di
Chiara Baldi
Secondo le rilevazioni di Opinio per la Rai gli over55 invece hanno votato di misura il Sì
Un voto che segna una frattura generazionale evidente, almeno stando alle elaborazioni del Consorzio Opinio Italia per la Rai: tra i 18-34 anni il No ha stravinto con il 61,1 per cento dei voti, contro appena il 38,9 per cento di Sì alle urne. E questo, ha fatto notare la segretaria del Pd Elly Schlein in conferenza stampa, nonostante l’impossibilità dei fuorisede di votare nella città in cui studiano o lavorano: «I giovani hanno fatto la differenza, nonostante non potessero votare i fuorisede». Schlein ha anche promesso che «quando vinceremo le Politiche modificheremo la legge» così da consentire ai fuorisede di votare. Per molti di loro, il voto è stato possibile dopo aver fatto domanda per diventare rappresentanti di lista. In Lombardia, ad esempio, il Pd «ha dato la possibilità a 1800 fuorisede di votare, mentre il governo ha scelto di non garantire questo diritto per paura dell’esito del voto. È un fatto grave, a cui abbiamo risposto con organizzazione e responsabilità», ha commentato Pietro Radaelli, segretario dei Giovani Democratici della Lombardia
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Ma a segnare la frattura generazione con gli over 55 c’è anche il dato che riguarda la fascia di elettori in età tra i 35 e i 54 anni, tra i quali il No si attesta al primo posto, con uno scarto di oltre 6 punti (53,3 per cento contro il 46,7). Il Sì è stata la scelta alle urne degli over55, invece, anche se di misura: 50,7 per cento i favorevoli alla riforma Nordio contro il 46,7 per cento di contrari.
Il confronto con le Politiche 2022
Alle elezioni Politiche del 2022, i giovani tra i 18 e i 34 anni avevano fatto registrare un tasso di astensionismo altissimo: il 42,7 per cento gli under35 non era andato a votare. Tra chi aveva votato, invece, Ipsos aveva rilevato che i Millennials avevano votato in parte Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia mentre i Gen Z avevano scelto Sinistra Italiana e i Verdi. Per entrambe le generazioni, però, il Movimento Cinque Stelle era stato il partito che aveva convogliato più preferenze.
L’appello della Rete voto fuorisede
Per Yari Russo, campaigner di The Good Lobby in rappresentanza della Rete Voto Fuorisede, «sono oltre 5 milioni i cittadini ai quali, nonostante delle prime sperimentazioni di successo, è stato negato l’accesso alle urne e l’espressione di un diritto fondamentale in occasione di questo referendum». Per questo, la Rete chiede «un impegno trasversale, maggioranza e opposizione accelerino immediatamente l’iter della nostra proposta di legge», ha concluso Russo.
23 marzo 2026 ( modifica il 23 marzo 2026 | 19:45)
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