Lo speciale dedicato al ciclismo, 72 pagine tutte da leggere: dalla Sanremo al Giro d’Italia, passando per le classiche di primavera, le grandi storie, e un occhio speciale al ciclismo femminile con Sanremo e Giro Women
Giornalista
18 marzo – 19:37 – MILANO
Da non perdere, come sempre: perché sabato c’è la Milano-Sanremo, la Classicissima di Primavera, e con la Gazzetta giovedì 19 marzo esce G Magazine ciclismo: 72 pagine tutte da leggere. Dalla Sanremo al Giro d’Italia, da Pogacar a Vingegaard, passando per le classiche di primavera, le grandi storie, e un occhio speciale al ciclismo femminile con Sanremo e Giro Women. In copertina c’è Tadej Pogacar, che dopo aver vinto la quarta Strade Bianche punta al tabù Sanremo, che finora l’ha sempre respinto: negli ultimi 4 anni è arrivato quinto, quarto e due volte terzo. L’ultimo campione del mondo in carica a trionfare resta sempre Beppe Saronni (tra l’altro, lo scopritore di Pogacar!) nel 1983.
l’intervista—
Su G Magazine trovate l’intervista esclusiva al fenomeno sloveno: “Il successo nella Sanremo per me conterebbe di più del record di sei Tour de France – spiega Pogacar -. Perché ai miei occhi tra zero e uno c’è una differenza più grande di quella che passa tra quattro e cinque”. I rivali: “Van der Poel e Ganna sono i più pericolosi, la Sanremo si vince in via Roma ma si può perdere a ogni metro. Non è un mistero che il percorso non sia l’ideale per le mie caratteristiche. Però la mia progressione di risultati dice che piano piano mi sto avvicinando”. C’è spazio anche per capire di più il Tadej che pochi conoscono: “Amo pedalare e gareggiare, è ciò che faccio da quando ho 9 anni. L’adrenalina fa parte del mio stile di vita. Ma c’è una cosa che mi motiva più di tutto il resto: vedere fin dove posso spingere per migliorarmi. Continuare a essere, insomma, la più bella versione di me stesso”.
80 dalla sanremo più famosa—
Sabato la Sanremo celebra gli 80 anni dell’edizione più famosa, quella di Fausto Coppi nel 1946, e G Magazine racconta che cosa significò quel 19 marzo in Liguria. Fu la prima corsa della rinascita del ciclismo in Italia dopo la guerra, e la fuga del Campionissimo dal Turchino a Sanremo, 147 chilometri tutti da solo, con la gente che incredula usciva di casa e si precipitava sull’Aurelia per incitarlo, portò gioia e entusiasmo. Al traguardo, Nicolò Carosio, alla radio, disse: “In attesa del secondo arrivato trasmettiamo musica da ballo”. Il francese Teisseire arrivò a 14’. Su G Magazine trovate l’intervista anche a Filippo Pozzato, vincitore della Classicissima nel 2006 e penultimo italiano prima di Nibali 2018. “In via Roma è come essere in uno stadio con 40mila persone che urlano. Io da ragazzo ho avuto come idolo Gianni Bugno, e la sua Sanremo del 1990, così come Fondriest che stacca tutti sul Poggio nel 1993”. Il vicentino spazia anche sui due favoriti: “Van der Poel è un modello mediatico per il ciclismo, ha sponsor incredibili che non vengono da questo ambiente, mentre Pogacar, per quello che vale, dovrebbe guadagnare il doppio”.
il giro—
Dalla Classicissima al Giro d’Italia, che scatterà dalla Bulgaria l’8 maggio. Il personaggio è Jonas Vingegaard, che dopo i duelli con Pogacar al Tour ha scelto di debuttare al Giro. Il danese è l’unico ad aver battuto Pogi al Tour (nel 2022 e 2023) e con un trionfo in Italiao entrerebbe prima di lui nel club esclusivo dei vincitori delle tre grandi corse a tappe. “Alla Tripla Corona ci tengo parecchio. Il percorso e il paesaggio del Giro mi affascinano, sono molto motivato. Ci sono salite leggendarie, prometto spettacolo”. Ci sono anche il percorso del Giro, tutte le tappe, e un’intervista a Giulio Pellizzari, la speranza del ciclismo azzurro, che a 22 anni sfiderà proprio Vingegaard per la maglia rosa. Non solo: sono 10 anni dall’ultimo Giro vinto da un italiano, Vincenzo Nibali nel 2016, e lo Squalo, sempre molto acuto nei giudizi, rivela alcuni particolari del trionfo. Focus anche sul Tour of the Alps, la corsa tra Trentino, Alto Adige e Tirolo che cresce sempre più ogni anno e rappresenta l’ultimo test prima della corsa rosa.
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