Roma – Lui, Giorgio Capitta, 25 anni, deejay alla consolle con il nome d’arte Dymsa, tiene la sua vita privata lontana dai social. Lei, Sole Galanti, professione stylist e brand consultant, è nel team che cura i look delle apparizioni tv e l’immagine sulle copertine dei magazine della futura suocera, già diva più amata dagli italiani. C’è aria di festa in casa di Lorella Cuccarini. Stando alle indiscrezioni del settimanale Chi il figlio minore della ballerina scoperta da Pippo Baudo, ora professoressa di Amici sotto la preside Maria De Filippi, sarebbe pronto a convolare a nozze con la compagna Sole Galanti. Se i rumors venissero confermati, sarebbero le prime nozze nella numerosa famiglia Cuccarini-Capitta.

Lorella Cuccarini con i figli gemelli Chiara e Giorgio e Sole Galanti
Lorella Cuccarini è sposata dal 1991 con Silvio Capitta, il arte Silvio Testi. Quattro i figli della coppia: oltre ai piccoli di casa, Giorgio e la gemella Chiara (nati nel 2000), ci sono Sara (1994) e Giovanni (1996). “Non siamo la famiglia del Mulino Bianco. Ci sono stati periodi difficili, lutti, liti e scontri, ma io e mio marito camminiamo insieme. Abbiamo sempre avuto un grande senso del matrimonio. Ci vuole pazienza, rispetto, per comprendere i difetti e amare i pregi”, aveva confessato Lorella Cuccarini a Vanity Fair.
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In un’intervista su Gente la scorsa estate, la conduttrice aveva parlato con grande calore del rapporto con i figli: “Ogni giorno mi danno uno slancio e una spinta unici. Con loro torno ragazza. Ora sono grandi, ma ogni tanto ritrovo nei loro sguardi le espressioni di quando erano piccoli. Poi penso al percorso, a quanta strada abbiamo fatto insieme, e mi emoziono. Non sono una mamma amica, ma una mamma e basta, con regole da rispettare, con dei no detti per il loro bene, soprattutto quando erano piccoli, seguendoli in ogni passaggio. Con loro ho fatto tesoro degli insegnamenti di mia madre, seria, rigorosa, equilibrata, ma ho aggiunto un po’ di abbracci, che per me non sono stati molto frequenti”.
Non sono una mamma amica, ma una mamma e basta, con regole da rispettare

Lorella Cuccarini con il figlio Giorgio e Sole Galanti
La famiglia? “Per me è tutto. Il porto sicuro in cui ricaricarmi, sfogarmi, riempirmi dell’amore sincero dei ragazzi e di mio marito”, ha detto Lorella. E ora la famiglia si allarga. Sole Galanti è un nome noto nel mondo della moda: da stylist e brand consultant ha curato i look di molte donne di spettacolo. La rivista Chi non ha rivelato altri dettagli su data e location delle nozze: si vedrà.

Pippo Baudo e Lorella Cuccarini
Scoperta da Super Pippo nazionale, Lorella Cuccarini è stata lanciata su Rai1 con Fantastico, il varietà del sabato sera anni Ottanta. “La più amata dagli italiani” dopo aver posato in cucina per uno spot, la ballerina era poi passata a Mediaset (allora Fininvest) nel 1987 seguendo il suo pigmalione e l’anno dopo era entrata nel cast di Odiens di Antonio Ricci (la sigla del programma, “La notte vola”, è un tormentone da allora). Nel curriculum ci sono poi decine di show, da Paperissima a Buona Domenica, e un Festival di Sanremo da co-conduttrice accanto a Pippo Baudo, era il 1993. Nel 2011 Lorella Cuccarini è stata insignita dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Lorella Cuccarini con il figlio Giorgio e la sorella gemella Chiara
In una bella intervista a Il Giorno, nell’ottobre scorso, aveva raccontato: “I 60 anni? I miei figli hanno avuto pietà e non hanno messo il numero sulla torta. È stata una festa bellissima, perché non ho organizzato un evento mondiale. Stanno lì, sono 60. Anche se non me li sento, ci sono. Non posso più nasconderli”. Che bimba era, la piccola Lorella? “Timida, estroversa, disciplinata. Molto attiva, come oggi. A tre anni, mi raccontava mia madre, già organizzavo i miei spettacoli in camera. Essendo timida, non li facevo davanti agli altri però volevo il mio pubblico e quindi posizionavo tutte le mie bambole e allo specchio facevo spettacolo, cantavo, ballavo. Sono cresciuta con i grandi spettacoli del sabato sera”.
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E a scuola? “Sono sempre stata una brava studentessa: portata per le lingue, andavo bene anche in italiano. Mia mamma diceva che “la scuola era pane per il nostro cervello”, la prendevo con grande serietà. Parallelamente seguivo la mia passione: invece di un liceo che mi avrebbe tolto troppo tempo ho scelto un corso come operatrice turistica. Quando presi la maturità ero già incinta, mi presentai all’esame col pancione, credo di aver fatto anche un po’ di pena… Ma avevo studiato e feci un buon esame”.
Quando presi la maturità ero già incinta, mi presentai all’esame col pancione
Gli incontri che ti cambiano la vita. Il primo: Raffaella Carrà. “Con la scuola di danza ebbi l’opportunità di partecipare a una coreografia con lei in tv. Non ci parlai, cantò con noi e se ne andò ma quando la vidi entrare in studio ebbi quasi uno svenimento, come se avessi visto la Madonna, e poi a casa un attacco d’orticaria: mi riempii di bolle, era stata talmente tanta l’emozione… Fu il mio primo lavoro televisivo. Avevo 12 anni”.
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Il secondo, come detto: Pippo Baudo. “È stata un’altra persona fondamentale per me, mi selezionò lui per Fantastico, mi ha insegnato moltissimo con l’esempio. Ricorderò sempre un momento che fu decisivo per capire il rapporto fra me e lui. L’ultimo giorno di registrazione i ragazzi del balletto organizzarono una cena per la fine delle riprese. Io facevo una vita molto rigorosa, concentrata sul lavoro, ma decisi di andare perché mi sembrava anche brutto non partecipare. Tornando a casa facemmo un incidente in auto, mi ferii alla fronte, quaranta punti fra interni ed esterni, insomma una tragedia… Passai la notte in ospedale, pensando che tutto fosse finito, anche se non era colpa mia. Poi Pippo mi chiamò e il suo primo pensiero fu mandarmi da un chirurgo estetico per controllare la cicatrice. Il giorno dopo mi presentai in conferenza stampa con occhialoni e benda, e lui mi fece una ramanzina incredibile che non dimenticherò mai, ma fu la dimostrazione che ci teneva. In seguito mi disse: ‘D’ora in avanti, però, mi raccomando, dedicati solo al lavoro’. Così feci”.
