di
Flavio Vanetti

Finali di Coppa del Mondo indimenticabili per l’Italia: chiude il cerchio Domme, che cala la doppietta sulla Olympiabakken di Kvitfjell, pista dove ha vinto otto volte in carriera

L’ottava meraviglia di Dominik Paris sull’Olympiabakken di Kvitfjell, la pista che ormai è come il suo giardino di casa visto il numero di vittorie (serve una verifica negli archivi, ma a pelle ci sentiamo di dire che è un record) arriva nel superG delle finali della Coppa del Mondo 2026 ed è un «back to back» rispetto al trionfo di  ieri, sabato 21 marzo, in discesa. È la terza volta che gli riesce l’accoppiata sul tracciato dei Giochi 1994 (e la battuta in questo caso è facile: peccato che non sia nato prima, visto che all’epoca aveva solo 5 anni): le due precedenti doppiette sono state nel marzo 2019 e nel marzo 2025. Quindi su quelle nevi l’omaccione della Val d’Ultimo è imbattuto da ben due anni.

Domme ha vinto con una gara all’attacco e senza errori. Si tratta del successo numero 26 della carriera del capitano azzurro, la sesta in superG, che lo proietta nell’olimpo dei più grandi di sempre nella velocità. Sul terreno norvegese non c’è stato nessuno in grado di batterlo: Paris conosce ogni dettaglio della pista e, indipendentemente dalla tracciatura, riesce sempre a tirar fuori la massima velocità possibile. 



















































Stavolta ha battuto l’avversario di mille sfide, Vincent Kriechmayr, staccato di soli 7 centesimi, mentre al terzo posto si è inserito un altro austriaco, Raphael Haaser, giunto a 38 centesimi. La doppietta di Dominik in Norvegia ha permesso all’Italia di festeggiare le 200 vittorie nella Coppa del Mondo maschile

Per il grande veterano, bronzo olimpico in libera ai Giochi 2026, è un consolidamento del secondo posto nella classifica «all time» degli azzurri dopo essersi staccato da Gustav Thoeni: ora 26 sono i primi posti di Domme contro i 24 del campione degli anni ’70: in vetta a tutti c’è sempre Alberto Tomba, con 50 vittorie in 88 podi totali. Grazie a questo successo e a quello di Sofia Goggia nel superG femminile l’Italia dello sci alpino ha aggiornato il bilancio di un’annata che sta regalando grandi gioie nella parte conclusiva: siamo al quarto centro in 11 podi con i maschi, all’ottavo successo in 13 podi con le ragazze.

In una giornata che ha mantenuto l’imbattibilità azzurra in Norvegia (4 su 4 nelle gare veloci, ora concluse) c’è però un pizzico di rammarico per Giovanni Franzoni. Non ha fatto male — quinto a 86/100 da Paris con una prestazione migliore nella parte tecnica, ma inferiore nei tratti di scorrevolezza —, tuttavia il piazzamento non gli ha consentito di chiudere sul podio nella classifica di specialità: alle spalle del vincitore Marco Odermatt, già certo del trofeo e stavolta addirittura solo diciannovesimo (ma ipotizziamo che lo svizzero si sia preservato per il gigante di martedì 24, quando proverà a negare la coppa di specialità al brasiliano-norvegese Lucas Pinheiro Braathen), Kriechmayr ha mantenuto la piazza d’onore e Haaser ha sorpassato Giovanni

Ma non può essere una delusione, il bresciano si è rivelato e affermato nell’annata — spiccano l’argento olimpico in libera e i trionfi a Wengen e a Kitzbuhel — e non può che essere contento: «L’obiettivo di giornata non è stato centrato — queste le sue parole —, speravo di conquistare il podio nella specialità ma non ce l’ho fatta. Non posso però che ripartire da qui: chiudere quarto e sesto nelle classifiche delle prove veloci è un ottimo bilancio. Sono sempre stato contento durante questa stagione, ci sta anche un po’ di amaro in bocca nel suo epilogo. Ho ancora tanta voglia di fare bene e devo migliorare in alcune fasi delle gare e in certe situazioni di pista e di neve».

22 marzo 2026 ( modifica il 22 marzo 2026 | 14:37)