Lo studio Atzur Arquitectura ha trasformato una casa degli Anni 60 in un open space luminosissimo

Una casa unifamiliare situata ai piedi della collina Tibidabo, nel quartiere di Sarrià-Sant Gervasi, zona verde nella parte nord di Barcellona, è stata ristrutturata per una coppia con due figli dallo studio Atzur-arquitectura. L’abitazione ha una sua dualità intrinseca, dato che la struttura originale degli Anni 60 è stata modificata negli interni creando uno spazio completamente aperto, fluido e moderno. Il progetto nasce proprio dal confronto tra queste due dimensioni, che trovano un equilibrio nuovo e originale. «Volevamo mantenere l’atmosfera mediterranea di una città di mare senza perdere il suo carattere urbano», affermano le architette Claudia Ferrer Riera e Milagros Machado Ferrari dello studio Atzur-arquitectura anche grazie al fatto che la casa si trova in una zona non centrale della città catalana.

La costruzione su due livelli risultava come un’addizione di volumi di diversa natura, con altezze disuguali e funzioni strutturali differenti. In termini di distribuzione, la disposizione originale presentava spazi fortemente suddivisi, con dimensioni scomode rispetto alle funzioni richieste. Il progetto ha mirato a unificare questi volumi e ambienti attraverso un esercizio strutturale e architettonico preciso. L’abitazione ha ora tre camere e tre bagni, spazi che sfruttano al meglio la luce e la ventilazione naturali, consentendo usi diversi e flessibili e tutti gli ambienti hanno ora ampie superfici vetrate che li connettono con l’esterno. Il tutto preservando le tracce di ciò che esisteva prima dell’intervento.

Lo studio Atzur Arquitectura ha trasformato una casa degli Anni 60 in un open space luminosissimo


La cucina è diventata ora il centro della casa
, come un ambiente passante che fa da perno a tutta la zona giorno. Nell’abitazione sono state volutamente evitate le suddivisioni secche e ridotti gli angoli retti, questi ultimi soprattutto per quanto riguarda gli arredi, tutti disegnati su misura. «Abbiamo sempre in mente le linee delle architetture dello spagnolo Enric Miralles», affermano le progettiste, quindi arrotondate, organiche. «Volevamo anche utilizzare i materiali tradizionali in maniera moderna», aggiungono.
I pochi colori e le limitate finiture delle superfici come il pavimento in resina concorrono a creare degli spazi leggeri col carattere da loft. Ecco che il bianco domina uniformando pareti e soffitti voltati, come una tela che fa da sfondo su cui il legno di rovere degli infissi e degli arredi fissi diventano episodi dal carattere grafico. Il volume della scala è una presenza che scandisce lo spazio come in un’installazione teatrale. Le piastrelle zellige in verde sono invece l’unico accento di colore concesso come rivestimento di porzioni di parete, tavolini di appoggio o piattaforme delle sedute. Il risultato di questo esercizio estremo di riduzione è quanto mai minimale ed elegante.

Lo studio Atzur Arquitectura ha trasformato una casa degli Anni 60 in un open space luminosissimo

Living ©RIPRODUZIONE RISERVATA


La newsletter di Living: stili e tendenze per la tua casa