Ma perché il cinema coreano piace così tanto?

Ma perché il cinema coreano piace così tanto? «Io credo che sia perché ancora sa ancora raccontare», dice Veronica Croce, curatrice per il festival della sezione K-cinema Today di cinema indipendente e autrice del podcast Kimchi Taste. «I film coreani raccontano un mondo molto crudo, la lotta sociale tra gli esclusi e i vincenti, poveri e ricchi, le pieghe più oscure dell’animo. Sono temi duri, ma sono reali. Credo che i coreani abbiano ancora la voglia e la capacità di creare racconti, di mostrare la società, da noi nessuno racconta più niente. Così, d’altra parte, in modo diverso i K-Drama sono scritti per creare un legame emotivo con lo spettatore, e ci riescono».

La Corea riesce insomma a raccontare la realtà nelle sue sfaccettature, dai temi emotivi più profondi di alcune opere cinematografiche e letterarie (a Firenze mi sono portata Il Libro Bianco, della premio Nobel per la letteratura Han Kang) per approdare, al contrario, alla divertita leggerezza con la qualche la K-Wave cavalca la sua onda, e tra K-Pop, K-Beauty e K-Drama celebra la giovinezza, la bellezza, e l’amore.

Perché Firenze ama la Corea (e viceversa)

In mezzo a tutto questo, anzi prima di tutto ciò, il Florence Korea Film Fest con spirito visionario è stato capace di anticipare il valore dell’arte e della cultura coreana: «Alla fine degli anni Novanta vidi un film coreano in televisione che mi rimase molto impresso e mi chiesi: perché non si parla mai di Corea?», racconta Riccardo Gelli, fondatore e Direttore Artistico del festival. Da una prima idea, da qualche prima proiezione, con determinazione e costanza il Florence Korea Film Fest dal 2002 a oggi è diventato un appuntamento di riferimento che porta ogni anno in sala un programma ricchissimo di film selezionati e sul palco i più grandi registi e attori, insieme a qualche compositore. «Vengo dalla grafica, ho sempre amato il cinema – continua Riccardo Gelli – è quello coreano è un grande cinema. I coreani sanno toccare le corde della sensibilità interiore delle persone: così come la commedia italiana sapeva essere sia ridicola che drammatica e tragica anche i film coreani sanno seguire questo prisma di emozioni, oltre ad essere registi di grande spessore, che hanno fatto loro gli insegnamenti della Nouvelle Vague francese, così come amano molto il cinema italiano di De Sica, Pasolini, Antonioni, Fellini».

Riccardo Gelli Direttore artistico del Florence Korea Film Fest e Caterina Liverani critica cinematografica e curatrice...

Riccardo Gelli, Direttore artistico del Florence Korea Film Fest e Caterina Liverani, critica cinematografica e curatrice del catalogo della sezione Orizzonti coreani e delle retrospettiva su Gong Yoo. Foto: Daria Ivleva – Florence Korea Film Fest