Cantautore tra i più prolifici e amati, grande tifoso del Genoa, ha partecipato a cinque edizioni del Festival di Sanremo

24 marzo 2026 (modifica alle 13:57) – MILANO

È morto oggi, martedì 24 marzo 2026, Gino Paoli, tra i più importanti cantautori italiani del Novecento. Aveva 91 anni. Nato a Monfalcone nel 1934, era cresciuto a Genova, città con cui aveva mantenuto un legame costante e dove ha vissuto fino all’ultimo. Autore e interprete tra i più amati e riconoscibili, Paoli ha attraversato e plasmato oltre mezzo secolo di musica, lasciando un segno profondo fin dagli anni Sessanta. Suoi gli indimenticabili successi de Il cielo in una stanza, Una lunga storia d’amore, La gatta e Sapore di sale.

L’annuncio della morte—  

A dare notizia della scomparsa è stata la famiglia, con un breve comunicato. “Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari”, si legge nella nota.

Gino Paoli, la Scuola Genovese—  

Appassionato di pittura e jazz, il giovane Gino Paoli ha vissuto gli anni della formazione al fianco di artisti e musicisti destinati a diventare protagonisti della canzone italiana come Luigi Tenco, Bruno Lauzi e Umberto Bindi. Contatti preziosi che hanno ben presto portato alla nascita della cosiddetta “scuola genovese”: un’esperienza collettiva che, a partire dalla lezione dei chansonnier francesi, fondò di fatto la canzone d’autore italiana.

Negli anni Cinquanta e Sessanta, tra Genova e Milano, sono arrivati i primi contatti con l’industria musicale e le canzoni per altri interpreti. È in questi anni che nascono alcuni dei suoi primi grandi successi: Il cielo in una stanza, portato al successo da Mina, e Senza fine, resa celebre da Ornella Vanoni, con cui ha avuto una lunga relazione.

gli anni della crisi personale—  

Gino Paoli visse una relazione travolgente anche con l’attrice Stefania Sandrelli, dalla quale nacque la figlia Amanda. Nel 1963, arrivò Sapore di sale con l’arrangiamento di Ennio Morricone e il celebre assolo di sax di Gato Barbieri. Nello stesso anno, l’11 luglio, Paoli tentò il suicidio con una pistola. Il proiettile tuttavia non colpì zone vitali e rimase nel pericardio, da dove non fu mai rimosso. Poi, il periodo più buio della dipendenza e dell’alcol, finito con un grave incidente stradale. Il riscatto negli anni Ottanta, prima con un album dedicato all’amico Piero Ciampi, poi nel 1985 con Una lunga storia d’amore, cui seguirono Ti lascio una canzone e, nel 1991, Quattro amici al bar, vincitore del Festivalbar. A Sanremo partecipò cinque volte in gara, tra il 1961 e il 2002, e tornò sul palco anche come ospite in diverse occasioni, l’ultima nel 2023.

l’amore per lo sport—  

Non c’era solo la musica, tra le passioni di Gino Paoli. Il cantautore era un grande tifoso del Genoa, pur se con una filosofia tutta sua. In un’occasione aveva dichiarato di essere “contento anche quando vince la Sampdoria, perché è comunque una squadra di Genova”; una posizione ben diversa da quella dei suoi amici Fabrizio De André, grande appassionato del Grifone, e di Paolo Villaggio, fan accanito della Sampdoria.