Un pezzo di storia del costume e dell’imprenditoria italiana degli anni Duemila sbarca sotto la Ghirlandina per una serata evento. Il prossimo 25 marzo, alle ore 21, il Cinema Raffaello di Modena ospiterà la proiezione in anteprima del documentario “GURU – LA STORIA DI MATTEO CAMBI”. L’appuntamento, che vedrà a seguire un atteso talk proprio con l’imprenditore Matteo Cambi, è a ingresso gratuito e aperto a tutta la cittadinanza, previa la necessaria prenotazione del posto tramite la piattaforma Eventbrite.

L’opera in due puntate, che andrà poi in onda il 29 e 30 marzo alle ore 22.55 sui canali di Sky Crime e in streaming sulla piattaforma NOW, ripercorre l’incredibile ascesa e la successiva caduta del fondatore del marchio di abbigliamento Guru, diventato una vera e propria icona nei primi anni Duemila.

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Un’avventura partita dalla vicina Parma e arrivata a fare il giro del mondo, spinta in particolar modo dalla fortunata sponsorizzazione in Formula 1 della scuderia Renault, capace all’epoca di laurearsi campione del mondo con il pilota Fernando Alonso. Ma dietro l’irresistibile ascesa del celebre logo si nascondevano ombre pesanti: tra feste esclusive in Sardegna, la spasmodica ossessione per la popolarità ed eccessi di ogni tipo, nella vita di Cambi ha fatto irruzione la dipendenza dalla cocaina, che ha finito per distruggere tutto lasciandolo quasi solo. Il film racconta proprio questo: un uomo capace di sfiorare il cielo con un dito in meno di un decennio, sprofondato nel baratro più profondo e infine arrivato a una vera e propria rinascita verso una nuova vita.

A firmare il progetto c’è una solida e conosciuta realtà del nostro territorio: la regia è affidata a Gabriele Veronesi, mentre la produzione è a cura di Taiga, società nata nel 2012 che per Sky ha già realizzato lavori di grande impatto e di forte interesse locale come “Il Mostro di Modena”, “AEmilia – Il grande processo alla ‘Ndrangheta” e “Saman”. La sceneggiatura, scritta dallo stesso Veronesi insieme a Luca Bedini e Gabriele Parpiglia, si snoda attraverso la lunga e personale confessione di Matteo Cambi, raccontata da un punto di vista unico, arricchita da un parterre di testimoni che hanno vissuto quegli anni.

Tra gli intervistati spiccano volti noti come Flavio Briatore, Gianluca Vacchi, Lele Mora, Gianluca Fisichella e Raffaella Zardo, affiancati da figure chiave e voci più intime come il cugino Filippo Valisnieri, il socio fondatore Gianmaria Montacchini e Don Luigi Valentini, responsabile della comunità di recupero che accolse l’imprenditore. A completare il quadro ci sono anche le preziose testimonianze del giornalista Marco Balestrazzi e del maresciallo della Guardia di Finanza Luigi Giannetti, che seguì le indagini.

Nelle intenzioni del regista Gabriele Veronesi, l’opera non vuole limitarsi a descrivere un caso imprenditoriale, ma mira a tracciare il ritratto di un’intera generazione che ha creduto ciecamente nel potere del sogno mediatico, trovandosi poi a dover fare i conti con il silenzio una volta che lo schermo si è spento. È un viaggio nella luce abbagliante e ingannevole di quell’epoca, che si muove in costante equilibrio tra la cronaca della Milano dei locali e delle passerelle e l’introspezione di un uomo che oggi guarda a quel mondo con la giusta distanza e un pizzico di stupore, alla difficile ricerca di sé dopo il naufragio della propria immagine pubblica.