Bologna, 18 marzo 2026 – La primavera può attendere. Come annunciato e previsto l’Emilia Romagna si è svegliata oggi con un clima decisamente invernale. Neve abbondante sui rilievi romagnoli, soprattutto del Forlivese, fino a quota 600 metri. Ma nevica anche a Castiglione dei Pepoli, Loiano e Monghidoro, nel Bolognese. Un’irruzione di aria fredda proveniente da Nord Est sta attraversando la regione, portando con sé un drastico calo delle temperature, venti sostenuti, piogge e il ritorno della neve a quote di bassa montagna. Per la giornata di oggi è stata anche emanata una allerta arancione per vento forte.
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Imbiancato il crinale tosco-romagnolo
Il crinale tosco-romagnolo imbiancato La neve è caduta tra martedì notte e mercoledì mattina nell’appennino forlivese dai 600 metri in su. Pochi centimetri che hanno imbiancato però tutto il crinale tosco-romagnolo protetto dal Parco nazionale da Campigna al Passo della Calla fino alla Burraia e ai 1.658m di Monte Falco. Imbiancati anche i monti fino ai 600 metri attorno a Corniolo e Santa Sofia. Nessun disagio alla circolazione,ma si è registrato un brusco calo delle temperature. La neve in marzo (siamo ancora ufficialmente in inverno) in montagna è sempre stata una normalità, anche se l’inverno che sta declinando è stato classificato come il quarto inverno più caldo in Romagna negli ultimi 100 anni secondo i dati forniti dalle 11 stazioni meteo ubicate tra pianura e montagna nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini.

Bufere sull’Appennino romagnolo
Gli effetti del fronte freddo si sono fatti sentire fin dalle primissime ore del mattino: nevicate intense stanno imbiancando l’Appennino romagnolo. Dalle 6 del mattino i fiocchi hanno iniziato a cadere copiosi oltre gli 800 metri di altitudine, per poi abbassarsi rapidamente di quota. Neve abbondante in località Le Balze (nel Forlivese, a quota 1100 metri) e a Campigna (1068 metri). Rispettando le attese, la quota neve si è spinta localmente fino ai 700 metri, con qualche fiocco misto a pioggia segnalato anche a quote inferiori.
L’evoluzione nelle prossime ore: pioggia in pianura
La perturbazione, spinta da isoterme in quota tra i -3 e i -4°C (a 850hpa), si sta muovendo dal mare verso l’entroterra. Nel corso della mattinata le precipitazioni hanno raggiunto le coste, le pianure e i rilievi della Romagna, per poi estendersi gradualmente verso l’Emilia centrale entro l’ora di pranzo. Se in collina e in montagna è la neve a farla da padrona, sulle aree pianeggianti si registrano piogge diffuse, seppur con accumuli modesti.

Gli accumuli di neve previsti in Emilia Romagna fino a 20-30 centimetri (immagine da Meteoroby)
Quota neve e vento forte
Nel corso del pomeriggio le precipitazioni tenderanno ad addossarsi contro il crinale appenninico. In questo frangente, la quota neve si assesterà tra i 600 e i 700 metri sul settore emiliano, mantenendosi tra gli 800 e i 1000 metri su quello romagnolo. Sulle vette più alte sono attesi accumuli di neve fresca tra i 10 e i 20 centimetri (con 10-25 millimetri di pioggia equivalente). A rendere il quadro meteorologico ancora più severo è il vento: la bora soffierà con raffiche fino a 60-70 km/h nel primo pomeriggio sulle pianure centro-orientali, mentre sui crinali appenninici le raffiche potranno superare la soglia dei 100 km/h, creando possibili disagi e l’effetto “scaccianeve”.