La lettera dell’Accademia all’Agenzia Usa che regola le comunicazioni: «Il lancio di un milione di satelliti per i data center nello spazio rischia di rovinare l’astronomia»

L’Accademia Nazionale dei Lincei ha inviato una lettera di «profonda preoccupazione» alla Federal Communications Commission (FCC), l’agenzia degli Stati Uniti che regola le comunicazioni dalla radio a internet e ai satelliti. Il motivo è la richiesta di autorizzazione presentata da Elon Musk per il suo SpaceX Orbital Data Center System: oltre un milione di satelliti da una tonnellata ciascuno in orbita terrestre bassa, a quote comprese tra 500 e 2.000 chilometri,  con la funzione di centri di calcolo per l’intelligenza artificiale, alimentati dall’energia solare. Questo enorme numero di satelliti si aggiungerebbe ai circa 10.000 satelliti Starlink già oggi in orbita. A richiedere il parere alla comunità scientifica internazionale era stata la stessa Fcc. 

La scala del progetto è senza precedenti.  Le motivazioni industriali sono chiare:  i data center terrestri consumano enormi quantità di elettricità e acqua per il raffreddamento, mentre nello spazio l’energia solare è abbondante e il raffreddamento avviene per irraggiamento nel vuoto.




















































Di fronte a un progetto di tale portata, l’Accademia dei Lincei avverte che una costellazione di un milione di satelliti da una tonnellata ciascuno «modificherebbe drasticamente l’ecosistema delle orbite basse con gravi conseguenze per l’astronomia e la ricerca scientifica».

Interferenze nell’osservazione delle stelle 

Le preoccupazioni sono molteplici. La prima riguarda il cielo notturno: la lettera segnala la «possibile forte alterazione del cielo notturno, poiché il numero di satelliti riflettenti supererebbe quello delle stelle visibili» con effetti negativi sulle osservazioni astronomiche da terra. Telescopi e radiotelescopi di tutto il mondo sarebbero compromessi nelle loro misurazioni. 

«Se non si prenderanno precauzioni, il cielo notturno rischia di cambiare completamente: solo i satelliti sarebbero visibili perché la loro luminosità sarebbe superiore a quella delle stelle»  avverte Marco Tavani, membro dell’Accademia dei Lincei ed ex presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Poi ci sono le interferenze fisiche: il raffreddamento radiativo e le emissioni radio della costellazione produrrebbero interferenze dannose per i radiotelescopi e per i sensori a infrarossi.

Ogni satellite della nuova costellazione, spiegano i Lincei, assorbe radiazione solare e comunica con gli altri nodi tramite laser; il calore così accumulato viene dissipato generando sorgenti di radiazioni che disturberebbero le osservazioni astronomiche sia nel visibile sia nell’infrarosso.

La comunità degli astronomi non è ferma ad aspettare: dall’Unione Astronomica Internazionale sono già in atto azioni con SpaceX tese a mitigare l’impatto dei satelliti e renderli sempre meno riflettenti. Ma la scala di un milione di oggetti rende ogni misura di mitigazione enormemente più difficile. «Avere costellazioni così grandi sembra un vantaggio, ma mette a rischio risorse che sono limitate. Per questo dobbiamo essere molto attenti» sottolinea Tavani.

L’impatto ambientale

Un altro allarme riguarda l’impatto ambientale, ancora poco studiato: il lancio di un milione di tonnellate di materiale all’anno depositerebbe quantità massive di carburante nella stratosfera, con conseguenze climatiche non ancora indagate, e aumenterebbe il pericolo di collisioni e la creazione di detriti spaziali. 

Quest’ultimo punto è particolarmente critico. Una densità così elevata di oggetti in orbita bassa aumenta esponenzialmente la probabilità di collisioni a cascata — la cosiddetta sindrome di Kessler — che potrebbe rendere alcune fasce orbitali permanentemente inaccessibili, con conseguenze catastrofiche per l’intera industria spaziale e per i sistemi di navigazione e comunicazione globali.

Il percorso accelerato di Space X

A rendere ancora più urgente la presa di posizione dei Lincei è la modalità con cui la FCC ha accolto la richiesta di SpaceX. L’agenzia ha inserito il progetto su un percorso accelerato, il che significa che SpaceX non sarà tenuta a condurre una valutazione dell’impatto ambientale. In altri termini, l’onere della prova si inverte: non è l’azienda a dover dimostrare che il progetto è innocuo, ma i suoi oppositori a dover dimostrare che è dannoso, con tutti i tempi e le risorse che ciò comporta

Di fronte a rischi di questa portata, l’Accademia dei Lincei «suggerisce fortemente» alla FCC che «ogni decisione sia preceduta da un’analisi completa affidata a una Commissione indipendente, che includa l’Astronomy and Astrophysics Advisory Committee», e auspica «un rafforzamento del dialogo aperto tra SpaceX e istituzioni scientifiche, affinché la collaborazione per preservare le osservazioni da terra e dallo spazio si traduca in un impegno concreto». È fondamentale, conclude l’Accademia, «definire un quadro di regole condivise affinché l’innovazione tecnologica non avvenga a discapito della tutela dell’ambiente spaziale e della ricerca scientifica globale».

Gli altri progetti

Il progetto di Musk non è un caso isolato. Il 19 marzo 2026 — lo stesso giorno della lettera dei Lincei — Blue Origin ha depositato presso la FCC una richiesta per Project Sunrise, una costellazione di fino a 51.600 satelliti in orbita eliosincrona tra 500 e 1.800 km di quota, anch’essa dedicata al calcolo per l’intelligenza artificiale e alimentata dall’energia solare. Nella stessa corsa si è inserita anche Starcloud, startup di Redmond sostenuta da Nvidia, che chiede l’autorizzazione per 88.000 satelliti tra 600 e 850 km di quota: l’azienda ha già lanciato un primo satellite sperimentale a novembre 2025 con un processore Nvidia H100 a bordo, sul quale è stato eseguito in orbita il modello AI Gemini di Google. 

Sommando solo questi tre progetti si supera abbondantemente il milione e centomila satelliti proposti: un numero che rende ancora più urgente, secondo i Lincei, la definizione di un quadro normativo internazionale condiviso prima che la corsa commerciale diventi impossibile da governare.

Per non perdere le ultime novità su tecnologia e innovazione
iscriviti alla newsletter di Login

21 marzo 2026