di
Pierfrancesco Catucci
Paola Egonu e compagne fuori dalla Champions League: perdono il ritorno 3-2 a Istanbul in casa del Vakifbank di Giovanni Guidetti pagando anche un quinto set con troppi errori
Si chiude ai quarti di finale la Champions League della Numia Vero Volley Milano che perde il ritorno 3-2 a Istanbul in casa del Vakifbank di Giovanni Guidetti. Una Milano che per un set e mezzo sembra avere la possibilità di firmare la grande rimonta, ma che poi si spegne, non riesce più a tenere quel ritmo e gioca un’ottima pallavolo solo a sprazzi. Un po’ come era successo all’Allianz Cloud una settimana fa, quando le ragazze di Lavarini andarono avanti 2-0 dopo due set giocati a ritmi forsennati con una Paola Egonu spaziale e poi si lasciarono rimontare fino al 3-2 finale per le turche. È questo il grande rammarico del doppio confronto, l’ennesimo di una stagione in cui la squadra di Lavarini ha sprecato tante occasioni dopo la grandissima gioia di ottobre per la vittoria sulla corazzata Conegliano in Supercoppa italiana.
Ora c’è da tornare a guardare alla corsa scudetto, dopo lo splendido successo ottenuto in gara 1 della serie di semifinale playoff in casa della Savino del Bene Scandicci (che ieri ha fra l’altro eliminato meritatamente il Fenerbahce di Alessia Orro e ha conquistato l’accesso alla seconda final four di Champions League consecutiva). Domenica alle 15 all’Allianz Cloud di Milano c’è gara 2 per provare a indirizzare la serie che si gioca al meglio delle tre vittorie.
Servirà una Numia Vero Volley più determinata di quella vista ieri a Istanbul, una squadra solida per lunghi tratti, ma anche poco cattiva quando c’era da tenere alto il ritmo e affondare il colpo. Il primo set è un po’ la cartina al tornasole (con Milano avanti 22-20 che subisce cinque punti di fila): con qualche dettaglio in più, a cominciare dal muro e dal gioco al centro poco sfruttato, si sarebbe potuto indirizzare diversamente la sfida. Esattamente come le ragazze di Lavarini fanno nel secondo parziale: crescono a muro (nessuno nel primo set, 6 nel secondo) e limitano gli errori diretti (da 10 a 4). E questi dettagli, in una partita così importante e tirata, fanno tutta la differenza del mondo. Milano cresce nella fase di break point (nei punti giocati sui propri turni di servizio) anche grazie a una difesa più efficace e si prende il set. Ma poi crolla di nuovo quando deve azzannare le avversarie nel terzo parziale, rimonta nel quarto e cade definitivamente dopo averla ripresa per l’ennesima volta nel tie-break, con troppi errori nel momento decisivo.
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20 marzo 2026
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