Quella modellata dallo studio Fieldwork Architects lungo la baia di St Ouen, a Jersey, non è una casa sull’isola, ma un pezzo di isola che si fa casa. In principio qui, su questo lembo di terra brulla punteggiata di casupole, fari e porticcioli, sorgeva un vecchio bungalow fatiscente che, per via degli stringenti vincoli paesaggistici, non poteva semplicemente essere abbattuto. Il team creativo ha dunque dovuto edificare attorno a quel ‘fantasma” una nuova abitazione, che si sottrae agli stilemi vernacolari tipici della zona, ma ne convoglia l’essenza in qualcosa di non meno autentico e identitario. A portare l’isola in casa ci pensano i materiali: terra battuta e granito di provenienza locale, scelti non solo per il loro DNA, ma per la capacità di resistere alle aspre condizioni di questo tratto di costa inglese spazzato dall’Atlantico.

una casa identitaria sullisola di jerseypinterestFRENCH+TYE

Una casa identitaria sull’isola di Jersey

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Una casa identitaria sull’isola di Jersey

Anche del bungalow qualcosa resiste: una sezione di muro lasciata in piedi durante la costruzione, o meglio l’ampliamento della casa, come un frammento di memoria scultoreo e plastico, da custodire e riportare in vita. Da questo confine in terra battuta si dipana infatti il nuovo layout, articolato su due livelli, con le tre camere da letto al pianterreno e le aree comuni di sopra, in un’inversione distributiva fatta apposta per massimizzare la luce e i panorami dove servono di più. La finitura artigianale e materica della terra rimanda alla ruvida bellezza dell’isola, ma ha anche un’utilità pratica: grazie alla sua massa termica intrinseca contribuisce a regolare naturalmente la temperatura, riparando la casa dall’umidità invernale e dal caldo estivo.

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Ma non si è mai protetti abbastanza, specie qui dove il vento tira forte, e allora ecco un ulteriore strato di granito locale ad avvolgere il nucleo in terra battuta, formando un bozzolo solidissimo, con tanto di portico colonnato, che non teme le turbolenze esterne. A colpire, di questo guscio in granito, è la particolare tonalità rosa, ottenuta con un processo messo a punto apposta per la casa, frutto di molteplici test e competenze incrociate: dapprima macinato fino a formare una polvere fine, poi miscelato in un aggregato di terra battuta stabilizzata. Una firma cromatica unica, che parla di perizia artigianale e appartenenza.

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Una casa identitaria sull’isola di Jersey

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Le stesse caratteristiche si ritrovano negli interni, improntati a un gusto schietto e contemporaneo. La suite principale, affacciata sul mare, sfoggia aperture ad arco che bilanciano la geometria rigida, infondendo un tocco di “pacato romanticismo” alla robusta materialità. Il mare, qui, però non è solo orizzonte da contemplare, ma presenza costante della quotidianità. Basti dire che l’ingresso alla casa avviene dal piano terra, attraverso un’accogliente zona di servizio scherzosamente chiamata “sala riunioni”: uno spazio progettato per togliersi di dosso la salsedine dopo una nuotata o una caccia all’onda perfetta, completo di doccia e deposito per le tavole da surf.

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Se il pianterreno è luogo di quiete e intimità, al piano superiore la musica cambia: l’ambiente si fa aperto e inondato di luce, con ampie vetrate, terrazze esposte a est e ovest, nonché uno spazio extra che si fa notare. Si tratta della sala da pranzo, un padiglione ligneo, introdotto in seconda battuta per aggiungere metri e bilanciare la massa complessiva. Il legno scuro riecheggia quello delle finestre e degli infissi, pur restando defilato rispetto ai volumi in granito e terra battuta. A tenere insieme materiali e funzioni diverse è l’uso strategico della pietra calcarea color crema, che sale lungo la scala dal pianterreno al primo piano, per avvolgere l’ambiente e plasmarne gli arredi. Sotto i piedi rivela minuscole conchiglie fossilizzate, mentre sui piani di lavoro è liscia e levigata: un cambio di texture che rivela la profondità sensoriale dell’intervento e la maniacale attenzione per i dettagli. Così la casa che un tempo era un bungalow si proietta verso il futuro e verso il mare, celebrando con onestà e creatività il suo attaccamento al territorio, che porta impresso nelle “ossa”, nelle forme, nei colori e nei materiali.

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Una casa identitaria sull’isola di Jersey

www.fieldworkarchitects.co.uk

Lettermark

Elisa Zagaria è un’autrice che ha trasformato in un lavoro la sua più grande passione: cercare e inventare storie. Quelle che racconta per Elle Decor, in qualità di collaboratrice freelance, hanno per protagonisti case da sogno, personalità, eventi e luoghi simbolo del nostro tempo. E poi ci sono altre storie, in forma di romanzi e soprattutto sceneggiature, che scrive per la televisione, in attesa di diventare sufficientemente ricca da potersi comprare una di quelle case da sogno.