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Laura Zangarini

Alla Biennale di Venezia 470 artisti per le arti dal vivo. Presentati i programmi dei festival di Teatro, Danza e Musica contemporanea

La Biennale di Venezia ha presentato oggi, lunedì 23 marzo, il programma delle arti dal vivo, che prenderà il via il 7 giugno con il 54° Festival internazionale del Teatro, diretto da Willem Dafoe.

Il programma si concluderà il 21 giugno, per proseguire dal 17 luglio all’11 agosto col 20° Festival internazionale di Danza contemporanea diretto da Wayne McGregor.



















































Toccherà poi al 70° Festival internazionale di Musica contemporanea, diretto da Caterina Barbieri e in programma dal 10 al 24 ottobre.

In totale, sono previsti 158 appuntamenti per 470 artisti in scena a Venezia per i festival di Teatro Danza Musica, selezionati tra 1.841 domande di partecipazione da 48 Paesi diversi.

«Danza, musica e teatro sono linguaggi che si manifestano nel tempo e nella presenza, determinandosi nella relazione del qui e ora tra artista e pubblico – ha detto Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, presentando le rassegne delle arti dal vivo -. Per Sir Wayne McGregor la danza ci invita a riconsiderare la natura del tempo, per Caterina Barbieri la musica ci riporta all’ascolto primordiale da cui tutto nasce, per Willem Dafoe il teatro ci riconduce alla verità dell’incontro umano». 

Oltre 200 artisti, raccolti in 55 appuntamenti con undici tra produzioni e coproduzioni, dieci prime assolute, due europee e quattro italiane. «Per l’edizione di quest’anno – racconta Dafoe – abbiamo scelto il titolo Alternative, o più precisamente, Alter Native. Non esiste un significato preciso, poiché l’etimologia può essere vaga o evocativa. L’idea è quella di pensare ad Alter come a un cambiamento e Native come alla propria natura. Oppure Alter come altro e Native come la cultura di provenienza».

Tra gli ospiti Christos Stergioglou, Mario Banushi, Leone d’argento 2026, con la trilogia Romance familiare (composta daglispettacoli Ragada, Good Bye Lindita, Taverna Miresia), Satoshi Miyagi con Mugen Noh Othello e la compagnia indonesiana Bumi Purnati.

Per l’Italia, Emma Dante, Leone d’oro alla carriera 2026, presenterà in prima assoluta I fantasmi di Basile, con cui torna ad affrontare l’universo immaginifico e barocco dello scrittore napoletano Giambattista Basile. Davide Iodice torna invece alla Biennale con Promemoria, lavoro in cui affronta il tema della memoria, ponendo al centro racconti e vita degli anziani che risiedono nelle strutture di accoglienza.

Il festival di Danza, intitolato Il tempo non esiste, propone oltre 60 appuntamenti con nove prime assolute. Leone d’oro alla carriera il Bangarra Dance Theatre australiano, la prima formazione interamente composta da danzatori aborigeni australiani, e la danzatrice, coreografa, regista e attivista Mamela Nyamza (Leone d’argento).

Tra gli ospiti il coreografo israeliano Emanuel Gat, la coreografa lappone Elle Sofe Sara con 19 danzatori dell’Opera di Oslo e il libanese Omar Rajeh.

Il festival di Musica, intitolato A Child of Sound, conta oltre 40 appuntamenti con 18 prime assolute.

È il compositore e performer giapponese Keiji Haino, poeta del rumore, il Leone d’oro alla carriera per il suo contributo pionieristico ai linguaggi dell’improvvisazione e della sperimentazione contemporanea. Leone d’argento la compositrice e organista canadese Sarah Davachi, tra le voci più interessanti e coerenti della scena musicale contemporanea, incentrata sull’ibridazione innovativa di linguaggi elettronici e acustici.

In programma, tra gli altri, la prima esecuzione assoluta di «Musica per una fine» di Ennio Morricone, lavoro inedito pubblicato postumo da Sugar Music e costruito attorno a una poesia di Pier Paolo Pasolini letta dal poeta, oltre al veneziano Gigi Masin con Wind, album del 1986 che festeggia il quarantennale.

Ci sarà anche, in prima assoluta e commissionata dalla Biennale, l’opera transculturale In the Threshold of Your Love, che mette in dialogo la compositrice e vocalist americana Lyra Pramuk col musicista iraniano Mohammad Reza Mortazevi, fra i massimi interpreti delle percussioni tradizionali persiane.

Da segnalare la Biennale College, riservata a giovani artisti under 30 che si affacciano al mondo dell’arte per portare sul palcoscenico internazionale dei festival le loro creazioni. 

23 marzo 2026 ( modifica il 23 marzo 2026 | 17:46)