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Debora Pelamatti è la signora Pezzali. È la donna che sostiene da sempre l’uomo prima del cantante.E a Sanremo, durante la loro permanenza sulla nave da crociera ha parlato al canale video del fan club del marito. Il suo racconto comincia dal loro incontro, l’amore, il matrimonio e la protezione. «L’ho conosciuto a 21 anni quando facevo l’università a Pavia, è un’amicizia che poi si è trasformata in amore. Sanno che lo tutelo sempre, in questo ambiente non è facile, lo difendo in ogni situazione: Max è il centro della mia vita insieme a Hilo (il figlio del cantante, avuto da una precedente relazione)».
La canzone per lei
Confessa che «quando scrisse “L’Universo tranne noi” lui si era già esposto con me sui suoi sentimenti, io stavo con una persona e avevo un rapporto complicato: non stavo bene. Lui mi portò a cena, mi diede il testo della canzone scritto a mano, scoppiai in lacrime e la cameriera pensò avessi avuto un lutto. Tante piccole cose ci fecero capire che il nostro era amore e non solo amicizia. Quella canzone, sì, parlava di noi».
Max Pezzali trova ispirazione per le sue canzoni a qualsiasi ora del giorno e della notte. «Sono periodi difficili quando compone testi nuovi – racconta ancora Debora – Si chiude nel suo studio, gli lascio persino la cena fuori dalla porta. Ha bisogno di concentrazione, a volte dorme da solo perché trova l’ispirazione alle 4 di notte: per lui è un lavoro molto impegnativo che impatta poi anche sulla nostra quotidianità».
La serie tv
Poi si parla di Mauro Repetto e del successo degli 883.
La verità è che «io Mauro non lo conosco, l’ho visto tre volte nei concerti ai quali si è riunito a Max tra palazzetti e San Siro. Max non ha colto il successo della serie come è successo a molti: è la serie che ha colto il successo di Max. La serie tv, ci tengo a dirlo, è molto romanzata ma c’è una parte vera che mi racconta sempre anche mio suocero. Max è stato il motore del duo, scriveva i testi, ma riconosce che non sarebbe mai arrivato dove è ora senza Mauro. Mio marito è timido, come si vede, introverso, non avrebbe mai bussato alle porte delle case discografiche, è accondiscendente anche verso i suoi manager. Mauro invece era estroverso, allegro, sfacciato in modo positivo: Max ha sempre avuto questa gratitudine, mio suocero ricorda anche sempre che Mauro se ne andò senza avvisare suo figlio e lui si trovò senza questo supporto fondamentale».
Cecchetto
Infine manda una frecciata a Claudio Cecchetto, il suo ex manager. «La rinascita di Max è un riscatto, è stato per anni sottovalutato dalle persone che lavoravano con lui, non avevano capito le sue potenzialità o, se le hanno capite, hanno provato a soffocarle e non so perché. I fan ora vedono come Max sia tornato meglio di prima: i suoi manager attuali sono simili a lui, persone educate e perbene che lo sanno capire, lo ascoltano e non gli impongono nulla come avveniva in passato. Ora ha ricominciato a divertirsi».
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