Ferrara balla a ritmo di Battiti Live Spring. Balla sopra alle polemiche – feroci alla vigilia per la scelta della location – e balla soprattutto per scaldarsi in un venerdì sera tutt’altro che primaverile (come vorrebbe suggerire il titolo del programma). La registrazione della prima delle tre puntate del format musicale che proietterà la città su Canale 5 in altrettante serate è un lungo slalomeggiare tra euforia del momento ed esigenze televisive.
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Errori e gaffe
Ci sono applausi chiamati a tavolino, altri spontanei. Ci sono cori, grida, messaggi d’amore (soprattutto per Michelle Hunziker, che sin da subito viaggia in sintonia con la piazza, rispondendo ai complimenti del pubblico). E ci sono gaffe. Errori, frasi e nomi sbagliati, tagli.

Il bello della diretta, insomma, è ibernato: non solo dal freddo pungente di un 20 marzo atipico a queste latitudini (ah, inciso, è la prima volta che ‘Battiti Live’ esce dalla Puglia), quanto piuttosto dall’esigenza della perfezione. Michelle inciampa quando prova a salutare la piazza in ferrarese, si dimentica la frase – lei svizzera, la si perdona -, ride e ricomincia. Scivola anche su un paio di nomi d’arte degli artisti. No problem, tanto c’è il sapiente cucire della regia.

‘Doppia’ esibizione
Dall’altro lato, i cantanti viaggiano spediti. Una, due, a volte tre canzoni a testa. E un paio di chiacchiere post performance con i conduttori. Rimarrà tutto alla fine? Chissà. Ma ci sono due aspetti che si devono raccontare qui, perché lo schermo televisivo – quando sarà il momento – sicuramente ometterà.

Il primo è il cambio d’abito. Alcuni artisti – Sal Da Vinci su tutti – entrano in scena con un vestito, cantano, salutano e se ne vanno. Poi tornano dopo qualche minuto, indossando abiti diversi. E vengono presentati come se fossero già stati a Ferrara la settimana prima. Si diceva del vincitore di Sanremo, lo stesso vale per Annalisa. I vari spezzoni andranno in onda in due serate diverse, è evidente. Ma è tutto materiale girato nell’arco della stessa mezz’ora.

Cantanti fantasma
La seconda riguarda gli artisti fantasma. Michelle e Alvin lo spiegano al pubblico presente in piazza, a scanso di equivoci: capiterà che loro annuncino un cantante che poi, di fatto, non salirà sul palco. Non in quel momento almeno. E’ un trucco televisivo. Serve a inserire quel determinato artista esattamente in un punto della scaletta. Ma quel cantante, in realtà, a Ferrara non c’è. Si esibirà forse sabato o domenica. Troppo complicato? Più che altro strano. Ma è lo show business signori.
Il dietro le quinte
Ma oltre al palco, c’è un backstage, come dicono gli esperti. Il ‘dietro le quinte’, per dirla alla classica. E’ dove gli artisti si riposano, rilasciano interviste e selfie. Dove alloggia la stampa e una massa informe di personaggi accreditati a vario titolo. E’ il termometro di un’Italia che alla fine ha le proprie preferenze e non ha paura di mostrarle.

Non lo raccontiamo tanto per, ma per dovere di cronaca. Passano i pezzi, le note, le musiche, ma il più cantato – a tratti urlato – è il vincitore di Sanremo. Dietro alle famose quinte, ballano tutti. Alcun riprendono addirittura con il telefonino lo schermo con le immagini televisive. Lui, Sal, lo percepisce, ma non si nega ad una foto o un autografo. Anche se ha un entourage più numeroso di altri che, a volte, crea uno scudo. Lui, però, lo penetra e arriva comunque alla gente.

Freddo freddissimo
Si diceva di un marzo che pare novembre. Di Ferrara che non è la Puglia, insomma. Michelle, mentre è fuori onda, si copre con una copertina sulle gambe. Lo stesso fa il corpo di ballo: ragazze e ragazzi vestiti il giusto per risultare eleganti e non volgari che, a telecamere spente, si nascondono sotto giacconi da montagna. O bramano un abbraccio dai ‘funghi’ riscaldanti. Geolier, in questo, è un po’ eroe e un po’ matto: sul palco è in canottiera, come fosse luglio. O come fosse in Puglia. Renga è già più coperto. Emis Killa è l’esatto opposto del rapper napoletano, bardato stile Olimpiadi. E’ moda, è show, oltre la colonnina di mercurio.

Tre ore. E forse più
Lo spettacolo non è in diretta, quindi non c’è il problema del tempo. Poi domani è sabato, figuriamoci. Quindi le 20, ora di partenza, non sono le 20. Così come la fine, è oltre mezzanotte. Non sono i tempi biblici di Sanremo, ma nemmeno quelli snelli di una cantata in spiaggia tra amici e via. Ed è solo venerdì. Poi si replica sabato e pure domenica. Tre serate di musica e di balli. Oltre alle polemiche e oltre al freddo. Dentro ad una piazza che è il cuore di una città che vuole, semplicemente, far aumentare i ‘Battiti’ del proprio divertimento. Che sia diretta o differita.