Si dice sempre che la MotoGP mostra i suoi veri valori solamente quando si torna in Europa, ma le due prove di forza dell’Aprilia e di Marco Bezzecchi in questo primo scorcio della stagione 2026 sono state talmente cristalline che non si può non cominciare almeno ad ipotizzare che la Casa di Noale possa aver concretizzato un sorpasso nelle gerarchie tecniche ai danni della Ducati.

Le tre vittorie nelle ultime quattro gare del 2025 erano già state un indizio piuttosto evidente, ma tutti sottolineavano che in pista non c’era Marc Marquez, alle prese con il recupero dall’infortunio alla spalla rimediato a Mandalika. Ora però il #93 in pista c’è eccome, anche se probabilmente non è ancora al 100% della forma fisica, ma le RS-GP sono state implacabili, occupando quattro delle prime cinque posizioni nella gara lunga in Thailandia e tre delle prime cinque anche in Brasile. Ed è soprattutto nella gara lunga, quando entra in gioco anche il fattore della gestione delle gomme, che le moto di Noale fanno una grandissima differenza rispetto a tutte le altre, Ducati comprese, in questa fase.

Non a caso, Bezzecchi ha raccolto un ritiro ed un quarto posto nelle due Sprint disputate fin qui, anche se va detto che a Buriram aveva tutte le carte in regola per giocarsi la vittoria se non fosse caduto dopo due giri, quando era in testa. Nelle gare lunghe invece la musica cambia e il copione è sempre lo stesso: il riminese prende il comando alla partenza e se lo tiene stretto fino alla bandiera a scacchi, con un ritmo insostenibile per il resto del gruppo.

Questa cosa non deve stupire però, perché se la RS-GP ha un difetto è che in alcune situazioni tende ad essere un po’ troppo nervosa. La gomma media che si utilizza alla domenica, dunque, è un aiuto in questo senso, come ha spiegato lo stesso Bezzecchi dopo la gara.

Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

“Con la gomma più dura, tutte le moto guadagnano di stabilità, quindi diventa un po’ meno nervosa da guidare. Con la soft invece va più forte, ma è più incazzata, quindi col fatto che ieri non ero ancora così a posto, tutti questi movimenti mi creavano un po’ di problemi. Invece in Thailandia, per esempio, mi trovavo bene anche con la soft ed ero stato io a sbagliare nella Sprint. Oggi è andata meglio con la media e va bene così”, ha detto Bezzecchi.

Parlando di gomme, non si può non sottolineare però che in queste prime due gare è sempre stata utilizzata la carcassa posteriore rigida, quella che la Michelin porta per contrastare le alte temperature. Una soluzione che sembra calzare a pennello all’Aprilia e che invece la Desmosedici GP sembra non digerire, e lo si nota anche allargando il trend alla scorsa stagione. Questo è sicuramente un fattore da considerare, ma non si può neanche ridurre solo a questo il vantaggio che gli uomini di Massimo Rivola hanno mostrato in queste prime uscite.

Tra le altre cose, l’Aprilia in questa fase sembra aver trovato anche un’arma in più, che probabilmente non immaginava di avere a disposizione così presto. Dopo un 2025 da dimenticare tra incidente ed infortuni e viste le due operazioni a cui si era sottoposto durante l’inverno, che gli erano costate anche il primo test a Sepang, Jorge Martin si era presentato al via del Mondiale con un approccio molto prudente, ma a Goiania è stato capace di salire sul podio sia nella Sprint che nella gara lunga, nella quale è andato a comporre una clamorosa doppietta per il marchio veneto, che ora compone un 1-2 anche nella classifica iridata.

E se a questo Bezzecchi si aggiunge il vero “Martinator”, possono essere davvero dolori per la concorrenza, anche perché dall’altra parte della barricata, oltre ad avere un Marc Marquez non ancora al 100%, si ritrovano a fare i conti con un Pecco Bagnaia che è ripartito sulla falsariga del 2025 e con un Alex Marquez che non sembra neanche il lontano parente di quello che l’anno scorso è stato vice-campione del mondo. E anche l’alfiere del Gresini Racing, pur senza calcare troppo la mano, oggi si è lasciato andare a dichiarazioni che ricalcano abbastanza quelle del piemontese nella passata stagione.

Jorge Martin, Aprilia Racing Team, Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Jorge Martin, Aprilia Racing Team, Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Se la debacle di Buriram era sembrata un po’ poco per accendere campanelli d’allarme a Borgo Panigale, ora è abbastanza chiaro all’armata Rossa che bisogna rimboccarsi le maniche e che confermarsi sul trono non sarà affatto facile, perché la concorrenza ha decisamente affilato le armi e probabilmente anche la GP26 ha qualche limite che va limato nelle prossime uscite. E alle porte di Bologna ormai è qualche anno che sono abituati a vestire i panni della lepre piuttosto che quelli del cacciatore.

Anche se Rivola per il momento non ne vuole sapere di sentir parlare dell’Aprilia come della nuova lepre della MotoGP: “Due weekend non cambiano lo status dell’Aprilia. Di sicuro hanno cambiato la classifica, ma ci sono ancora 40 gare e tutto può cambiare. Il nostro compito è quello di restare concentrati ogni giorno. Quindi restiamo tranquilli, con i piedi per terra e molto umili. Ci godiamo il momento e basta, perché adesso è ancora molto presto”.

Tra una settimana forse avremo qualche risposta in più, anche se ad Austin bisognerà fare attenzione a non confondere un’eventuale rinascita Ducati con il fattore Marquez. Se sicuramente Goiania non era una pista nelle sue corde, avendo quasi solo curve a destra, Marc è il “ranger” del saliscendi texano, sul quale ha sempre fatto una differenza clamorosa, anche se ora è dal 2021 che non vince lì. Nel 2024, però, a vincere era stata proprio l’Aprilia con Maverick Vinales, quindi il GP delle Americhe può essere il banco di prova ideale per valutare il potenziale di entrambe.

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