“La sorpresa con Korda è stata cedere dopo avere rimontato. Dopo avere vinto l’Australian Open, ha bisogno di ritrovare gli stimoli. A 22 anni Carlos non è ancora tornato al 100%”

La sconfitta di Carlos Alcaraz contro Sebastian Korda a Miami è stata sorprendente perché è arrivata dopo quella con Daniil Medvedev a Indian Wells. Nel 2025, però, lo spagnolo ha avuto un percorso sicuramente peggiore. Non dobbiamo dimenticare che quest’anno ha vinto l’Australian Open, che alla fine è la cosa più importante. L’aspetto che mi ha colpito di più è stato che Alcaraz era riuscito a rimontare. Pensavo che, come capita nel 99% dei casi, il numero 1 al mondo prendesse in mano la situazione e portasse a casa il risultato al terzo set. Invece questa volta è stato il giocatore sfavorito a prevalere. Paradossalmente, se avesse perso 6-3 6-3 contro una versione assolutamente da fantascienza di Korda sarebbe stato più normale. 

lontano dai riflettori—  

Carlos a volte si innervosisce per il grande livello che l’avversario riesce a mantenere durante il match, ma dovrebbe sapere che questa è la croce che si portano addosso i più forti. Bisogna entrare in campo con umiltà e con la consapevolezza che la partita non sempre viene incontro grazie al biglietto da visita. Con questo successo un giocatore come Korda è a posto per tutto l’anno, può dire di aver battuto il numero 1 del ranking. In questo momento Alcaraz ha bisogno di ricaricarsi stando un po’ lontano dai riflettori per ritrovare i giusti stimoli. La stagione, però, è ancora agli inizi e credo che lui possa tranquillamente riprendersi, non bisogna fare processi. Io non li ho fatti nemmeno a Jannik Sinner quando ha perso con Novak Djokovic in Australia o con Jakub Mensik in Qatar, infatti poi si è ripreso. La stessa cosa accadrà ad Alcaraz, che ha ancora 22 anni e non è ancora formato al 100%. E poi non tutti hanno la testa del serbo o di Rafa Nadal: ci sono stati giocatori dotati di grande talento, ma che non avevano quella caratteristica.