Il ceo in uscita ha presentato a Londra alla Morgan Stanley conference il piano industriale «che promette 16 miliardi di remunerazione. Le incertezze sulla governance? Saranno chiarite in assemblea»
A meno di un mese dall’assemblea che sarà chiamata a rinnovare il board del Monte dei Paschi, il ceo Luigi Lovaglio, che non è stato candidato nella lista del cda, ha incontrato per la prima volta il mercato dopo la presentazione del nuovo piano industriale del 27 febbraio. Il manager è intervenuto alla European financials conference di Morgan Stanley. «I 700 milioni di sinergie dall’integrazione di Mediobanca che abbiamo annunciato un anno fa, sono confermate. E la mia visione personale è che possiamo ottenere ancora di più». Una volta che «i team manageriali saranno al loro posto», ha assicurato il banchiere, che non sarà confermato alla guida della banca nella prossima assemblea, «sarà accelerata la realizzazione del piano».
I dubbi del mercato sulla governance
Verso la fine dell’incontro è arrivata anche una domanda sulla governance futura. «C’è un processo di governance in corso che non posso commentare, quello che posso dire è che questo piano è completamente operativo, solido da un punto di vista operativo, strategicamente ben fatto, finanziariamente forte e i 16 miliardi di euro di remunerazione per gli azionisti sono lì», ha risposto alla domanda di un analista che chiedeva se potesse «spiegare ai non italiani che cosa sta succedendo con la governance». Il piano, ha aggiunto Lovaglio, «è qualcosa molto difficile da cambiare». «Penso sia davvero importante per il mercato, per gli investitori, è che questo piano sia pienamente operativo. È solido. È ben fatto dal punto di vista strategico», ha aggiunto il manager. «Ci sono alcuni problemi transitori in termini di governance che credo verranno chiariti – ha concluso-. Quindi è importante dire che il piano c’è, che la capacità di generare profitto c’è e che è così solido da rendere difficile una sua modifica».
Possibili modifiche al piano in futuro
Questo ovviamente non esclude che tra un anno il piano possa essere aggiornato, in particolare tenendo conto dell’impatto dell’intelligenza artificiale: «Sarebbe da pazzi non pensarlo», ha chiarito. In ogni caso, Lovaglio ha rivendicato il lavoro fatto negli ultimi quattro anni: «Quando sono arrivato nel febbraio 2022 il gruppo capitalizzava quasi 300 milioni, fino alla scorsa settimana eravamo a 28 miliardi». Mi pare che uno dei target che ho citato in uno degli ultimi incontro a Londra era che il prossimo passo sarà di arrivare a 50 miliardi – ha aggiunto -. Credo che sia quello che dobbiamo fare, la società é molto solida indipendentemente da alcuni problemi di transizione in termini di governance che penso saranno chiariti». «Nel piano c’é la capacità di generare profitti c’è ed è talmente solida che sarà difficile cambiarla», ha sottolineato.
L’m&a futuro
«È chiaro che abbiamo eccesso di capitale e monitoriamo tutte le opportunità sul mercato per la creazione di valore», ha continuato Lovaglio. «Chiaramente – ha aggiunto rispondendo agli analisti – non possiamo stare con questo capitale per sempre e penso che dovremo avere un orizzonte che dovrebbe essere relativamente breve». «I prossimi 12 mesi sono molto importanti per noi» e «se non ci saranno opportunità è chiaro che avrebbe molto senso remunerare meglio gli azionisti». «Non si devono cercare scuse, dobbiamo mantenere gli impegni presi con gli stakeholder, indipendentemente da ciò che accade all’esterno», ha detto ancora, sottolineando che occorre essere fortemente concentrati nell’affrontare tutte le difficoltà, ma tenendo sempre a mente che «si parte da una condizione migliore rispetto ai concorrenti».
19 marzo 2026
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