di
Dimitri Canello e Pietro Gorlani
La giovane originaria di Gavardo ma residente a Vestone era in gita insieme al marito, rimasto illeso. Era stata ricoverata in condizioni disperate all’ospedale di Innsbruck
Non ce l’ha fatta Laura Santino. La giovane psicologa bresciana di 26 anni, originaria di Gavardo ma residente a Vestone, nel Bresciano, è morta nella notte alla Clinica universitaria di Innsbruck. Era stata trasportata in condizioni disperate dopo essere stata investita da una valanga di enormi proporzioni ieri mattina, 21 marzo, in Val Ridanna.
La tragedia si è consumata intorno alle 11.40 sotto Cima d’Incendio, a quota elevata. Una slavina con un fronte di circa 150 metri e una lunghezza di centinaia di metri si è staccata dal pendio ripido e ha travolto un gruppo di 25 scialpinisti. Laura si trovava sul posto insieme al marito, che per fortuna è rimasto completamente illeso. La giovane invece è stata colpita in pieno ed è risultata la più grave tra i feriti: estratta dalla neve, è stata caricata su un elicottero e portata d’urgenza a Innsbruck, dove i medici non sono riusciti a salvarla.
Oltre a lei, la valanga ha causato altre due vittime: Martin Parigger, 62 anni, guida alpina di Ridanna, e Alexander Froetscher, 56 anni, austriaco residente da tempo nella zona. Cinque gli altri feriti, tre in gravi condizioni – tra cui la psicologa bresciana – mentre due turisti tedeschi hanno riportato lesioni lievi.
Le operazioni di soccorso sono state immediate e imponenti: circa ottanta uomini del Soccorso Alpino Cnsas, dell’Alpenverein e della Guardia di finanza, supportati da unità cinofile e da sei elicotteri (tre Pelikan, l’Aiut Alpin, uno della Guardia di finanza e uno austriaco Christophorus), hanno setacciato la zona con sonde e Arva.
(notizia in aggiornamento…)
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22 marzo 2026 ( modifica il 22 marzo 2026 | 12:06)
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