di
Salvatore Mannino
È accaduto nella notte tra venerdì e sabato in località Bivio di Olmo. La vittima è stata colpita alla gola, il presunto assassino è fuggito in auto e poi è stato arrestato
Un morto per terra, ucciso con una pistola. Un assassino in fuga, con la polizia e i carabinieri che hanno scatenato la caccia all’uomo nella notte finchè non lo hanno arrestato alle ore piccole. È la sintesi dell’omicidio avvenuto la sera di venerdì 20 marzo, poco prima di mezzanotte, all’estrema periferia di Arezzo, in località Bivio di Olmo, laddove la via Romana cede il passo alla prima frazione della cintura urbana sud, Olmo appunto.
La vittima è Gjergj Pergegaj, 30 anni.
La dinamica, i soccorsi, la fuga
In prossimità della grande rotonda in cui confluiscono la Regionale 71 da Cortona, la statale 73 da Siena e dalla Valdichiana occidentale e la stessa 73 che poi prosegue per Sansepolcro, ci sono il bar Aquila e un ristorante pizzeria. Il delitto è avvenuto nei pressi dei due locali, al culmine di una lite cominciata forse dentro.
Di certo c’è solo che uno dei due protagonisti del diverbio, un operaio albanese di 35 annu, aveva una pistola (non denunciata) e l’ha usata contro l’altro uomo, un connazionale: 4-5 i colpi sparati, poi l’assassino l’ha lascianto agonizzante, per poi dileguarsi al volante di un’Audi bianca, in direzione di Rigutino, nella sua casa, dove poi la polizia l’ha arrestato alle prime luci dell’alba.
Dal locale qualcuno ha subito chiamato il 118, la cui centrale ha dato l’allarme a polizia e carabinieri. In pochi minuti la zona del bar, accanto c’è anche un ristorante ma era chiuso, si è riempita di ambulanze, volanti della questura, vetture del radiomobile dei carabinieri e persino mezzi dei vigili del fuoco. I soccorritori hanno inutilmente tentato di salvare il ferito, colpito al collo, ma non c’è stato neppure il tempo di trasportarlo al pronto soccorso, è morto nel giro di pochi minuti.
Il contesto dell’omicidio è ancora tutto da chiarire: secondo una prima ricostruzione l‘assassino avrebbe visto la ex fidanzata parlare con la vittima poco prima dell’omicidio. Uno scenario ancora tutto da confermare.
Nel primo interrogatorio, durante la notte, l’assassino, 35 anni, ha negato che si sia trattato di gelosia, pur confessando il delitto, compiuto con una pistola detenuta illegalmente, quattro colpi di cui quello mortale al collo. L’altro, ha detto, mi perseguitavaa tempo, per questo giravo armato. In mattinata, su disposizione del Pm di turno in procura, Emanuela Greco, il giovane albanese è stato trasferito nel carcere aretino di San Benedetto. Prima, in questura, c’erano stati momenti di tensione, quando si sono incrociati i parenti della vittima e dell’omicida.
L’accusa che viene contestata a E.B. (il nome intero dell’assassino per ora non è stato fornito) è quella di omicidio premeditato, reato da ergastolo, per il quale non sono previsti sconti di pena o giudizi abbreviati, solo il processo in corte d’assise.
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21 marzo 2026 ( modifica il 21 marzo 2026 | 17:38)
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