di
Claudio Del Frate
Da oggi al cinema il film «Gli occhi degli altri», ispirato al duplice delitto del nobile Camillo Casati Stampa. La vicenda dell’acquisto di Villa San Martino da parte di Silvio Berlusconi
Ripubblichiamo l’articolo di Claudio Del Frate sul delitto Casati Stampa, già pubblicato il 4 luglio 2023. Il 19 marzo esce nei cinema il film Gli occhi degli altri, ispirato proprio a questo caso di cronaca nera avvenuto a Roma nel 1970.
Villa San Martino, ad Arcore, è uno dei simboli più potenti dell’epopea di Silvio Berlusconi. Ma quell’edificio settecentesco conserva anche un passato «noir», legato alla famiglia nobile dei Casati Stampa. Il marchese Camillo Casati Stampa, ultimo proprietario della villa prima di Berlusconi, fu infatti al centro di uno dei più torbidi delitti degli anni’70: uccise infatti la moglie, l’amante di lei e si tolse la vita al culmine di una vicenda erotica i cui dettagli vennero per anni annotati dal marchese nel suo diario.
Il marchese voyeurista
Il duplice omicidio e conseguente suicidio avvennero il 30 agosto del 1970 non ad Arcore ma nella residenza romana della coppia, poco lontano da via Veneto. Villa San Martino sarebbe stata però al centro di una lite ereditaria risolta con l’entrata in scena a sorpresa proprio del futuro premier.
Camillo Casati Stampa aveva sposato nel 1958 in seconde nozze la bellissima Anna Fallarino, anche lei reduce da un matrimonio fallito e annullato dalla Sacra Rota. La nuova coppia è conosciutissima, frequenta il jet set internazionale (Camillo e Anna si erano conosciuti in Costa Azzurra), è sotto i riflettori.
Ciò che rimane protetto da una zona d’ombra è la vita intima dei coniugi Casati Stampa. Lui è un voyeurista e si eccita osservando (e fotografando) la moglie che ha rapporti sessuali con uno o più partner occasionali, talvolta reclutati a pagamento. Camillo riporta per anni su un diario i particolari morbosi, particolari che emergeranno nel corso delle indagini successive al delitto.
«Oggi Anna mi ha fatto impazzire di piacere. Ha fatto l’amore con un soldatino in modo così efficace che da lontano anche io ho partecipato alla sua gioia. Mi è costato trentamila lire, ma ne valeva la pena» si legge su una delle pagine.
La battuta di caccia e il gigolò
Anna sembra stare al gioco, per anni i partner della coppia si susseguono e scompaiono ma a un certo punto il piano sfugge di mano: accade quando Anna Fallarino si innamora di uno dei suoi amanti occasionali. Lui si chiama Massimo Minorenti e con la donna inizia una relazione che si protrae al di fuori degli occhi del marito. Camillo ne viene però a conoscenza e ne resta sconvolto: «È la prima volta che lei mi tradisce con il cuore… è la più grande delusione della mia vita » scrive sempre nel diario.
Tutto precipita in quell’estate del 1970. Camillo Casati Stampa parte per una battuta di caccia in compagnia della famiglia Marzotto, Anna resta sola a Roma con Minorenti. Il marchese chiama casa e all’apparecchio risponde proprio il gigolò: è la scintilla del delitto.
Camillo torna precipitosamente a Roma, nella casa di via Puccini dove trova la moglie e il giovane amante. Si chiude in un salotto con loro dopo aver congedato il personale di servizio (cinque persone). Questi pochi istanti dopo sentono degli spari e chiamano la polizia.
Su un divano, con le gambe distese su un tavolino c’è il cadavere di Anna Fallarino, colpita al torace; ai suoi piedi su un tappeto giace senza vita Massimo Minorenti. Camillo Casati Stampa è su una poltrona con il volto sfigurato, si è tolto la vita puntandosi al mento la stessa arma con cui ha ucciso gli altri due, un fucile Remington calibro 12.
Il delitto sui giornali
Le cronache del delitto riempiono per settimane le pagine dei giornali, anche per via dei particolari morbosi che mano a mano vanno emergendo. Camillo e Anna saranno comunque sepolti assieme nel cimitero milanese di Muggiò.
Ma accanto all’indagine della polizia (presto chiusa per mancanza di colpevoli) nasce una controversia sull’eredità del marchese Casati Stampa; quest’ultimo ha avuto una figlia dal primo matrimonio che all’epoca della tragedia è ancora minorenne.
In gioco c’è la proprietà di ville e immobili sparsi tra Roma, Milano, la Brianza tra cui appunto villa San Martino. Il testamento del nobiluomo indica Anna Fallarino destinataria di quel patrimonio, ma l’erede universale sarebbe la figlia minorenne. La proprietà della villa andò a quest’ultima, nel frattempo divenuta maggiorenne e trasferitasi in Brasile.
Ricca ereditiera sì ma anche pressata dai debiti lasciati dal padre. La vendita di villa San Martino viene affidata al legale di famiglia, l’avvocato Cesare Previti. Il parco, la villa (con annesse biblioteca di 10.000 volumi e collezione di quadri) venne valutata all’epoca un miliardo e 700 milioni di lire. Si fece avanti l’allora imprenditore «rampante» del campo immobiliare Silvio Berlusconi, che si aggiudicò l’affare per 500 milioni, la metà dei quali in titoli azionari.
Era il 1974, da un anno Berlusconi era stato nominato Cavaliere del lavoro, tre anni dopo con l’avvenutura di Telemilano sarebbe cominciata l’avventura nel campo dell’emittenza televisiva. Poi sarebbero arrivati il calcio, la politica, anche i processi e le «cene eleganti». Ma Arcore avrebbe continuato a essere il centro della galassia berlusconiana.
19 marzo 2026 ( modifica il 19 marzo 2026 | 09:28)
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