di
Pierpaolo Sileri
Nella maggior parte dei casi si riconoscono alterazioni genetiche che si associano a un rischio aumentato da 2 a 6 volte nei familiari di I e II grado. Può essere indicato uno screening precoce con eventuale colonscopia
Ho letto che il tumore del colon sta diventando più frequente nei giovani adulti. Mia madre e mia zia da parte di mamma hanno avuto un tumore del colon. Ho 40 anni, faccio una dieta sana e non ho sintomi, cosa devo fare?
Risponde Pierpaolo Sileri, direttore Unità di Chirurgia colorettale, Ospedale San Raffaele, Milano
Il tumore del colon retto ogni anno in Italia colpisce circa 50mila persone, tradizionalmente nell’età avanzata ma è in aumento tra i 50 e i 55 anni e nei giovani adulti tra i 40 e i 50. Si tratta di un fenomeno che trova nei cambiamenti dello stile di vita e nell’alimentazione degli ultimi 20-30 anni una spiegazione. Consumiamo più carni, in special modo rosse, più zuccheri, più cibi processati e spesso riduciamo l’apporto di fibre, che invece sono protettive. La trasformazione neoplastica sarebbe quindi accelerata e il tumore insorge prima. Nel suo caso specifico la dieta sana immagino sia bilanciata, variegata, mediterranea e quindi anche con adeguato apporto di fibre e legumi, di per sé protettiva, non solo per tumori del colon.
Dolori e sanguinamento
Il non avere sintomi rientra purtroppo nelle caratteristiche di questo tumore, subdolo, silente che, partendo dal polipo adenomatoso cresce lentamente e si trasforma in tumore maligno nel corso di diversi anni. Per questo lo screening con il sangue occulto è fondamentale per una diagnosi precoce ancor prima della comparsa di sintomi evidenti. Il test del sangue occulto fecale è semplice da eseguire, offerto dal Servizio sanitario nazionale e poco costoso. Se risulta positivo è necessario eseguire una colonscopia. I sintomi evidenti come sanguinamento, stanchezza secondaria ad anemizzazione, dolori addominali o difficoltà nell’evacuazione dipendono dalla sede del tumore nel colon e dalla sua grandezza. Purtroppo tali sintomi, soprattutto nelle fasi iniziali, sono sovrapponibili ad altre patologie come il colon irritabile (dolori) o patologie proctologiche (perdite di sangue) e possono ingannare, ma la loro durata merita attenzione.
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Screening precoce
Nel suo caso, in assenza di sintomi, la familiarità appare essere l’unico fattore di rischio, non irrilevante essendo presente in circa una diagnosi ogni cinque. Nella maggior parte dei casi si riconoscono alterazioni genetiche che si associano a un rischio aumentato da 2 a 6 volte nei familiari di I e II grado. Esistono poi sindromi genetiche e poliposi familiari ereditarie nelle quali vengono trasmesse mutazioni genetiche con sviluppo di tumori già prima dei 40 anni, a volte con predisposizione ad altri tumori. Uno specialista sarà in grado di valutare il reale rischio attraverso l’analisi dei familiari colpiti anche da eventuali altri tumori. Stabilito il rischio, potrà essere indicato uno screening precoce con eventuale colonscopia, oltre alla consulenza genetica.
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20 marzo 2026 ( modifica il 20 marzo 2026 | 11:38)
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