Per l’unico italiano rimasto oltre a Sinner, dopo il successo su Bublik spunta l’occasione ghiotta per ripartire dopo gli infortuni. Ora la sfida al monegasco Vacherot
Martina Sessa
21 marzo – 17:29 – MILANO
A Miami sono rimasti due italiani in tabellone. Jannik Sinner, naturalmente: sul cemento americano il numero due del mondo ha dimostrato, anche in passato, di trovarsi perfettamente a suo agio. E poi c’è un nome meno scontato, soprattutto alla luce delle condizioni fisiche mostrate negli ultimi anni: Matteo Berrettini. Nel secondo Masters 1000 dell’anno, segnato più dalla pioggia che dal sole della Florida, il romano ha mantenuto la concentrazione e, al secondo turno, ha superato in due set la testa di serie numero dieci, Alexander Bublik, con un doppio 6-4. “Quando mi diverto, quando mi sento così è una gioia”, ha dichiarato al termine del match.
il tabellone—
Un percorso, quello di Berrettini, che anche il tabellone può agevolare. L’Italia, nel complesso, non ha sorriso a Miami. Al loro esordio sono usciti sia Luciano Darderi sia Flavio Cobolli, mentre prima ancora del via è arrivato il forfait di Lorenzo Musetti. Proprio l’assenza del numero due azzurro ha aperto il lato di tabellone di Berrettini, dove non resta alcun top 20. Al terzo turno, per Matteo, c’è il monegasco Valentin Vacherot: sarà una sfida di servizi, dritti e scambi brevi. Al quarto turno il finalista di Wimbledon del 2021 potrebbe affrontare una delle sorprese del torneo: il vincente del match tra Arthur Fils e Stefanos Tsitsipas, che è riuscito nell’impresa di eliminare il numero sei al mondo Alex De Minaur.
il programma—
Il quadro è ancora da definire: la pioggia ha stravolto il programma e alcune sezioni del tabellone non sono ancora complete. In prospettiva quarti, il nome più alto di ranking che Berrettini potrebbe affrontare è Tommy Paul, testa di serie numero 22. Sono, per ora, solo ipotesi. Ma il percorso è delineato e, guardando avanti, la semifinale potrebbe offrire una sfida di grande prestigio contro Carlos Alcaraz, leader della parte alta del tabellone. A volte è questione di sogni e sognare, nello sport, è sempre legittimo. Molto, però, dipende da Berrettini.

l’ennesima ripartenza—
L’azzurro, oggi fuori dalla top 50, è ancora una volta chiamato a ripartire: una dinamica che, ormai, è diventata quasi la cifra della sua carriera. Il copione si ripete: una fase di alto livello, l’interruzione per infortunio, quindi il ritorno, spesso ancora più competitivo di prima. Nel 2024 ha saltato due grandi appuntamenti come Roma e Parigi, è uscito subito a Wimbledon, ma ha poi rilanciato la stagione con due titoli consecutivi sulla terra rossa di Gstaad e Kitzbühel. L’anno precedente, dopo il ritiro tra le lacrime agli Internazionali d’Italia contro Casper Ruud e un altro forfait pesante agli Us Open, ha comunque trovato la forza di reagire. A novembre così è diventato uno dei protagonisti del successo in Coppa Davis. Anche il 2026 si è aperto con uno stop, quello agli Australian Open, per poi cercare il rilancio in Sud America. Ora, però, negli States, nel torneo dove difende i quarti di finale e dove aveva ottenuto l’ultima vittoria su un top 20 sul cemento (prima di quella contro Bublik), il copione potrebbe essere lo stesso di sempre. A Miami, più che un’occasione: per Berrettini è l’ennesima ripartenza.
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