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Valentina Marotta e Antonella Mollica
Vasile Frumazache ha risposto alle domande del legale: «Amo mia moglie ma cercavo sempre esperienze sessuali a pagamento. Ana Maria mi rifiutò perché ero rumeno, Maria Denise mi ricattò, così le ho uccise»
«Ho ucciso Maria Denise Paun per paura, invece Ana Maria Andrei perché mi disprezzava». Per un’ora e venti Vasile Frumazache ha risposto alle domande del difensore, Diego Capano ricostruendo, tra molti non ricordo, le circostanze in cui ha ucciso le due escort. Fu lo stesso vigilantes di origine romena a confessare nel corso delle indagini di aver ammazzato le due connazionali Ana Maria Andrei, 27 anni, a Montecatini Terme nell’agosto 2024 e Maria Denisa Paun a Prato nel maggio 2025.
In aula presente anche la moglie arrivata dalla Sicilia. Racconta della sua infanzia, ultimo di tre figli, e dei maltrattamenti subiti dal padre: «non lo vedo da venti anni». Ricorda del suo arrivo in Italia nel 2008 dopo essere stato abbandonato: «Purtroppo non ho potuto studiare e ho iniziato a lavorare». Prima l’impiego da bracciante in Sicilia, il matrimonio, il trasferimento nel pistoiese e la nascita dei due figli.
«Con mia moglie andava tutto bene contrariamente a quanto era accaduto nelle mia famiglia di origine in cui tutto era andato a rotoli. Eppure ricercavo esperienze sessuali a pagamento in maniera abitudinaria. Andavo sui siti pornografici quasi tutti i giorni: era un impulso che non riuscivo a controllare. Sapevo che era sbagliato così poi mi coglieva il senso di colpa. Ma poi ricominciavo».
Ha spiegato di aver contattato solo tre escort, tra cui le due donne. Una sera del luglio 2024 è solo in casa, la moglie e i bimbi sono in Sicilia, quando contatta Andrei. Si ritrovano a Montecatini e si spostano in auto in un posto appartato per consumare un rapporto sessuale. «Voleva sapere se fossi italiano, quando le ho detto che ero romeno, ha cambiato idea. Le facevo schifo. Ho provato a persuaderla: “sono un ragazzo pulito”. Ho tentato di trattenerla , ma lei è uscita dalla vettura e l’ho inseguita perché volevo farla ragionare. Ho il vago ricordo di averla accoltellata, di averla colpita al collo. Quando ho visto che non si muoveva più ho capito che era morta. Poi sono rimasto seduto per terra fino al mattino, a vegliarla».
Perché lo ha fatto? «Sono state le sue parole, il disgusto che provava per me», risponde al difensore.
Poi racconta l’incontro con Denisa Paun. La sera del 15 maggio 2025 la contatta e poi l’appuntamento nel residence a Prato. «Prima abbiamo parlato: le ho raccontato del mio lavoro e del matrimonio. Dopo il rapporto sessuale mi ha chiesto soldi in cambio del silenzio: se le avessi consegnato 10 mila euro non avrebbe riferito a mia moglie del nostro incontro. Pensavo fosse uno scherzo ma ha insistito. Ho perso la testa e l’ho aggredita. L’ho fatto per paura di perdere la mia famiglia».
Poi l’ha portata via con la valigia, nel garage di casa. Ha preso anche i due trolley e i due cellulari della donna. «La mattina ho accompagnato i bimbi a scuola e poi ho decapitato Denisa. Non so perché l’ho fatto». Poi Frumuzache aggiunge: «Ho sempre sentito dentro di me delle voci, ma non saprei dire se le ho sentite anche nel momento in cui ho ucciso. Come se qualcuno mi dicesse che la mia vita non ha senso».
Frumuzache ha inoltre spiegato il motivo per cui ha tentato la fuga dal carcere di Sollicciano lo scorso 4 febbraio: «Volevo proteggere la mia famiglia. Nel corso della prima udienza il parente di una vittima in aula mi ha minacciato di morte mimando il gesto del taglio alla gola». Per questo il pm Luca Tescaroli ha chiesto la trasmissione degli atti in procura.
Sempre il procuratore ha contestato il reato di rapina in merito al denaro che, secondo quanto raccontato in aula dallo stesso Frumuzache, avrebbe portato via alle due escort dopo gli omicidi, 200 euro ad Ana Maria e 2 mila a Denisa, denaro trovato dentro un calzino nella valigia portata via dal residence Ferrucci.
L’avvocato difensore ha chiesto alla corte d’assise una perizia psichiatrica. La decisione sarà presa il 2 aprile.
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19 marzo 2026 ( modifica il 19 marzo 2026 | 17:39)
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