di
Davide Stoppini

Succede di tutto nel derby italiano: rossoblu avanti 1-3, poi i gol di Malen e Pellegrini portano la partita ai supplementari. Ma alla fine la squadra di Gasperini si arrende

Se metti insieme le parole Bologna e Olimpico viene fuori per forza qualcosa di buono. Un anno fa la Coppa Italia alzata al cielo dopo 51 anni, stavolta una qualificazione meritata ai quarti di Europa League, potenza di un gol di Cambiaghi nel secondo tempo supplementare quando ormai i rigori parevano lo scenario più probabile. E invece no. E invece il derby è del Bologna, ai quarti ci va Vincenzo Italiano che il 9 e il 16 aprile affronterà l’Aston Villa. Ed è l’estrema sintesi di una partita che ha detto tutto e il suo contrario, che è uscita dalla logica almeno un paio di volte durante 120’ pazzi, in cui il Bologna s’è visto rimontare dal 3-1. 

Ma i rossoblu non hanno mai perso il filo del gioco, hanno sempre seguito lo spartito suggerito e studiato a tavolino. Non si può dire lo stesso della Roma, che si è aggrappata al cuore per arrivare oltre il 90’, ma è stata a lungo in difficoltà tecnica e tattica. E la sconfitta ora rischia di segnare in negativo il percorso di Gian Piero Gasperini: salutata la Coppa Italia, fuori dall’Europa League davanti agli occhi di Ryan Friedkin, in campionato il quarto posto pare un miraggio. La parola fallimento è forse prematura, ma certo le frizioni interne al club adesso sono destinate ad aumentare.



















































Nel primo tempo il Bologna ha giocato la partita che voleva, «basso» il giusto per intrappolare Malen e per poi distendersi in contropiede che è una meraviglia. E la Roma non ha tamponato mai le ferite, è andata in difficoltà sui tagli verso il centro di Rowe da una parte e di Bernardeschi dall’altro, mentre Castro impegnava nel lavoro sporco Ndicka. È così che è nato il primo gol del Bologna, con Rowe che sfondava dalle parti di Mancini e poi andava a chiudere centralmente nelle praterie di una difesa, quella giallorossa, che non è più quella di un tempo

Un ballo continuo, poche letture corrette, una Roma in balia degli eventi e pericolosa solo sui calci piazzati: prima la traversa di Pellegrini, subentrato a un Koné che evidentemente non avrebbe dovuto giocare (e infatti si è arreso dopo 20’), poi la testa vincente di Ndicka, al quarto gol nelle ultime cinque partite. Ma i disastri difensivi della Roma non erano mica finiti, il fallo da rigore commesso da El Shaarawy è un regalo che Bernardeschi ha scartato assai volentieri. Come a Natale, aspetta che ne arriva un altro: siamo al secondo tempo, Cristante e Ndicka di fatto hanno «costruito» il 3-1 del Bologna. 

Poi sono entrati in gioco gli allenatori. Gasperini s’è giocato la carta Vaz passando alle due punte: Malen meno solo, Lucumi e Vitik a quel punto più impegnati e la scintilla del giovane francese a procurarsi il rigore. Dall’altra parte Italiano ha invece scelto di rinunciare contemporaneamente a Castro e Rowe, i due migliori. Risultato? Bologna accartocciato e 3-3 di Pellegrini per i supplementari. Sforzo inutile, ci ha pensato Cambiaghi a staccare il biglietto per i quarti.

19 marzo 2026 ( modifica il 19 marzo 2026 | 23:53)