Il tennista russo ha sofferto nel primo set contro Sakamoto, ma sulla lunga distanza ha ritrovato le buone sensazioni già avvertite in California
Foto di Ray Giubilo
Daniil Medvedev sta proseguendo nella sua buona stagione, e dopo aver fatto finale a Indian Wells – persa contro Sinner – vuole ora concentrarsi sul Miami Open. L’esordio nel torneo non è stato dei più semplici, con Rei Sakamoto che ha strappato un set al russo ma è poi stato sconfitto con il punteggio finale di 6-7, 6-3, 6-1. Un risultato figlio sicuramente della buona prova del nipponico, ma anche delle difficoltà incontrate da Medvedev nella transizione da Indian Wells a Miami. “Nel primo set, durante gli scambi, non riuscivo a trovare ritmo – spiega il russo a Tennis Channel – anche se mettevo a segno un paio di colpi che lo mettevano in difficoltà, non riuscivo poi a chiudere il punto. Verso la fine della partita, tuttavia, sono riuscito a trovare più potenza nei colpi e questo mi ha aiutato a metterlo in difficoltà”.
Nonostante Indian Wells e Miami siano comprese nel celebre ‘Sunshine Double’, i due tornei presentano condizioni molto differenti, vuoi per i campi più lenti e vuoi per delle condizioni climatiche che spesso sono agli opposti. Medvedev ha saputo adattarsi nel migliore dei modi, evitando una prematura uscita di scena dal torneo.
Un passaggio interessante dell’intervento di Medvedev, tuttavia, non riguarda il match con Sakamoto ma più in generale la considerazione che egli ha del torneo di Miami. Il russo ha spiegato che soprattutto in Florida c’è una sorta di “win-win”, ovvero è facile trovare un lato positivo sia che tu esca al primo turno sia che si arrivi fino alla fine del torneo. “Se sei a Miami e perdi presto, hai più tempo per preparare la stagione su terra e puoi goderti Miami. Se giochi bene nel torneo è fantastico, perché è per questo che sei lì”. Questa filosofia nasce dall’idea di Medvedev che si debba trovare un giusto equilibrio tra tennis e vita privata, per evitare di diventare dei robot. “Non credo che sia possibile vivere la vita soltanto per essere un robot dentro e fuori dal campo, cioè potresti se ti piace, ma io non lo faccio. Cerco sempre di bilanciare la vita durante il tour e quella fuori dal tour, ed è per questo che Miami mi sta trattando molto bene”.