La «Torre dei Moro» andò a fuoco il 29 agosto 2021 in via Antonini. Assolto Alberto Moro. La Procura aveva chiesto dodici condanne
Assolto l’imputato eponimo della «Torre dei Moro», condannati a pene da 8 mesi a 3 anni quasi tutti gli altri imputati del rogo appunto del grattacielo «Torre dei Moro» che il 29 agosto 2021 in via Antonini 32 soltanto per miracolo non finì come alla «Grenfell Tower» di Londra nel 2017, e cioè con 72 morti, ma «solo» con la rovina di 26 appartamenti, la distruzione di 13 auto e la fuga precipitosa dei condomini mentre dalle facciate in una scena apocalittica volavano sino a 50 metri d’altezza oltre 1.400 pannelli infuocati. Un inferno propagatosi lungo i pannelli Larsen PE con anima in polietilene tra due sfoglie di alluminio, usati per ricoprire le 14 tonnellate dell’edificio benché senza valide classificazioni al fuoco e anzi ultracombustibile, difformi dal pannello Larsen FR che sarebbe invece stato più resistente al fuoco, in una differenza di costo di 95 centesimi al metro quadrato; materiali, altamente infiammabili e «privi di qualsivoglia certificazione», che per la pm Marina Petruzzella trasformarono il grattacielo in «una torcia» a causa dei «macroscopici vizi di progettazione ed esecuzione».
Ora la traduzione giuridica è la sentenza di primo grado che condanna 9 dei 13 imputati a pene a volte dimezzate rispetto alle richieste della Procura, soprattutto a seguito della concessione delle attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti. La giudice monocratica della VI sezione del Tribunale di Milano, Amelia Managó ha condannato a 3 anni (anziché 8) il legale rappresentante della produttrice spagnola Alucoil dei pannelli, Teodoro Martinez Lopez, e il manager delle vendite estere Borja Curruca Ybbarra, insieme (2 anni e mezzo) al partner italiano Giordano Cantori (della Cantori Alluminio srl di Osimo) e al subappaltatore «facciatista» Ettore Zambonini. La legale rappresentante della società Polo srl committente la costruzione del palazzo, Stefania Grunzweig, ha avuto 8 mesi, mentre 2 anni sono andati responsabile dell’antincendio Giampaolo Leoni e al direttore dei lavori Orio Delpiano. Un anno e mezzo a Gianpaolo Cremaschi, dell’ufficio acquisti Polo srl, e un anno a Massimo Mastrocinque, direttore tecnico della ZamboninI spa, i cui design manager, progettista esecutivo sui pannelli e capo ufficio commerciale (Roberto Molinari, Federico Corpieri e Giuseppe Maria Tortini) sono invece stati assolti. Come pure assolto è stato il venditore degli appartamenti (e marito di Grunzweig) Alberto Moro, dopo la morte del legale rappresentante della società Moro Costruzioni spa realizzatrice dell’edificio, Roberto Moro. Una assoluzione non scontata per Alberto Moro (difeso dall’avvocato Gian Paolo Del Sasso), che nel dicembre 2022 aveva anche subìto un sequestro conservativo fino a 25 milioni di euro nell’ambito di un contenzioso civile tra il condominio e l’assicurazione. In udienza preliminare erano già stati prosciolti due funzionari dei vigili del fuoco, il geometra di cantiere, e un altro dipendente della Zamboni i spa. «È importante l’affermazione di responsabilità, la pena poi ha un rilievo certamente non secondario ma relativo», commenta in aula la pm.
20 marzo 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA