I grigiorossi ritrovano la vittoria dopo 15 giornate e agganciano il Lecce. Fischiata nel finale la squadra di Cuesta

Effetto Giampaolo. La Cremonese esce dall’incubo, piega il Parma con una prestazione superba che nulla a che vedere col recente passato, aggancia momentaneamente il Lecce in classifica e torna a sperare nella salvezza. I grigiorossi riassaporano la vittoria dopo quindici turni, suturando la striscia di quattro sconfitte consecutive, seguendo il credo del nuovo corso che rianima e riempie di contenuti una squadra prostrata sotto tutti i punti di vista. Ne fa le spese il Parma, contestatissimo alla fine, e protagonista della peggiore recita stagionale. 

RIVOLUZIONE- Sbagliato immaginare una transazione graduale. Marco Giampaolo rivoluziona tutto: uomini, schema, metodo. La Cremonese del nuovo corso è tutta un’altra roba. In fase di possesso è 4-2-4 con Zerbin, Bonazzoli, Sanabria e Vandeputte largo a sinistra a formare la prima linea. E poi tanto possesso, meglio un giro palla in più che i lanci nel vuoto. Nessun uomo contro uomo, si avanza occupando spazi dentro a un sistema. Il Parma resta spiazzato, o meglio imprigionato in un piano partita che forse non si aspettava. Il brivido più grande lo offre Vandeputte che si fa tutto il campo e chiama Suzuki a una super respinta. E poi Bonazzoli che è anche il vero regista: rovesciata fallosa con palla alta, e pure il gol raccogliendo una palla contesa di Zerbin, ma quest’ultimo è in fuorigioco. Gli emiliani si vedono solo con una girata estemporanea di Pellegrino. Blocco troppo basso e una dannata fatica a ripartire e verticalizzare. Pellegrino e Strefezza sono slegati dal contesto. All’intervallo piovo fischi sui padroni di casa, in balia dei grigiorossi. Urgono correttivi da parte di Cuesta. 

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SOLO GRIGIOROSSO- Il tecnico del Parma inserisce Nicolussi Caviglia e Oristanio passando al 4-2-3-1, prima però va sotto. Il rinvio sbilenco di Britschgi, il peggiore in campo, regala la palla a Maleh che da trenta metri fa partite un siluro che Suzuki neanche vede. Il coraggio e l’abnegazione della Cremonese è meritatamente premiata, mentre un assetto teoricamente più offensivo con Oristanio, Ondrejka e Strefezza dietro a Pellegrino non sbrina gli emiliani, sempre scolastici nel portar palla e senza idee. Giampaolo quindi indovina i cambi per piazzare il colpo che vale il match: Vardy e Payero sostituiscono le due punte Bonazzoli e Sanabria disegnando un 4-4-2 più attento ma mai passivo. Il raddoppio di Vandeputte va diviso con l’intuizione dell’ex Leicester. Vardy stoppa sulla sinistra e fa partire un diagonale teso e rasoterra col contagiri, Keita è in ritardo e il belga beffa Suzuki. L’assedio finale del Parma è volenteroso ma scombinato. Un sinistro di Nicolussi mette i brividi ad Audero. Subito dopo  Thorsby spreca una grossa occasione. Poi esplode l’urto liberatorio della Cremonese.

La situazione—  

Ci sono dieci punti tra il Parma, 12° in classifica, e la Cremonese, terzultima e in piena zona retrocessione. Mercoledì scorso la squadra lombarda ha sollevato dall’incarico Davide Nicola per sostituirlo in panchina con Marco Giampaolo, che esordirà nella sfida con i ducali. L’avvicendamento si è reso necessario dal tracollo che la Cremonese – a digiuno di vittorie dal 7 dicembre: 2-0 al Lecce – ha avuto nelle ultime settimane in cui ha racimolato un pari (0-0 col Genoa il 12 febbraio) e quattro sconfitte consecutive. Così è scivolata al terzultimo posto e a -3 dal quartultimo occupato dal Lecce che ha 27 punti. Più serena la situazione dei padroni di casa, comunque reduci dal 4-1 subito dal Torino nell’ultimo turno, dopo cinque gare utili (tre vittorie e due pareggi). All’andata, Cremonese-Parma finì 0-0.