di
Marco Bonarrigo
L’azzurro per due volte ha chiuso la Classicissima al secondo posto, nei pronostici della vigilia è tra i favoritissimi solo per dovere di cronaca: «Sto bene, la squadra è con me»
Gli strateghi gli concedono una sola tattica vincente: pedalare per 250 chilometri in modalità ibrida, blindato nella pancia del gruppo, senza consumare una frazione di watt più del necessario, poi tenere la ruota dei primi senza strappare e senza scoppiare sui Capi, sulla Cipressa e sul Poggio e infine scatenare i suoi 1.000 cavalli sull’Aurelia per asfissiare i Pogacar, i Van Der Poel e i Pidcock e arrivare solo al traguardo.
Filippo Ganna si è piazzato due volte secondo alla Sanremo (2023, 2025) ma nei pronostici della vigilia è tra i favoritissimi solo per dovere di cronaca. Con i suoi 80 e passa chili, spiegano diffidenti gli esperti, non può staccare Pogacar in salita, con le sue credenziali non può sorprendere i favoriti in fuga e non può vincere una volata anche se lo scorso anno non ci è andato lontano.
Se vuole vincere, Pippo deve sfruttare una qualità che possiede lui solo, strappare due minuti a 65 all’ora nei duemila metri finali, partendo senza che nessuno gli agganci e poi succhi la ruota, sapendo che se arriva alla base della discesa Poggio con i primi, tutti sapranno cosa aspettarsi. Difficile ma nel 2008, con la stessa prevedibile tattica, la Sanremo la conquistò un altro superbo cronoman, Fabian Cancellara.
A trent’anni, li compirà a luglio, Ganna potrebbe anche essere in pace con sé stesso: campione e medagliato olimpico, nove volte campione del mondo tra pista e strada, primatista dell’ora, vincitore di sette tappe al Giro. Ma lui non si accontenta e prima di pensare a un pensionamento anticipato («Non mi abituo all’idea, ma comincio ad essere tra i vecchietti del gruppo» dice) vorrebbe regalarsi la Sanremo o la Roubaix. «Ho un numero limitato di opzioni, è vero — ha spiegato — ma tranne Pogacar non è che gli altri ne abbiano di più. La mia speranza è che Tadej non stacchi Van Der Poel (altrimenti non ce ne sarà per nessuno) e che i due temporeggino come lo scorso anno. In quel caso, sia per partire al contrattacco che per sprintare mi serve più lucidità: sul Poggio ho faticato così tanto da non vedere più la strada. Sto bene, la squadra è con me».
Un italiano non vince la Sanremo dal 2018, quando trionfò San Vincenzo Nibali, salvatore del pedale azzurro. Un fuoriclasse che come Ganna ci ha fatto capire che i miracoli ciclistici esistono.
21 marzo 2026
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