Non ha esitato a sfoderare «modalità aggressive» nei confronti di almeno due infermiere presenti in sala operatoria. E lo ha fatto «nel tentativo di intimidire il personale non medico che aveva partecipato all’intervento chirurgico».
Una condotta che si sarebbe consumata facendo leva «sulla propria preminenza gerarchica», per giunta nei confronti di quel personale infermieristico che «aveva correttamente posto in essere il proprio lavoro». Sono queste le ultime accuse mosse nei confronti del chirurgo pediatrico Guido Oppido, a leggere la richiesta di interdizione firmata dai pm che indagano sulla morte del piccolo Domenico Caliendo. Una ricostruzione che punta a fare chiarezza sull’intervento del 23 dicembre al Monaldi, con l’espianto del cuore nativo di Domenico, prima di verificare la qualità dell’organo donato a Bolzano, quello bruciato dal ghiaccio secco; ma anche su quanto avviene dopo, con il silenzio prolungato nei confronti dei genitori di Domenico e il tentativo di fornire una versione non veritiera dell’operazione svolta al Monaldi.