Da Indian Wells a Miami, poco cambia: Sinner parte forte
Dalla California alla Florida, da ovest a est, stesso outfit, stesso copione. Il debutto nel secondo atto del Sunshine Double di Jannik Sinner in versione pantera rosa va in archivio senza che l’avversario – il bosniaco Damir Dzumhur – potesse opporre resistenza. Doppio 6-3 in un’ora e 12′ per il numero 2 del mondo e campione di Indian Wells, che a Miami ha già vinto una volta e perso anche due finali: un feeling con l’Hard Rock Stadium da provare a consolidare nei prossimi giorni, quando le difficoltà inevitabilmente aumenteranno. Di sicuro, e non solo per la pioggia che ha rallentato il programma di questi giorni, non c’è il sole a picco di Indian Wells: Sinner ha giocato alle 13 e il tetto alto dello stadio già copriva di ombra tutto il campo, tranne lo spicchio di tribune occupato dal team al completo con il ricongiungimento di Simone Vagnozzi a Cahill, Ferrara e Resnicoff.
Sinner ha vinto, ha sperimentato soluzioni diverse, è sceso tante volte a rete (14 punti su 17). Al servizio, invece, è stato praticamente ingiocabile: nove ace, tre soli punti persi su 29 con la prima. «Per me il gioco di transizione è molto importante, si cerca sempre di migliorare – l’analisi di Jannik -. Partire con il break aiuta, si può essere più aggressivi. Ho fatto anche qualche errore, non ho avuto tanto tempo per adeguarmi a queste condizioni ma sono contento perché queste prime partite non sono mai facili”. Eguagliato il record di 24 set di fila vinti nei Masters 1000 di Novak Djokovic: “Sono ovviamente contento, anche se io cerco di fare sempre il mio. Il punteggio a volte conta a volte no, cerco di mettermi nella posizione di poter giocare il maggior numero di partite possibili: considero ogni avversario allo stesso modo, cerco di essere sempre me stesso e di fare il meglio». Al terzo turno troverà uno tra il francese Corentin Moutet e il ceco Tomas Machac.
La partita si è messa subito bene con Sinner che con un gran passante incrociato nel secondo game ha fatto capire di voler fare in fretta. In quel game è arrivato anche il break; nel quinto, invece, volée tagliata di rovescio da sotto che ha strappato gli applausi del bosniaco, funambolo in campo contro avversari del suo livello ma a cui Jannik non ha dato modo di entrare in partita. Con un’altra volée di rovescio sbagliata, però, Sinner sul 4-2 ha dato a Dzumhur la palla del controbreak, annullata con un ace. Uscito da quel minimo momento di difficoltà, è andato in porto con un filo di gas: Dzumhur, non essendo un gigante, ha cercato di accorciare il gioco senza però riuscire a fare partita pari. I break di vantaggio nel secondo set potevano essere già due nel quinto game (quattro palle break annullate), ma lo sono diventati nel game che ha chiuso i conti, con Sinner che salutando l’avversario si è scusato a nome di un tifoso troppo rumoroso sugli spalti. Campione gentiluomo.