Roma, 19 marzo 2026 – Il Medio Oriente scivola verso un conflitto su vasta scala dopo una serie di attacchi incrociati che hanno preso di mira le infrastrutture energetiche globali. Nelle ultime ore, un drone si è schiantato contro la raffineria saudita Samref, situata nella zona industriale di Yanbu, sulla costa del Mar Rosso.
Una seconda raffineria appartenente alla compagnia petrolifera nazionale del Kuwait è stata incendiata in seguito a un attacco di droni.
Attacchi che sarebbero giunti come rappresaglia per un precedente raid contro il giacimento di South Pars, in Iran, per il quale Teheran ha incolpato Israele e Stati Uniti.
Trump stamani ha minacciato: “Distruggeremo South Pars se Teheran attaccherà ancora il Qatar”.

Bombardamento israeliano a Sidone in Libano
Non solo: l’amministrazione Trump sta valutando l’invio di migliaia di soldati americani in Medio Oriente. Lo riporta Reuters sul proprio sito, sottolineando che una delle opzioni discusse è l’invio di forze di terra sull’isola di Kharg. Un’altra alternativa è il dispiegamento di truppe lungo le coste dell’Iran per assicurare il passaggio sicuro dello Stretto di Hormuz.
L’escalation che vede coinvolte “per la prima volta” le infrastrutture di produzione del gas in Iran e altri Paesi del Golfo “è sconsiderata”, ha detto il presidente francese Emmanuel Macron.
Approfondisci:
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Notizie in diretta
15:39
Cnn: “F-35 Usa colpito da fuoco iraniano, atterraggio d’emergenza”
Un caccia F-35 americano ha effettuato un atterraggio di emergenza presso una base aerea Usa in Medio Oriente dopo essere stato colpito da quello che si ritiene essere fuoco iraniano. Lo riferiscono due fonti informate alla Cnn. Il portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, il capitano Tim Hawkins, ha dichiarato che il jet stava “svolgendo una missione di combattimento sull’Iran” quando è stato costretto a effettuare l’atterraggio di emergenza. Hawkins ha precisato che il velivolo è atterrato in sicurezza e che l’incidente è oggetto di indagine. Qualora confermato, l’episodio segnerebbe la prima volta in cui l’Iran colpisce un velivolo americano nel corso del conflitto iniziato alla fine di febbraio.
14:29
Il greggio riduce la corsa dopo Bessent sulle sanzioni all’Iran
Riduce la corsa il greggio dopo che il sottosegretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha rivelato che è allo studio la rimozione delle sanzioni nei confronti del petrolio iraniano. Sia il Brent del Mare del Nord che il Wti Usa si piortano sotto i 98 dollari al barile. In particolare il petrolio Usa guadagna lo 0,92% a 97,19 dollari, mentre il Brent sale dell’1,43% a 97,7 dollari, dopo aver superato in giornata i 119 dollari al barile. Secondo l’agenzia Bloomberg gli Usa sono pronti a rilasciare 260 milioni di barili di riserve.
13:47
Londra annuncia piano a 6 per riapertura di Hormuz, c’è l’Italia
Sei Paesi – Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone – si sono dichiarati oggi pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale dello strategico Stretto di Hormuz, chiuso in parte dall’Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. Lo si legge in un comunicato diffuso da Downing Street nel quale i sei condannano inoltre con forza gli attacchi attribuiti a Teheran.
13:14
Guterres: “Usa e Israele cessino la guerra, Iran apra Hormuz”
“Il mio messaggio a Usa e Israele è che è tempo di finire questa guerra che rischia di andare totalmente fuori controllo, con una propagazione sull’economia mondiale che rischia di essere davvero drammatica, specie per i Paesi in via di sviluppo. All’Iran dico: basta con gli attacchi ai tuoi vicini, e apra lo stretto di Hormuz”. Lo ha detto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres nel punto stampa con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. “E’ tempo che la diplomazia prevalga, è tempo che la forza della legge prevalga sulla legge della forza”, ha aggiunto.
13:02
Starmer-Rutte-Macron: “Serve piano sostenibile su riapertura di Hormuz”
Condanna dei raid dell’Iran contro il Qatar, silenzio sui raid d’Israele e Usa contro giacimenti o impianti di Teheran, sottolineatura “dell’importanza di assicurare la libertà di navigazione e commercio” nello Stretto di Hormuz. Sono i contenuti d’una conversazione a 3 sulla guerra in Medio Oriente fra il premier britannico Keir Starmer, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, e il presidente francese Emmanuel Macron. I tre hanno condannato “gli esecrabili attacchi iraniani a infrastrutture strategiche del Qatar”, riferisce Downing Street, e su Hormuz hanno ribadito la necessità di “un piano sostenibile” per riaprirlo.
12:47
Due missili iraniani intercettati da batteria greca Patriot in Arabia Saudita
“Questa mattina una batteria (del sistema antimissile) Patriot greca ha abbattuto in Arabia Saudita due missili balistici provenienti dall’Iran e diretti verso alcune raffinerie del Regno dell’Arabia Saudita”: lo ha dichiarato il ministro ellenico della Difesa, Nikos Dendias, stando quanto riportano i media greci. La batteria greca di Patriot si trova impiegata in Arabia Saudita dal 2021, nell’ambito di un’iniziativa internazionale di difesa aerea e missilistica integrata a sostegno delle difese aeree del Regno. Stando al Comando militare greco (GEETHA), l’intercettazione è avvenuta nelle prime ore di questa mattina. “La batteria greca ha dimostrato quanto sia efficace e quanta esperienza abbia acquisito in tutto questo tempo”, ha spiegato il ministro. “Il continuo aumento del prezzo del petrolio rappresenta una minaccia enorme per il tenore di vita dei greci, degli europei e degli abitanti di tutto il pianeta”, ha dichiarato Dendias. “Anche l’aumento dell’inflazione e dei prezzi ci minaccia: la protezione delle raffinerie e degli impianti di produzione petrolifera riveste, in questo contesto, un’enorme importanza”, ha concluso il ministro.
12:35
Hegseth: nessuna scadenza, Trump deciderà la fine della guerra
Il Pentagono non ha fissato nessuna scadenza per la fine della guerra in Iran, sarà il presidente Donald Trump a decidere quando gli obbiettivi saranno conseguiti. Lo ha chiarito il segretario alla Difesa, Pete Hegseth in una conferenza stampa. “Non è stata fissata una scadenza precisa”, ha detto, “ma siamo in linea con i piani”. In questi giorni “sono girate indiscrezioni su cosa che dovremmo o non dovremmo fare”, ha proseguito, “abbiamo obbiettivi e il presidente ci ha dato i mezzi per conseguirli”. Dunque “spettera’ al presidente dire che abbiamo conseguito gli obbiettivi”, ha spiegato.
10:33
Macron: attacchi al gas sconsiderati, ci sia tregua per la festività
L’escalation che vede coinvolte “per la prima volta” le infrastrutture di produzione del gas in Iran e altri Paesi del Golfo “è sconsiderata”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron arrivando al vertice Ue. “Noi difendiamo l’idea di una moratoria sulle infrastrutture civili e sui civili in questo conflitto, nonché di una rapida de-escalation. La regione entra in un periodo di festività religiose, penso che tutti dovrebbero calmarsi e che i combattimenti dovrebbero cessare almeno per qualche giorno per cercare di dare una nuova possibilità ai negoziati”, ha aggiunto.
09:52
Riad: fiducia verso l’Iran completamente distrutta
Il ministro degli Esteri saudita, il Faisal bin Farhan, ha dichiarato che gli attacchi lanciati dall’Iran ai paesi del Golfo hanno distrutto qualsiasi fiducia con Teheran. “Quel poco di fiducia che c’era prima è stato completamente distrutto”, ha detto Faisal alla stampa al termine del vertice tenuto a Riad con gli omologhi dei paesi arabi e islamici sul conflitto in corso. “Quindi, quando questa guerra finirà, ci vorrà molto tempo perché si possa ricostruire la fiducia. E devo dirvi che, se l’Iran non si ferma immediatamente, credo che non ci sarà quasi nulla che possa ristabilire quella fiducia”, ha aggiunto il ministro.
09:45
Drone contro una seconda raffineria in Kuwait
Una seconda raffineria appartenente alla compagnia petrolifera nazionale del Kuwait è stata incendiata in seguito a un attacco di droni, ha riferito oggi il Ministero dell’Informazione kuwaitiano. “Una delle unità operative della raffineria di Mina Abdullah, di proprietà della Kuwait National Petroleum Company (KNPC), è stata presa di mira da un attacco di droni, provocando un incendio sul posto”, ha dichiarato il ministero. Anche l’altra raffineria della compagnia, Mina Al-Ahmadi, era stata colpita in precedenza da un drone, causando un incendio.
09:32
Riad: drone ha colpito la raffineria Samref nel porto di Yanbu
Un drone si è schiantato contro la raffineria saudita Samref, situata nella zona industriale di Yanbu, sulla costa del Mar Rosso, e “la valutazione dei danni è in corso”, ha dichiarato questa mattina il ministero della Difesa saudita. Il ministero aveva precedentemente affermato di aver intercettato un missile balistico diretto al porto della città. La raffineria Samref è di proprietà del colosso petrolifero saudita Aramco e della Mobil Yanbu Refining Company Inc., una filiale di ExxonMobil.
09:25
Attacco di droni su Tel Aviv
Un attacco di droni iraniani su Tel Aviv ha danneggiato un edificio senza fare vittime. Secondo fonti citate dal Times of Israel, gli abitanti della zona hanno udito una forte esplosione.
08:47
Crosetto: ad Hormuz flotta con bandiera Onu
“Una flotta europea sarebbe percepita come una flotta Nato, quindi come una flotta che entra in guerra a fianco degli Stati Uniti e Israele. Invece la bandiera Onu va innalzata. Una flotta che metta insieme Europa, Cina, Asia, India e tutti i Paesi del mondo”. Queste le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, intervistato stamane ad ‘Agorà’, su Rai Tre, condotto da Roberto Inciocchi.
08:36
Crosetto: “Rischio terrorismo, centinaia le cellule dormienti iraniane”
“Attacchi diretti all’Italia da parte dell’Iran non sono in questo momento presi in considerazione. Il tema è invece il terrorismo. Le cellule dormienti iraniane sparse nel mondo sono calcolate in centinaia, persone attivabili in qualunque momento per un atto di terrorismo. Sono dormienti da anni e collocati un po’ in tutto il mondo. Questo è un problema più grosso”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto a Rtl 102.5.
07:07
Reuters: “Trump valuta invio di migliaia di soldati Usa”
L’amministrazione Trump sta valutando l’invio di migliaia di soldati americani in Medio Oriente. Lo riporta Reuters sul proprio sito, sottolineando che una delle opzioni discusse è l’invio di forze di terra sull’isola di Kharg. Un’altra alternativa è il dispiegamento di truppe lungo le coste dell’Iran per assicurare il passaggio sicuro dello Stretto di Hormuz. L’amministrazione sta anche valutando la possibilità di dispiegare forze per mettere al sicuro l’uranio arricchito iraniano.
06:52
Trump: “Israele non colpirà più giacimento di South Pars”
Israele non colpirà più il giacimento di gas iraniano di Souith Pars, ma se Teheran dovesse cercare vendetta per l’offensiva di ieri, sperimenterà la forza della punizione statunitense. Lo ha assicurato Donald Trump all’indomani del raid dello Stato ebraico sul più importante giacimento di gas del mondo. “Spinto dalla rabbia per quanto accaduto in Medio Oriente” ha scritto il presidente Usa su Truth, “Israele ha attaccato violentemente un importante impianto, il giacimento di gas di South Pars in Iran. Una sezione relativamente piccola dell’intero impianto è stata colpita”. “Gli Stati Uniti non sapevano nulla di questo attacco” ha aggiunto Trump smentendo quanto poco prima affermato da fonti della sua amministrazione, “e il Qatar non è stato in alcun modo coinvolto, né aveva idea che sarebbe accaduto. Sfortunatamente, l’Iran non era a conoscenza di questo, né di alcun altro fatto rilevante relativo all’attacco a South Pars, e ha ingiustificatamente e slealmente attaccato una parte dell’impianto di gas naturale liquefatto del Qatar”.
06:48
Trump: distruggeremo giacimento di gas iraniano se Teheran attaccherà di nuovo il sito del Qatar
Il presidente americano Donald Trump ha minacciato di distruggere l’enorme giacimento di gas iraniano di South Pars se Teheran dovesse attaccare nuovamente l’importante impianto di produzione di gas naturale liquefatto (gnl) di Ras Laffan in Qatar.