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Gaia Piccardi, inviata a Torun

Il Mondiale indoor scatta stasera con la finale diretta del triplo. La richiesta del d.t. La Torre alla vigilia: «Siamo un gruppo di carattere: chiedo ai ragazzi di dimostrarlo ancora»

Tra la casa di Copernico e l’arena oltre la Vistola, si annida il luogo del cuore dell’atletica italiana. Dalla Pomerania, il 6 marzo 2021 con l’oro europeo nei 60 di Marcell Jacobs (6”47 ritoccato l’anno dopo a Belgrado in 6”41, tuttora record continentale), partiva l’onda che avrebbe travolto l’Olimpiade di Tokyo.

Gli azzurri in gara venerdì 20 marzo



















































Al Mondiale indoor che scatta stasera con la finale diretta del triplo con Diaz e Dallavalle, tra i 26 celestini (13 uomini, 13 donne) convocati dal d.t. La Torre i campioni olimpici logorati dal tempo e dall’usura non ci sono. Ma l’atleta più giovane di tutta la rassegna veste azzurro: a 16 anni e 121 giorni Kelly Doualla da Sant’Angelo Lodigiano, campionessa europea Under 20, affiancherà sui blocchi Za Dosso, la prima donna italiana a scendere sotto la barriera dei 7” nei 60. È successo proprio al meeting di Torun il 22 febbraio (6”99 al pari della Alfred). La Polonia, è ufficiale, porta bene.

In vista dell’esame internazionale più importante della stagione, l’Italia continua a mutare: «A Torun, motivati dal gruppo di veterani di Tokyo, si fondono la new wave di Glasgow 2024 e il futuro rappresentato da Kelly» sottolinea La Torre. Insieme a Doualla, è stato sottoposto al rito d’iniziazione della matricola anche Oliver Mulas, ostacolista classe 2004. Ma se i leader della squadra che si confronterà con il mondo hanno 21 e 25 anni e al collo già medaglie pesantissime, Mattia Furlani e Nadia Battocletti (capitana con Dallavalle) al debutto al chiuso sui 3 mila, allora comprendiamo la richiesta del d.t. alla vigilia: «Siamo un gruppo di carattere: chiedo ai ragazzi di dimostrarlo ancora».

La gara più qualificata del Mondiale sarà il lungo, una piccola Olimpiade indoor in cui Furlani oro iridato al chiuso e all’aperto dovrà confermarsi dopo Nanchino e Tokyo al cospetto del totem Tentoglou e contro rivali che ormai conosce bene (c’è Saraboyukov che l’anno scorso all’Europeo di Apeldoorn lo beffò di un centimetro): Mattia, che ha debuttato con 8,33 a Parigi a gennaio e quest’anno sogna di mettersi alla prova sui 100 («Ho solo due piedi sennò farei anche alto e sprint…»), non teme nessuno: «Sognavo questi palcoscenici, l’obiettivo del 2026 è difendere tutti i titoli già vinti». Larissa Iapichino, atterrata ieri, si presenta con la seconda misura stagionale: 6,93 stampato nella sabbia di Ancona, 4 cm in più della portoghese De Sousa che all’Europeo di Roma fu terza dietro Larissa. Nessuna delle lunghiste in gara ha mai vinto un Mondiale in sala: il sogno è eguagliare mamma Fiona (che è qui) a Parigi ’97.

Ma gli assi da medaglia non mancano. «Schieriamo due leader mondiali — dice La Torre —. Dopo il bronzo di Glasgow e l’argento di Nanchino, Dosso vuole scalare un’altra posizione e prendersi l’oro. Fabbri nel peso dovrà marchiare a fuoco la pedana». A Simonelli viene chiesto di tornare a ballare il reggaeton tra gli ostacoli; Battocletti, che si mette in gioco con coraggio cercando di uscire ancora una volta dall’ombra dell’Africa (Hailu e Baweke from Etiopia) per riportare l’oro del mezzofondo in Europa dopo 25 anni, indica la strada. L’Italia che non ha più paura del pianeta invita Kelly Doualla all’università dell’atletica. Correre senza pressione, e col sorriso, è la sua missione. A Los Angeles 2028 non avrà ancora 19 anni. Ma è presto per parlarne.

20 marzo 2026 ( modifica il 20 marzo 2026 | 08:33)