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Gaia Piccardi, inviata a Torun (Polonia)

L’atleta azzurro si conferma campione, prima medaglia per l’Italia: conquista l’oro con il 17,47 al primo tentativo

La prima carta calata dall’Italia al Mondiale indoor, è già un asso pigliatutto. 364 giorni dopo il trionfo a Nanchino, Andy Diaz si conferma il miglior saltatore di triplo al coperto. Vince la finale di Torun già al primo salto, conservando il meglio per il resto di una stagione che non avrà più rassegne internazionali come questa, e poi gestendo con mestiere i tentativi di ritorno degli avversari, subito frustrati. La prima medaglia azzurra in Polonia è del metallo più pregiato, ed è solo la giornata inaugurale. Ad maiora.

Il salto d’apertura è una dichiarazione di aperta ostilità: 17,47 con una smorfia di disappunto e un’occhiataccia a coach Donato. Come a dire: sono capace di ben altro (miglior prestazione al chiuso, infatti, 17,80). Il resto del mondo, il giamaicano Scott (17,29) e l’algerino Triki (17,17) si accoda. Apre timido Andrea Dallavalle, argento mondiale e europeo all’aperto: il 16,34 del primo salto è una misura che non lo rappresenta affatto. Con il secondo salto, la gara non svolta: Diaz regala addirittura 45,9 cm all’asse di battuta, atterrando nella sabbia a 16,91 m, gli altri fanno peggio e rimane in testa; Dallavalle si migliora (16,88) ma non basta. Il campione del mondo in carica prova a darsi una scossa: rinfila la tuta (proteste social per la maglia da gara della Nazionale, firmata dal nuovo sponsor, giudicata – non senza ragione – troppo poco azzurra…), si tira il cappuccio sulla testa per schiarirsi le idee, salta un turno e rimane a guardare i rivali, tra cui il compagno di squadra, i cui progressi non sono rilevanti (16,90). Il quarto salto è riservato ai primi dieci. Diaz rientra in gara mentre Dallavalle è settimo: 17,08 è una regressione, non la svolta. Ma nessuno supera 17,47: Scott e Dos Santos sono nulli, Triki è mediocre.



















































E’ una gara a eliminazione: al quinto salto accedono i primi otto. Scott e Triki sono cartucce bagnate (17,31 e 17,26), Dallavalle incerottato non decolla e resta fuori dal taglio degli ultimi sei (finirà settimo). Per Diaz è il momento di blindare la medaglia. Le ultime minacce, il cubano Martinez e il brasiliano Dos Santos, sono voci sullo sfondo. L’ultimo hop-step-jump avrebbe dovuto essere la firma sul Mondiale e invece è un nullo: con l’oro già in tasca dopo l’inutile rincorsa di Scott, Andy può avvolgersi nel tricolore. E’ la quarta medaglia, da quando è stato naturalizzato italiano: tranne al Mondiale di Tokyo, è sempre salito sul podio. Europei e Mondiali indoor, Olimpiade. Certo 17,47 non è la misura che sognava, ma comunque vale la leadership stagionale. A volte bisogna sapersi accontentare, anche di un oro mondiale.

20 marzo 2026 ( modifica il 20 marzo 2026 | 21:37)