di
Marco Vigarani

Il campione a Lizzano in Belvedere con la sciatrice bronzo alle Olimpiadi: «Se il Bologna continua a essere così carico può anche vincere l’Europa League»

Il tempo passa e tu non passi mai. Cantavano così i Negramaro e frase più adatta forse non potrebbe esserci se parli ancora oggi di Alberto Tomba. Il grande campione azzurro è stato protagonista, insieme alla nuova stella Flora Tabanelli, delle premiazioni del Criterium Nazionale Cuccioli ovvero la più importante manifestazione giovanile organizzata dalla Fisi (Federazione italiana sport invernali) che quest’anno si svolge al Corno alle Scale. Al palasport di Lizzano in Belvedere ieri centinaia di persone hanno fatto la fila per una foto o un autografo con Tomba che è rimasto a disposizione fino all’ultimo fan. E dopo ha avuto ancora voglia di raccontare qualcosa, fra passato e presente.

Che effetto fa ricevere ancora tanto affetto?
«Mi commuovo ancora. È qualcosa di incredibile. Questi poi sono i miei luoghi, mi viene in mente quando gareggiavo qui sull’Appennino. Tutto per me è iniziato in collina, quando ancora nevicava davvero e già a novembre c’era un metro e mezzo di neve. Poi qui al Corno ho vissuto momenti indimenticabili».



















































Se ne ricorda uno fra tanti?
«Quando esattamente trent’anni fa vennero inaugurate le piste Tomba 1 e Tomba 2, nel 1996 ad aprile. Vennero su tutti i miei amici bolognesi: Vasco Rossi, Biagio Antonacci, Gianni Morandi, Andrea Mingardi. Tutti presenti per omaggiarmi e andare a cena insieme. Mi ricordo che andammo al ristorante su una bellissima auto d’epoca».

La prossima cena invece potrebbe essere con Kimi Antonelli?
«Assolutamente sì. Ci stiamo messaggiando proprio in questi giorni con suo padre per organizzare. Andremo presto a cena insieme. È stato veramente grandioso. Sento dire che è un peccato non averlo in Ferrari ma magari in futuro ci arriverà. Ha appena 19 anni, diamogli tempo. Intanto si merita già tutto».

Un’altra giovane stella è quella di Flora Tabanelli.
«Mi sono veramente commosso quando ho visto la sua gara in diretta. Si vede che ha una marcia in più di tutti. Non importa che abbia preso il bronzo: in quelle condizioni ha fatto semplicemente un miracolo».

Quali sensazioni si è portato a casa dai Giochi di Milano-Cortina?
«Quelle di Torino restano un ricordo indimenticabile con l’arrivo allo stadio da tedoforo con il boato di tutto il pubblico. Stavolta l’agenda ha previsto qualcosa di più statico fuori dallo stadio, all’Arco della Pace, con Deborah Compagnoni».

Cosa c’è nel suo libro «Lo slalom più lungo»?
«Doveva essere legato alle mie esperienze olimpiche ma alla fine è venuto fuori qualcosa di più personale. Un modo per fare conoscere anche Alberto».

Segue ancora il Bologna?
«Certo, e mi chiedo come si possa perdere con l’ultima in classifica poi sfoderare una grande prestazione a Roma in Europa League».

Un suo giudizio su Italiano?
«Mi piace, è un bravo allenatore e sono contento di come sta lavorando. Soltanto mi chiedo il motivo di questa differenza di concentrazione fra le partite facili e quelle difficili. È come se io avessi fatto differenze fra le discese di Coppa del Mondo e Olimpiadi».

L’Europa League può diventare un obiettivo stagionale?
«Ormai la zona Champions League in campionato è lontana quindi bisogna trovare un altro obiettivo. Se nelle gare importanti continueranno a essere ancora così carichi, non escludo che possano anche vincerla».

Pensa di fare qualche trasferta al seguito dei rossoblù se faranno ancora strada?
«Non lo so. Però in caso di finale a Istanbul in effetti potrei pensarci».


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22 marzo 2026 ( modifica il 22 marzo 2026 | 10:27)