In base all’evoluzione del prossimo mercato, Chivu potrebbe valutare di inserire qualche novità specialmente dietro: una retroguardia a 3 decisamente più fluida rispetto agli ultimi anni con Inzaghi e Conte


Gregorio Spigno

Giornalista

20 marzo – 17:39 – MILANO

Il 3-5-2 è un bel vestito fatto su misura per l’Inter. Il sarto originario era stato Antonio Conte, che dopo la parentesi biennale di Luciano Spalletti sulla panchina nerazzurra aveva apportato pesanti e proficue modifiche alla formazione interista. A sua volta, Simone Inzaghi aveva proseguito sul solco tracciato dal tecnico del Napoli e dopo di lui Chivu, che nonostante originariamente avesse idee leggermente diverse ha preferito non rivoluzionare un modulo ed una squadra che bene o male hanno sempre funzionato. Però il disegno dell’attuale allenatore nerazzurro prevedeva l’inserimento di un centrocampista muscolare in più (Manu Koné) e di un attaccante capace di accendere la luce quando magari sulla ThuLa si sarebbe insediato qualche nuvolone (Lookman). Dal mercato dell’estate scorsa, però, nulla di tutto ciò è arrivato e così Chivu ha scelto anche per mancanza di alternative di rinviare anche solo mezze rivoluzioni. E a proposito di rivoluzioni, una potrebbe arrivare già tra qualche mese.

varietà—  

Concetto inattaccabile: da buon allenatore, Cristian Chivu si è adeguato ai mezzi che aveva a disposizione e non ha invece provato ad adattare a loro volta gli interpreti alle sue idee. Quindi consolidato il 3-5-2. Ma il passato del tecnico dice che fin dalle giovanili il credo tattico del rumeno sarebbe ben distante dal modulo “contiano”. Chivu ha avviato il suo percorso puntando su un 4-3-1-2 con Under 17 e Under 18 nerazzurra, è passato al 4-2-3-1 con l’Under 19 per poi virare convintamente, in Primavera, al classico 4-3-3. Lo stesso modulo che ha utilizzato non appena ha raggiunto la Serie A con il Parma, salvo poi adattarsi al 3-5-2 per regalare un po’ di solidità in più ad una squadra che doveva maledettamente raggiungere la salvezza. Il passato è passato, sì,  ma spesso i dogmi tattici non si dimenticano. E così potrebbero tornare anche in futuro.

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eventualità—  

Se dal prossimo mercato dovessero arrivare almeno alcuni dei nomi che circolano oggi (Vicario, Muharemovic, Solet, Palestra, Koné), ecco che quindi Chivu potrebbe tornare ad adattarsi agli interpreti . E discostarsi a quasi 10 anni di distanza dal 3-5-2 interista. Soprattutto in difesa, perché Palestra nel Cagliari fa l’esterno a tutta fascia ma nasce terzino destro puro, perché dall’altra parte del campo Dimarco potrebbe tornare al suo ruolo originale qualche metro più indietro rispetto ad oggi, perché Muharemovic – considerato tra gli alter ego perfetti di Bastoni in caso di affondo del Barcellona per l’ex Atalanta – è anche lui abituato a giocare in una linea composta da quattro interpreti. Scenari ad oggi certamente prematuri, che però basandosi sui nomi che la dirigenza nerazzurra sta sondando nelle ultime settimane assumono una certa concretezza. Considerando pure il passato da allenatore di Chivu. La rivoluzione non è ancora cominciata, e togliersi di dosso il 3-5-2 che tanto bene “fitta” sugli interpreti interisti sarebbe certamente per coraggiosi. Ma chissà: come Conte ha riportato l’Inter a vincere rompendo col passato, magari succederà ancora.