Firenze, 20 marzo 2026 – Alle 15.46 di oggi scatta l’equinozio di primavera, il momento che segna l’inizio della nuova stagione dal punto di vista astronomico. In questa giornata la durata del giorno e della notte è praticamente identica in tutto il pianeta: dodici ore di luce e dodici ore di buio, perché i raggi del sole colpiscono la terra in modo perpendicolare all’equatore, senza differenze tra emisfero nord ed emisfero sud.
A spiegare il fenomeno è il consorzio Lamma, che ha pubblicato anche un’immagine del satellite Meteosat scattata nella mattinata di oggi. Nella foto, spiegano dalla sala meteo, si vede chiaramente la cosiddetta linea del terminatore, cioè il confine tra la parte illuminata e quella in ombra della terra, perfettamente verticale e perpendicolare all’equatore: è questa configurazione che determina l’equilibrio perfetto tra luce e buio.
Da oggi, per i prossimi sei mesi, sarà l’emisfero nord a ricevere più luce solare. Le giornate continueranno ad allungarsi fino al solstizio d’estate di giugno, quando si raggiungerà il massimo numero di ore di luce, mentre nell’emisfero sud inizierà il percorso opposto verso l’autunno e poi l’inverno.
L’origine del termine
Il termine equinozio deriva dal latino aequa nox, cioè “notte uguale”, e indica proprio il momento in cui il periodo diurno e quello notturno hanno la stessa durata, come ricorda l’Istituto Nazionale di Astrofisica. L’evento si verifica due volte l’anno, a marzo e a settembre, quando l’asse terrestre non è inclinato né verso il sole né in direzione opposta e l’illuminazione del pianeta risulta simmetrica.
Perché la data è oggi e non il 21 marzo
È diffusa l’idea che la primavera inizi sempre il 21 marzo, ma in realtà la data dell’equinozio può cambiare di anno in anno. Il passaggio alla nuova stagione cade infatti tra il 20 e il 21 marzo, più raramente il 19. Dal 2000 a oggi il 21 marzo si è verificato solo due volte, nel 2003 e nel 2007, e secondo i calcoli astronomici tornerà a coincidere con l’equinozio soltanto nel 2102.
La variazione dipende dalla durata reale dell’anno solare, che non è di 365 giorni esatti ma di 365,2422 giorni. Questo piccolo scarto fa sì che le stagioni accumulino ogni anno alcune ore di ritardo, che vengono compensate con l’introduzione del 29 febbraio negli anni bisestili. Proprio questa correzione permette di mantenere allineato il calendario con il moto della terra intorno al sole, ma comporta anche lo spostamento delle date di equinozi e solstizi.
L’arrivo dell’equinozio segna quindi l’inizio ufficiale della primavera dal punto di vista astronomico, anche se sul piano meteorologico la stagione coincide sempre meno con il calendario. Secondo le previsioni, infatti, nei prossimi giorni il tempo resterà variabile e con temperature ancora inferiori alle medie, segno che la primavera, almeno per ora, fatica a fare capolino.