Invertono la rotta l’oro e l’argento sulla scia del rimbalzo dei mercati dopo la tregua di 5 giorni annunciata dal presidente Usa Donald Trump dopo “colloqui molto buoni” con l’Iran. Il metallo prezioso per eccellenza sale del 3,44% a 4.415,93 dollari l’oncia e l’argento guadagna quasi il doppio, segnando un progresso del 6,71% a 68,38 dollari l’oncia.
L’oscillazione
Solamente nelle prime ore di oggi, il prezzo dell’oro era crollato sui mercati delle materie prime. Il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot), infatti, era sceso a 4.152 dollari l’oncia con una riduzione del 10,6%.
L’impatto del conflitto
L’oro ma anche argento e platino continuano comunque a restare sotto forte pressione sui mercati, proprio mentre gli investitori continuano a ridurre l’esposizione ai metalli preziosi. In particolare, il platino era crollato di recente di oltre il 10% e il palladio lasciava sul terreno quasi il 7%. Il calo dei metalli preziosi riflette il cambio di umore dei mercati: la guerra non sta rafforzando la domanda di beni rifugio, ma alimenta piuttosto i timori per energia più cara, inflazione più persistente e condizioni finanziarie più rigide. In questo quadro, aumenta anche la pressione sulle principali economie perchè sostengano la liquidità, anche attraverso vendite di oro, per assorbire l’impatto del conflitto.

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