Si chiamano I Desideri, ma prima di tutto sono fratelli: Salvatore Iadicicco (1996) e Giuliano Iadicicco (1997), un anno di differenza e una vita condivisa. «Siamo cresciuti insieme. Siamo due scugnizzi con una passione comune». La musica scorre nelle vene della famiglia: il papà, Nico Desideri, cantante melodico, è il primo punto di riferimento. «Siccome nostro padre era sempre in giro, abbiamo iniziato a viverlo appieno facendo i coristi ai suoi spettacoli». Da qui nascono i primi brani nel 2012: «Eravamo un trio con papà».




Parallelamente, coltivano la loro formazione musicale frequentando il liceo musicale tra Maddaloni e Marcianise, in provincia di Caserta. «Studiamo pianoforte, solfeggio cantato e produzione musicale». Quando la passione diventa mestiere, il passo è naturale ma decisivo: «Abbiamo iniziato a lavorare sugli spettacoli e sugli show in modo sempre più preciso, approfondendo strumenti, produzione e live. Siamo perfezionisti».



L’ascesa: da Clementino a “Uagliò”


La svolta arriva con Clementino, con cui nasce “Made in Napoli”. «Con lui ci siamo fatti conoscere da tutti». Il brano entra anche nella colonna sonora del film “La scuola più bella del mondo” di Luca Miniero. Il 2017 segna il vero punto di svolta: arriva “Uagliò”. «Abbiamo aperto una finestra: il disco del sogno, l’inizio vero». Il brano conquista il palco del Wind Summer Festival. «Vincere è stata la soddisfazione più grande: era la prima volta su Canale 5, c’erano anche Mahmood e Shade. Essere lì era già impensabile, vincere è stato incredibile».



Collaborazioni e pubblico

Da quel momento si apre una nuova fase. L’album “96/97” rappresenta la loro maturità artistica. «Avevamo 21-22 anni, ci siamo raccontati davvero. Non eravamo più adolescenti. Parlavamo della nostra vita. Era un disco di aggregazione». Seguono collaborazioni con la scena urban campana (Livio Cori, Geolier, Peppe Soks) e successivamente singoli come “Tu si a regina mia” e “Tre di notte”. Poi, i duetti con Jake La Furia in “L’amore che voglio” e con Chiara Galiazzo in “Istanti”.



La televisione ha amplificato la loro popolarità: da “Viva Rai2!” con Fiorello ai programmi di Alessandro Cattelan e Caterina Balivo, fino a “Capodanno in Musica” su Mediaset nel 2024 e 2025. La bussola, però, resta il pubblico: «Per noi la felicità non è la tv, ma i concerti, con la gente che fa sacrifici per ascoltarci». Giuliano aggiunge: «Prima di “Tre di notte” non era un periodo facile, ma scendevo comunque in studio». Salvatore sottolinea: «Mai un momento brutto, la nostra fanbase ci sostiene da sempre. Abbiamo il nostro pubblico, vale più di tutto il resto».



Identità, famiglia e sogni

Nel 2020 partecipano a Sanremo Giovani con “Lo stesso cielo”, un brano contro il cyberbullismo, vincendo il premio “TIM Music”.




«Sogniamo di andare a Sanremo, portare la nostra musica lì sarebbe un onore». La loro identità, però, resta salda. «Difendiamo le nostre origini: siamo diventati cantanti grazie alla musica napoletana. In alcuni brani ne abbiamo attenuato la presenza, ma Napoli ci sarà sempre». Sul futuro aggiungono: «Faremo esperimenti musicali, però non ci snatureremo mai».



Fuori dal palco, restano fratelli. «Io sono ansioso e impulsivo, Giuliano è diverso», dice Salvatore. «Ci completiamo. Litighiamo per cose banali, massimo cinque minuti e passa tutto», aggiunge Giuliano. La famiglia è il punto fermo: hanno una sorella di 23 anni che li sostiene come la madre: «Mamma è la prima fan, crede in noi da sempre. Ci dice che dobbiamo sognare». Il papà è fiero di loro: «Ci ha dato tanto, ci ha detto di restare umili». I momenti più intensi? Giuliano ricorda l’esibizione di Capodanno: «Cantare Pino Daniele è stato un grosso peso». Salvatore la vittoria del Wind Summer Festival nel 2017.












Lo sguardo verso il futuro resta ambizioso: «Avere Giorgia, la più grande di tutte, in un ritornello».

La chiusura è intensa e poetica: «Qualsiasi cosa, grande o piccola, la viviamo dal nostro posto, con lo sguardo dei bambini che cantavano per seguire papà».


Ultimo aggiornamento: giovedì 19 marzo 2026, 05:00





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