Dopo il 2-1 per la squadra di Vanoli al Franchi, arriva il bis in Polonia. Rakow a segno con Struski dopo 22″ della ripresa, il pari al 68′ con Ndour, poi la rete allo scadere del croato. Il 9 e 16 (in casa) aprile il doppio confronto con gli inglesi
Dopo lo Jagiellonia, anche il Rakow s’inchina alla Fiorentina. La Viola batte 2-1 un’altra squadra polacca dopo quella eliminata nei playoff di Conference e si qualifica con merito per i quarti di finale. Obiettivo centrato grazie alle reti di Piccoli e Pongracic, che hanno ribaltato lo svantaggio iniziale firmato da Struski a inizio ripresa.
riecco kean—
Vanoli un po’ a sorpresa si gioca la Conference con quasi tutti i titolari, risparmiando solo De Gea, Mandragora, Pongracic e Gudmundsson. In attacco torna Kean dal primo minuto (ultima apparizione nel ko di Udine, quando si fece male alla tibia). Tomczyk recupera in extremis Tudor in difesa e conferma il tridente Makuch-Brunes-Lopez, però il nipote di Igor è costretto a uscire dopo appena 18 minuti per una noia muscolare.
chance fagioli—
La Fiorentina è pericolosa all’alba e al tramonto del primo tempo. Dopo due minuti ottima iniziativa di Kean, che parte da centrocampo, sfonda a sinistra e calcia, ma il suo tiro viene murato da Svarnas e sulla ribattuta non riesce a colpire bene il pallone. A pochi secondi dall’intervallo invece altra scorribanda sulla sinistra, ma questa volta di Parisi (ancora tra i migliori) che serve Fagioli: tiro al volo respinto da Zych. In mezzo c’è un’altra chance per Kean (girata sporca su lancio di Fagioli) e un paio di tentativi del Rakow, con Makuch (anticipato da Ranieri) e Brunes (che calcia fuori). I padroni di casa tengono palla, pressano e spingono ma non calciano mai in porta. La Fiorentina è troppo orizzontale e non riesce a sfruttare le imbucate, come aveva fatto a Cremona, perché con Fabbian e Ndour al posto di Mandragora e Brescianini diminuiscono le imbucate.
cambi decisivi—
La ripresa inizia con una doccia fredda: gol del Rakow dopo pochi secondi, con Struski lasciato troppo solo da Ndour che piazza diagonale rasoterra di destro su cui Christensen è tutt’altro che impeccabile. La Viola accusa il colpo e fatica a reagire, Vanoli prova a dare la scossa mettendo Piccoli e Gosens al posto di Kean (che non gradisce e lo fa capire platealmente a Vanoli) e Fazzini, spostando Parisi alto a destra e Harrison a sinistra. Poche mosse che fanno la differenza, perché si vede subito un’altra Fiorentina, più aggressiva e propositiva. Harrison sulla corsia mancina rende meglio, Fabbian cresce e Parisi è imprendibile anche sull’altra fascia, non a caso da una sua caparbia cavalcata scaturisce il pareggio: al 23’ Ndour trova il colpo vincente con una leggera deviazione di Piccoli, entrato benissimo. Poco prima il centravanti aveva colpito il palo su cross di Gosens, altro innesto prezioso, e Parisi aveva costretto Zych a deviare in angolo.
var e ko—
La Fiorentina è carica e cerca con insistenza il raddoppio, ancora con Fagioli (ancora super Zych) ma rischia grosso al 38’ con un’uscita sconsiderata di Christensen su Brunes. Per l’arbitro è rigore ma l’intervento del Var fa tirare un sospiro di sollievo alla Fiorentina: gol annullato per simulazione della punta del Rakow, che si prende anche il giallo. Nei secondi finali c’è ancora spazio per il gol del neo entrato Pongracic, che sull’ultima azione approfitta dei polacchi tutti avanti alla disperata ricerca del 2-1 per segnare da centrocampo a porta vuota dopo essere stato imbeccato da Gudmundsson. E’ festa viola, che vola ai quarti dove sfiderà il Crystal Palace (ritorno in casa) e continua a sognare un’altra finale.
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Si parte dal 2-1 del Franchi arrivato dopo che i polacchi erano passati in vantaggio, punteggio ribaltato grazie alle reti di Ndour e Gudmundsson su rigore in pieno recupero. Si gioca a Sosnowiec, dove il Rakow Czestochowa disputa le partite di coppa. Nell’elenco dei convocati viola non figura Nicolò Fortini che sta smaltendo un problema muscolare oltre a Solomon ai box da tempo e a Rugani, Brescianini e Lezzerini esclusi dalla lista Uefa.L’unico dubbio dei polacchi riguarda l’impiego di Pienko, non al meglio fisicamente. Per il resto si dovrebbe vedere la solita formazione dell’andata.
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