In quella geografia parallela a misura di architetto, che mette in fila Ronchamp, Chandigarh, qualche rovina greca scelta con cura e due o tre case giapponesi da intenditori, c’è da tempo una deviazione più impegnativa e anche più ambita: Messico, La Cuadra San Cristóbal di Luis Barragán. Un indirizzo che circola da anni tra libri, fotografie e racconti di viaggio, molto più citato che realmente attraversato. Ora succede qualcosa di piuttosto concreto: La Cuadra diventa accessibile, si apre come centro culturale e smette di essere un oggetto a distanza. L’operazione è guidata dalla Fundación Fernando Romero, che ha acquisito la proprietà nel 2024 con un obiettivo preciso, conservarla e trasformarla in una piattaforma culturale dedicata al rapporto tra arte e architettura. L’apertura al pubblico è accompagnata da un programma fitto e costruito con una certa intelligenza.

modern architectural design featuring colorful structures and a serene outdoor spacepinterest

YANNICK WEGNER

vibrant pink walls with an opening amidst greenerypinterest

YANNICK WEGNER

Barragán qui non progetta semplicemente un insieme di edifici, costruisce un sistema. Muri che definiscono e ordinano, colori che danno misura alla luce, acqua che introduce una dimensione quasi astratta dello spazio. La Cuadra, realizzata alla fine degli anni Sessanta come tenuta privata con residenza e strutture equestri, funziona come una sequenza di soglie, un dispositivo spaziale in cui ogni passaggio prepara il successivo. Il tema del limite diventa così architettura, con una precisione che ha fatto scuola molto oltre il Messico. Proprio per questo, il punto interessante della notizia riguarda proprio questo passaggio di stato. Un’opera che per anni ha vissuto in una dimensione quasi mitologica diventa un luogo praticabile, attraversabile, disponibile a nuove letture. Il progetto messo in campo è ampio: mostre permanenti dedicate a Barragán, residenze per artisti, installazioni site-specific, una biblioteca, spazi per eventi, nuovi padiglioni affidati ad architetti internazionali, tra cui Kengo Kuma. Di fatto un campus culturale che si innesta sull’esistente senza trasformarlo in un fondale.

architectural model featuring green spaces and buildings accompanied by historical photographspinterest

Gerardo Landa Rojano

architectural model displayed in an exhibition spacepinterest

Gerardo Landa Rojano

Anche l’avvio del programma segue una linea coerente, e durante la Art Week di Città del Messico, La Cuadra inaugura con una retrospettiva su Barragán allestita all’interno della sua stessa architettura e con una mostra dedicata a Félix González-Torres, pensata come un dialogo tra opere e spazio. I temi sono quelli già inscritti nel progetto architettonico, tra luce, intimità, memoria, ripresi e messi in tensione. Nel frattempo, l’archivio di Barragán ha preso un’altra direzione, è stato acquisito da Vitra ed è oggi consultabile nel famoso campus dell’azienda nei pressi di Basilea. La Cuadra lavora su un piano diverso e complementare, offrendo l’esperienza diretta dell’architettura, senza mediazioni. Una distinzione netta, che restituisce a questo luogo il suo ruolo di riferimento reale, prima ancora che teorico.

colorful architectural layout in a garden settingpinterest

YANNICK WEGNER

water feature flowing into a pool surrounded by pink architectural elementspinterest

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bold geometric pink structure set against a clear sky and greenerypinterest

YANNICK WEGNER

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Sono nato a Napoli, non parlo in terza persona e non curo cose, oggetti, persone o animali. Ho studiato architettura tra il Politecnico di Milano e l’ENSA Paris-Belleville per poi laurearmi in Architettura delle Costruzioni. Mi sono occupato di allestimenti seguendo i progetti di NENDO, scrivo di grandi architetture e sto completando un dottorando in Composizione allo IUAV di Venezia. Nonostante questo, tutto regolare.