di
Piero Rossano

L’ospedale per le malattie infettive monitora il fenomeno in contatto con le Asl. I pazienti provenienti tutti dal capoluogo regionale e dall’hinterland

L’ospedale per le malattie infettive di Napoli, il Cotugno, da un paio di settimane è chiamato a fronteggiare una improvvisa emergenza dovuta ad un significativo numero di ricoveri per epatite A. Si tratterebbe, secondo quando filtra ufficiosamente, di oltre 40 casi riguardanti pazienti provenienti in prevalenza dal capoluogo di regione e dal suo hinterland. 
Il fenomeno è monitorato dalla direzione sanitaria aziendale e da quella strategica dell’Azienda dei Colli, cui il Cotugno afferisce (assieme a Monaldi e Cto). 

Le persone che hanno denunciato disturbi poi identificati come sintomi dell’epatite A sono adulte e sono tutte transitate dal pronto soccorso. I sanitari hanno quindi optato per il loro ricovero. Sono tutti sotto costante monitoraggio e non vi sono casi particolarmente gravi.



















































Al Cotugno non si abbozza, per il momento, una motivazione particolare dietro il significativo numero di ricoveri degli ultimi giorni. Le indagini dovrebbero essere a carico della o delle Asl territoriali con le quali la direzione dell’azienda ospedaliera è già in contatto. 
L’epatite A è un’infezione epatica acuta, quindi di carattere alimentare dovuta al consumo di acque contaminate o di cibo crudo o cotto male o anche di molluschi bivalve come cozze, vongole, ostriche, coltivate in acque inquinate; sintomi di epatite A sono stati riscontrati anche su soggetti che hanno consumato alimenti surgelati o anche solo frutta e verdura cruda provenienti da terreni irrigati con acqua infetta.


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18 marzo 2026