La stagione 2026 non è sicuramente iniziata nel migliore dei modi per il Team Picnic PostNL. Dopo due mesi di gare, la formazione neerlandese è l’unica compagine WorldTour a non aver ancora conquistato una vittoria e i migliori risultati ottenuti finora sono stati tre terzi posti, uno nella quarta tappa dell’AlUla Tour, uno nella prima frazione della Volta ao Algarve e uno alla Bredene Koksijde Classic. Tra addii eccellenti durante l’ultimo CicloMercato e diversi infortuni nelle scorse settimane, la squadra non sta certamente attraversando il suo miglior momento e il rischio, nel prossimo futuro, è quello di perdere addirittura la licenza WorldTour, ma i vertici del team non vogliono per ora farsi prendere dal panico e sperano di riuscire a invertire la tendenza negativa.
“Non è facile, questo è certo – ha dichiarato a DirectVelo il direttore sportivo Matthew Winston commentando la situazione – Non dirò che i risultati sono per il momento buoni perché non è così, e capisco che la gente si ponga delle domande. Ma non bisogna farsi prendere dal panico, né voler rivoluzionare tutto, perché sappiamo benissimo che non funziona così. Bisogna mantenere la calma, sperare che l’infermeria si svuoti il più presto possibile e continuare a lavorare“.
In questo inizio di stagione, la squadra ha infatti dovuto fare a meno di corridori come Warren Barguil, Nils Eekhoff e Gijs Leemreize, tutti infortunatisi, e anche Max Poole non è stato bene ed è stato costretto a saltare la Parigi-Nizza. Proprio il britannico è l’uomo su cui la squadra punta di più per rilanciarsi, in particolare dopo l’addio di Tobias Lund Andresen e di Oscar Onley, partenza quest’ultima che sicuramente ha lasciato il segno: “La sua partenza è stata molto dannosa. Inevitabilmente, ci ha messo i bastoni tra le ruote, ha cambiato tutti i piani della squadra. Non eravamo affatto preparati alla partenza di Oscar. È stata una grande sorpresa per noi. Una volta ricevuta la notizia, abbiamo dovuto ricominciare tutto da zero“.
La formazione neerlandese aveva già rischiato la retrocessione dal WorldTour lo scorso anno e, visti i pochi punti UCI raccolti finora, non ha iniziato nel modo migliore il triennio che a fine 2028 assegnerà le licenze per la massima divisione. Winston non è però al momento preoccupato di questo: “Abbiamo visto tutti cosa è stata capace di fare l’Astana l’anno scorso, hanno ribaltato una situazione che per loro era davvero difficile, e in che modo! Ora sono al top dopo due anni molto mediocri. Abbiamo tre anni davanti, lavoriamo con serenità. Si parlava già della possibile retrocessione l’anno scorso, ma non ci siamo fatti prendere dal panico. Siamo rimasti calmi, concentrati sul nostro lavoro con equilibrio e alla fine questo ha dato i suoi frutti. Intendiamo mantenere lo stesso approccio anche quest’anno“.
“Nessuno deve dubitare che siamo affamati di risultati e che non intendiamo rimanere a secco di vittorie ancora a lungo“, ha aggiunto il direttore sportivo del team. Un intento ribadito anche da uno dei suoi corridori, Chris Hamilton, in squadra sin dal 2017: “Dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto finora, anche se al momento non siamo affatto tra le squadre che dominano il nostro sport. Ma bisogna lottare e continuare a crederci. Iwan (Spekenbrink, il team manager, ndr) e tutto lo staff stanno facendo un ottimo lavoro. Non butteremo via tutto, non criticheremo tutto solo perché al momento è più difficile, alla fine le cose gireranno“.
Anche il 30enne non vuole per ora pensare troppo alla classifica UCI e alla conquista dei punti: “Lo teniamo in mente, ovviamente, ma non è certo un’ossessione. Cerchiamo di guadagnare punti, certo, ma se pensi solo a quello, non corri più come dovresti e con l’obiettivo preciso di vincere le gare […] Quando si mette pressione ai corridori… Beh, secondo me non è la cosa migliore da fare. Dobbiamo, gara dopo gara, vedere cosa possiamo migliorare, mettere in atto la migliore strategia possibile in base ai sei o sette corridori schierati in una corsa e attenerci a quella. Ma senza far andare nessuno nel panico, né puntare il dito contro nessuno“.
