerra con l’Iran.
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06:30
Libano, 6 morti e 24 feriti negli ultimi raid aerei israeliani su Beirut
Il Ministero della Salute libanese ha dichiarato che due raid israeliani sul centro di Beirut avvenuti nelle prime ore di oggi hanno ucciso almeno sei persone e ne hanno ferite altre 24, precisando che il bilancio è preliminare. “Sul luogo sono stati recuperati anche resti umani e le loro identità saranno determinate tramite test del dna”, si legge nella dichiarazione del dicastero.
06:12
Iran minaccia vendetta per la morte di Larijani: “Attaccare Israele”
Il capo dell’esercito iraniano, il generale Amir Hatami, ha dichiarato oggi che la morte del capo della sicurezza della Repubblica islamica Ali Larijani sarà “vendicata”, secondo quanto riportato dai media di Teheran. “Il sangue puro” di Larijani “e degli altri amati martiri sarà vendicato”, ha affermato Hatami in una dichiarazione pubblicata dall’agenzia di stampa Tasnim. Da parte sua il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche ha annunciato in un comunicato che gli attacchi che hanno colpito stanotte Tel Aviv causando almeno due morti sono stati lanciati “per vendicare” Larijani e gli altri funzionari uccisi ieri negli attacchi contro l’Iran.
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06:11
Qatar intercetta attacco missilistico, esplosioni sentite a Doha
Il Ministero della Difesa del Qatar ha annunciato stamattina di aver intercettato un attacco missilistico, dopo che testimoni hanno udito delle esplosioni nella capitale Doha. “Le forze armate hanno intercettato un attacco missilistico diretto contro lo Stato del Qatar”, ha dichiarato il dicastero in un comunicato diffuso poco dopo le detonazioni.
06:11
Giappone, larga maggioranza contraria a intervento Usa in Iran
Una ampia maggioranza dell’opinione pubblica giapponese si dichiara contraria all’intervento militare statunitense in Iran, aumentando la pressione sul governo della premier Sanae Takaichi, chiamato a definire una posizione ufficiale sul conflitto in Medio Oriente. Secondo un sondaggio nazionale condotto nel fine settimana dal quotidiano liberale Asahi Shimbun su oltre 1.100 elettori, l’82% degli intervistati si è detto contrario all’attacco congiunto Usa-Israele contro Teheran, mentre soltanto il 9% lo approva. Il dato rappresenta un aumento significativo dell’opposizione rispetto al marzo 2003, quando il 59% degli intervistati si era opposto all’invasione dell’Iraq. Nonostante le critiche internazionali, la premier Takaichi ha finora evitato giudizi legali sull’operazione, dichiarando di voler “astenersi da valutazioni giuridiche”.
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06:10
Missile iraniano cade vicino al quartier generale militare australiano negli Emirati
Un missile iraniano è caduto vicino al quartier generale militare dell’Australia in Medio Oriente situato negli Emirati Arabi Uniti, ha annunciato il primo ministro australiano Anthony Albanese aggiungendo che non si sono registrati feriti. “Nelle prime ore di mercoledì un proiettile iraniano è atterrato” vicino alla base di Al Minhad “che l’Australia mantiene negli Emirati”, ha detto Albanese ai giornalisti. “Posso confermare che nessun australiano è rimasto ferito e che tutti sono perfettamente al sicuro”, ha aggiunto il premier.
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