I friulani di Runjaic tornano al successo, scavalcano il Sassuolo e si piazzano al 10° posto. Padroni di casa battuti dopo aver colpito nel primo tempo la traversa con Malinovskyi e Colombo
Il calcio, si sa, sa essere un gioco beffardo. L’Udinese espugna Marassi con due lampi improvvisi, dopo un’ora di dominio rossoblù. Il Genoa crea tanto, soprattutto nel primo tempo, prende due legni e sfiora più volte il vantaggio. Poi l’Udinese passa e mette la freccia. A Marassi finisce 0-2: apre Ekkelekamp al 65’ – servito da una palla meravigliosa di Zaniolo -, chiude Davis in contropiede allo scadere. Dieci gol in campionato per la punta inglese. La squadra di Runjaic ha dimostrato di saper soffrire, ha rischiato a più riprese di andare sotto e poi l’ha vinta con cinismo. E oggi si gode il decimo posto, a quota 39.
i gol—
A Marassi dopo un’ora si accende la lampadina del dieci. Zaniolo, in difficoltà fino a quel momento, si inventa la giocata che stappa la partita e ne cambia punteggio e andamento. Quinto assist in campionato per il fantasista. Il trequartista ospite legge il grande inserimento di Ekkelekamp, che arriva in terzo tempo e punge per il vantaggio ospite. L’olandese è sbucato tra Ostigard e Vasquez e ha sorpreso tutti, gelando il pubblico di casa. Un lampo che arriva dal nulla, alla prima vera occasione della partita per la squadra di Runjaic. Nel finale, invece, ecco il colpo del ko. Davis in pieno recupero scappa in contropiede e infila Bijow di forza. Quel che basta per portare a Udine l’intero bottino. E la salvezza.
Traverse e pressing—
La squadra di De Rossi l’ha interpretata bene fin dall’inizio. Pressing alto, intensità e tanta voglia. L’Udinese è parsa quasi arrendevole, lasciando sempre il pallino del gioco ai rossoblù. Che infatti nel primo tempo hanno dominato. Frendrup è ovunque, recupera e fa ripartire, Malinovskyi dipinge col mancino e crea. Al 24’ l’ucraino pesca una clamorosa traversa con una punizione dalla sinistra: la palla parte altissima per poi abbassarsi improvvisamente in picchiata. Okoye può solo guardare e sperare. E gli va bene. Dieci minuti dopo, invece, il portiere nigeriano è strepitoso nel deviare sulla traversa un sinistro volante di Colombo. Il centravanti di casa lanciato nello spazio ancora da Malinovskyi, trova un grandissimo tiro a incrociare e viene fermato solo da un gran riflesso del portiere ospite e appunto dal legno. Ma in campo c’è solo una squadra. L’Udinese tira per la prima volta al 38’, con una conclusione di Zaniolo, smorzata da Frendrup. Anche la ripresa riparte così. Il Genoa si vede negare un rigore – prima assegnato da Collu e poi revocato – per un tocco di mano di Kabasele giudicato lungo il corpo e non innaturale. I rossoblù continuano ad attaccare, fino al vantaggio ospite. Un lampo che squarcia il cielo rossoblù e cambia tutto.
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Confusione e nervosismo—
Nell’ultima mezz’ora il protagonista è il nervosismo. Il Genoa, anche spinto dal solito straordinario pubblico, si riversa in avanti alla ricerca del pari. Lo fa, però, in modo confusionario, impreciso e non sempre lucido. Sono più le discussioni in campo che le occasioni. Tutt’altra storia rispetto al primo tempo. De Rossi toglie Messias e mette Baldanzi, cambia tutto l’attacco – butta dentro anche Ekhator ed Ekuban – ma la squadra rossoblù non riesce più a creare grandi pericoli, complice anche la stanchezza. Anzi, nel finale è l’Udinese a piazzare il colpo del ko. Davis, lanciato in contropiede, batte Bijlow e corre ad esultare sotto lo spicchio occupato dai suoi tifosi.
la sfida —
Squadre lontane dalla zona retrocessione (ma anche dall’Europa) e in buono stato di forma, pur essendo i friulani reduci dal ko con la Juve. Il Genoa è imbattuto da otto partite (4V, 4N) di campionato contro l’Udinese, vincendo le ultime quattro in ordine di tempo, dopo che aveva perso sei delle precedenti otto (2N); soltanto una volta, i rossoblù hanno messo in fila cinque successi consecutivi contro i friulani nel torneo, tra aprile 1993 e febbraio 2008.
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