Uno dei murales di Banksy realizzato a Kiev nel novembre 2022 durante l’invasione russa dell’Ucraina. (Foto di Sergei Supinsky / AFP via Getty Images). Due bambini che giocano su una trappola anticarro (cavallo di Frisia) a Kiev. La banana nei colori nazionali ucraini, blu e giallo, è stata aggiunta in seguito dall’artista di Colonia Thomas Baumgärtel
Uno dei murales di Banksy realizzato a Kiev nel novembre 2022 durante l’invasione russa dell’Ucraina. (Foto di Sergei Supinsky / AFP via Getty Images). Due bambini che giocano su una trappola anticarro (cavallo di Frisia) a Kiev. La banana nei colori nazionali ucraini, blu e giallo, è stata aggiunta in seguito dall’artista di Colonia Thomas Baumgärtel
È lui o non è lui? Il mistero che per anni ha avvolto Banksy sembra oggi più vicino a una risposta. Una lunga inchiesta condotta da Reuters ha infatti riacceso i riflettori sull’identità dell’artista più enigmatico della scena contemporanea, indicando ancora una volta il nome di Robin Gunningham, nato a Bristol nel 1973. Non si tratta di una nuova ipotesi, già nel 2008 il Mail on Sunday aveva avanzato questa teoria, poi rafforzata nel 2016 da uno studio della Queen Mary University of London, che aveva messo in relazione gli spostamenti di Gunningham con la comparsa delle opere attribuite a Banksy, alcune davvero iconiche. L’indagine del marzo 2026 aggiunge però elementi più concreti: documenti giudiziari, verbali di polizia risalenti al 2000 a New York e tracce di un cambio di identità legale.
Un bambino fotografa l’opera ‘No Future’ di Banksy durante la mostra The Mystery of Banksy – A Genius Mind”, a Colonia. Foto di Andreas Rentz/Getty Images. Il murale originale realizzato a Southampton nel 2010 fu vandalizzato. Quella esposta è una replica fedele a grandezza naturale
Un bambino fotografa l’opera ‘No Future’ di Banksy durante la mostra The Mystery of Banksy – A Genius Mind”, a Colonia. Foto di Andreas Rentz/Getty Images. Il murale originale realizzato a Southampton nel 2010 fu vandalizzato. Quella esposta è una replica fedele a grandezza naturale
Secondo queste ricostruzioni, circa diciotto anni fa Gunningham avrebbe cambiato nome in David Jones, scegliendo uno degli appellativi più comuni nel Regno Unito. Una mossa strategica, utile a rendersi praticamente invisibile nei registri pubblici. Non solo: il nome rappresenterebbe anche un sottile omaggio culturale a David Bowie, il cui vero nome di battesimo era proprio David Jones, figura più volte citata o evocata nelle opere dell’artista, come il murale apparso a Bristol nel 2012, un ritratto che raffigura la Regina Elisabetta II con l’iconico fulmine rosso e blu dipinto sul volto, un chiaro riferimento al personaggio di Ziggy Stardust.
Banksy a volto scoperto. Lo scatto, realizzato in Giamaica dal fotografo locale Peter Dean Rickards, è stato pubblicato per la prima volta nel 2004 sul quotidiano londinese Evening Standard. Solo quattro anni dopo, il tabloid Mail on Sunday riuscì a identificare per la prima volta il vero nome dell’artista: Robin Gunningham. Sempre smentito dal manager di Banksy
Banksy a volto scoperto. Lo scatto, realizzato in Giamaica dal fotografo locale Peter Dean Rickards, è stato pubblicato per la prima volta nel 2004 sul quotidiano londinese Evening Standard. Solo quattro anni dopo, il tabloid Mail on Sunday riuscì a identificare per la prima volta il vero nome dell’artista: Robin Gunningham. Sempre smentito dal manager di Banksy
A rendere il quadro ancora più suggestivo è il possibile coinvolgimento di Robert Del Naja, fondatore e frontman dei Massive Attack. Le indagini suggeriscono un legame diretto tra i due: registri di frontiera e testimonianze li collocherebbero insieme in Ucraina nel 2022, dove avrebbero realizzato una serie di murales.
Le connessioni, del resto, affondano le radici nella Bristol degli anni ’80 e ’90, terreno fertile per la cultura underground e la street art. Del Naja, pioniere dello stencil graffiti in Gran Bretagna, è stato più volte indicato dallo stesso Banksy come fonte d’ispirazione, alimentando nel tempo teorie su una possibile collaborazione o addirittura su un’identità condivisa. E chi ha assistito ai concerti dal vivo dei Massive Attack non ha potuto evitare di porsi qualche domanda tra denuncia sociale e politica, temi come la guerra, il consumismo e i diritti umani. Inoltre Robert Del Naja ha confermato di essere un amico di Banksy, lui nato da padre originario di Napoli è ancora molto legato alla città partenopea, tifosissimo degli Azzurri del pallone. E le uniche opere di Banksy in Italia sono apparse proprio nel capoluogo campano. Molto prima che a Venezia.
La Madonna con Bambino impossibilitata ad allattare a causa di un foro di proiettile. L’opera è stata pubblicata nel 2024 sul profilo instagrama @banksy. È mistero sulla sua reale posizione, non si sa dove si trovi. Si ipotizza un collegamento con la guerra a Gaza
La Madonna con Bambino impossibilitata ad allattare a causa di un foro di proiettile. L’opera è stata pubblicata nel 2024 sul profilo instagrama @banksy. È mistero sulla sua reale posizione, non si sa dove si trovi. Si ipotizza un collegamento con la guerra a Gaza
L’inchiesta di Reuters non chiude definitivamente il caso, ma consolida una narrazione sempre più coerente, quella di un artista che ha costruito la propria leggenda sull’anonimato. Che sia davvero Robin Gunningham oppure no, Banksy continua a esistere senza mostrarsi, protetto da un anonimato che rafforza il suo fascino e ne amplifica il mistero.