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La disinvoltura con cui Elon Musk cerca di influenzare, con dichiarazioni pubbliche o casi montati ad arte, le valutazioni delle sue aziende è oggetto di attenzione da parte delle autorità giudiziarie da entrambi i versanti dell’Atlantico. Secondo il quotidiano francese Le Monde, la sezione cyber della Procura di Parigi ha inviato due rapporti – uno alla Sec e uno al dipartimento di Giustizia Usa – perché ritiene che Musk possa aver usato la controversia generata dai deepfake di Grok e la conseguente attenzione mediatica per aumentare artificialmente la valutazione di X, ex Twitter, e della sua controllante xAI. Il tutto in vista della Ipo, prevista per giugno 2026, della nuova entità risultante dalla fusione tra SpaceX e xAI. Oggi, infatti, SpaceX controlla xAI, e xAI controlla X.
La Procura, che secondo Afp ha confermato, avrebbe esaminato post provocatori di Musk in cui celebrava le capacità di Grok di generare immagini, coincidenti con un forte aumento di download dell’app. Un elemento che potrebbe aver contribuito ad accrescere la percezione di valore delle società. La segnalazione agli Usa nasce da un’inchiesta più ampia condotta dalla sezione crimini informatici J3 della Procura di Parigi, guidata da Johanna Brousse. La magistrata, 38 anni, nota per le indagini su figure di rilievo: nell’agosto del 2024 una sua inchiesta contro Pavel Durov, fondatore e amministratore delegato di Telegram, portò al suo arresto all’aeroporto di Parigi.
L’indagine, aperta nel 2025, aveva già coinvolto Musk e la gestione di X sotto diversi profili: deepfake sessuali generati dall’Ai Grok, anche con minori o persone reali senza consenso, gestione illecita della piattaforma e manipolazione algoritmica di contenuti politici e sensibili. La Procura aveva già condotto perquisizioni negli uffici francesi di X, convocato Musk e l’ex ceo Linda Yaccarino per audizioni volontarie e ascoltato dipendenti come testimoni. Musk, se si presenterà, dovrebbe essere ascoltato il 20 aprile.
Dopo la fusione con xAI, SpaceX punta a una valutazione da 1.750 miliardi di dollari per la futura Ipo, secondo Reuters, con l’obiettivo di raccogliere circa 50 miliardi, superando il record di Saudi Aramco nel 2019, con 1.700 miliardi al debutto. Lo scorso anno SpaceX ha registrato un fatturato di 15-16 miliardi, con un profitto di circa 8 miliardi grazie soprattutto a Starlink, mentre xAI è valutata 250 miliardi nonostante ricavi per soli 210 milioni e un consumo di cassa di 9,5 miliardi nei primi nove mesi del 2025.
Se le accuse di aver gonfiato la valutazione che arrivano da Parigi sono tutte da dimostrare, negli Stati Uniti non si parla più di ipotesi. In questo caso è arrivato il verdetto di una giuria, ma si riferisce a un altro momento chiave della crescita imprenditoriale e finanziaria di Elon Musk: l’acquisizione di Twitter, prodromica a quanto abbiamo visto fin qui.
