A Milano da qualche tempo circola una nuova fantasia immobiliare che non riguarda attici vista Duomo o ville urbane che assicurano privacy, ma ha a che fare con passaporti, isole tropicali e un’idea molto precisa di futuro: avere una casa pronta dall’altra parte del mondo, nel caso la Storia decidesse di accelerare. La notizia arriva da un’inchiesta del Corriere della Sera, secondo cui oltre diecimila famiglie italiane starebbero valutando l’ottenimento di una seconda cittadinanza. Il fenomeno riguarda soprattutto Milano, città dove la concentrazione di patrimoni e professionisti internazionali risulta tra le più alte del Paese, come ricordano diverse analisi economiche e, sopratutto, il costo della vita sempre più alto.
Dietro la formula un po’ burocratica del “doppio passaporto” si nasconde una strategia molto concreta, perché significa possedere un’alternativa già pronta: una residenza, una casa, un indirizzo possibile. Un posto dove trasferirsi rapidamente nel caso il mondo diventi improvvisamente più complicato del previsto. E qui, senza troppa fatica, in scena il mercato immobiliare internazionale. Molti programmi di cittadinanza per investimento prevedono proprio l’acquisto di una proprietà, restituendo come risultato una geografia piuttosto affascinante: i Caraibi, naturalmente, dove l’acqua ha sempre quella tonalità irreale da cartolina; poi Malta, piccola roccaforte mediterranea amata da investitori e nomadi fiscali; oppure destinazioni come Turchia e El Salvador.
Non sorprende allora che proprio a Milano stia crescendo un piccolo mondo di agenzie specializzate nella vendita di case all’estero. Che, per parafrasare un ben più celebre motto, non vendono semplicemente immobili, ma scenari. Ville sul mare, appartamenti in nuovi resort turistici, residenze dentro complessi pensati per chi vive tra più continenti. Il doppio passaporto, in fondo, funziona come un piano B di sicurezza: durante i periodi tranquilli resta come chiave di sicurezza cassetto insieme ai documenti importanti. Una sicurezza mentale, quasi un gesto prudente. Nel momento in cui il mondo si fa nervoso, quella chiave apre una porta molto concreta: una casa già pronta, magari affacciata su una spiaggia caraibica o su una baia mediterranea.
E così, anche se negli ultimi anni la città è diventata uno dei principali magneti europei per capitali e nuovi residenti globali, Milano diventa il centro di un curioso paradosso urbano: mentre alcuni arrivano attratti dalla vitalità economica milanese, altri costruiscono altrove una seconda base operativa.
Related Stories
Sono nato a Napoli, non parlo in terza persona e non curo cose, oggetti, persone o animali. Ho studiato architettura tra il Politecnico di Milano e l’ENSA Paris-Belleville per poi laurearmi in Architettura delle Costruzioni. Mi sono occupato di allestimenti seguendo i progetti di NENDO, scrivo di grandi architetture e sto completando un dottorando in Composizione allo IUAV di Venezia. Nonostante questo, tutto regolare.