23.03.2026 – 12.00 – Nel pomeriggio di domenica è andata in scena la 23ª giornata di campionato con uno dei derby del triveneto, quello tra Pallacanestro Trieste e Umana Reyer Venezia. Gli alabardati arrivavano da due vittorie consecutive tra campionato e coppa europea, saldi al sesto posto in classifica ma ancora una volta con la coperta corta a causa delle numerose assenze. Per i lagunari invece assente solo Chris Horton, vittima di una lesione muscolare rimediata dieci giorni prima durante la sfida di Eurocup contro la Dolomiti Energia Trentino. Con la fine del campionato sempre più imminente, questa partita per entrambe le squadre poteva valere come uno degli ultimi mattoncini da inserire verso l’ottenimento della qualificazione ai playoff. In un periodo ricco di impegni e partite, anche il PalaTrieste ha risposto bene, partecipando attivamente durante tutto il corso dei 40 minuti e sostenendo la squadra anche nei momenti più complicati.
Nel quintetto base coach Taccetti torna a schierare il capitano Ludovico Deangeli, in campo con mascherina protettiva dopo la frattura del setto nasale contro Nymburk. Dall’altra parte partono dal primo minuto due ex che hanno conquistato il cuore della città come Jordan Parks, uno degli eroi della promozione in serie A1 nel 2018, e Denzel Valentine, leader della scorsa stagione. L’Umana Reyer approccia meglio alla partita, sfruttando due fattori che per tutta la durata del primo tempo sono stati decisivi: la difesa e la percentuale al tiro. La formazione ospite rimane molto concentrata nella metà campo difensiva e concede pochissimo agli avversari, dedicando tra le altre una marcatura speciale a Ramsey, il terminale offensivo più pericoloso di Trieste. Gli alabardati, infatti, fanno fatica a produrre azioni pericolose e trovano canestri da sotto canestro solamente con Sissoko, meritevole di riempire di falli Amedeo Tessitori, il lungo titolare veneziano. Dopo il 14 a 27 del primo quarto, Taccetti e lo staff auspicano un cambio di atteggiamento, che però non arriva. Al contrario si aggrava la situazione, con Trieste che affonda sul -19 a causa dell’altissima precisione dalla lunga distanza degli ospiti. Venezia chiude il primo tempo con il 50% da tre, trovando anche protagonisti inattesi come Alessandro Lever, anche lui ex della gara. Dopo i primi 20 minuti il tabellone recita 35 a 54 per la Reyer, testimoniando appunto la grande produzione realizzativa dei ragazzi di Spahija, viziata anche dalle continue distrazioni difensive di Trieste.
Al rientro dagli spogliatoi coach Taccetti e il pubblico del PalaTrieste chiedono una reazione, facendo anche leva sul fatto che inevitabilmente le percentuali ospiti si sarebbero via via abbassate. I biancorossi, caricati sulle spalle da Juan Toscano-Anderson, entrano finalmente in partita, tenendo Venezia a soli 12 punti segnati nel quarto. Deangeli e Candussi danno un grande apporto sul piano difensivo, mentre Ramsey e lo stesso Toscano-Anderson rimontano i lagunari a suon di triple. I 30 punti segnati in soli 10 minuti sono la testimonianza che questa squadra, quando è sul pezzo, è capace di fare grandi cose. La Reyer, sopra solamente di una lunghezza all’inizio dell’ultimo periodo, deve ritrovarsi al più presto per evitare di buttare via tutto il lavoro fatto in precedenza. Guidata da un RJ Cole da 16 punti, la squadra di Spahija torna a martellare in attacco, anche se non più con la stessa precisione. La tensione del momento si fa sentire, le squadre non segnano per lunghi tratti, il tutto condito da un palazzetto infuocato. Gli ultimi 120 secondi sono fatali per Trieste, che prima subisce il canestro di Nikolic, miglior marcatore degli ospiti, e poi fallisce due occasioni per riavvicinarsi con Ramsey e Sissoko. La vittoria del challenge chiamato da Spahija, che permette a Venezia di ottenere un possesso in più, risuona come sentenza finale, che poi arriva al terminare dei 40 minuti sul risultato di 78 a 84.
Per Trieste è una sconfitta indolore a livello di classifica, dove la squadra di Taccetti è ancora da sola in sesta posizione. Ma il rammarico sta nella prestazione: se si fosse giocato per tutta la partita con la stessa intensità del terzo quarto forse il risultato finale avrebbe potuto essere differente. Venezia invece risponde alle vittorie di Milano e Brescia, rimanendo terza e avvinandosi alla Virtus Olidata Bologna, sconfitta nel derby emiliano dalla Una Hotels Reggio Emilia.
Pallacanestro Trieste: Toscano-Anderson 12, Martucci N.E., Ross N.E., Cinquepalmi N.E., Deangeli 4, Uthoff 5, Ruzzier 15, Sissoko 11, Candussi 7, Iannuzzi 2, Bannan, Ramsey 22. Coach: F. Taccetti
Umana Reyer Venezia: Tessitori 2, Cole 16, Lever 7, De Nicolao N.E., Candi 6, Wheatle 13, Nikolic 17, Janelidze N.E., Parks 11, Wiltjer 2, Valentine 3. Coach N. Spahija
[g.s.]