I carabinieri hanno individuato l’uomo che, nei giorni scorsi, ha imbrattato i muri di Masio, in provincia di Alessandria, con scritte e minacce contro il presidente del Torino Fc Urbano Cairo. Ha 72 anni, quattro in più del patron del club granata che si è detto molto dispiaciuto per i murales ingiuriosi e, da mesi, è criticato per la sua gestione della squadra. Si tratta del paese in cui risiedevano i suoi genitori. L’anziano tifoso ribelle, pensionato residente nel Torinese, è stato denunciato per deturpamento e diffamazione aggravata. 

L’arsenale di striscioni 

L’uomo aveva scelto la notte per entrare in azione, con bombolette e adesivi. Non ha fatto i conti con le telecamere di videosorveglianza, che lo hanno ripreso mentre deturpa diverse aree del paesino con poco più di mille abitanti. Nonostante l’età, sembra muoversi con agilità e rapidità, senza preoccuparsi del decoro del luogo. 
Le immagini non lasciano dubbi sulle sue responsabilità. Quando lo hanno riconosciuto, i carabinieri hanno anche eseguito una perquisizione a casa sua. Qui, hanno trovato i vestiti indossati durante il raid diffamatorio. In cantina, poi, hanno sequestrato molti striscioni che erano pronti per essere appesi. Anche su questi, “ovviamente”, erano scritti a grandi lettere insulti e offese contro Cairo. 

Le frasi dell’anziano

Ecco alcune delle parole che il 72enne ha rivolto al presidente: “Cairo drogato”, “Cairo muori porco”, “Mamma e papà Cairo ti aspettano qui al più presto”, “Suicidati Cairo”, “Cairo nano di merda”, “Cairo sei già morto, “Cairo, che dio ti convochi”.

Considerano i carabinieri della stazione di Masio e della compagnia di Alessandria: “Le indagini hanno evidenziato l’efficacia del controllo del territorio e la capacità di risposta dell’arma di fronte a episodi che, anche se non sono violenti, ledono il decoro pubblico e l’onorabilità dei cittadini. Adesso proseguiranno nelle sedi competenti per l’accertamento definitivo delle responsabilità penali”. 

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